Cassazione Penale, Sentenza n. 21153/2026 del 09/06/2026
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Straface ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza che aveva rigettato la sua richiesta di affidamento in prova al servizio sociale o, in subordine, di semilibertà. Il Tribunale aveva riconosciuto elementi positivi (adesione a programma trattamentale, permessi premio, attività lavorativa in Corigliano Calabro) ma aveva ritenuto non dimostrato un serio e radicale percorso di revisione critica e dissociazione dall'organizzazione criminale di riferimento. Ha inoltre valorizzato recenti infrazioni disciplinari e un grave episodio in cui il detenuto è stato trovato in possesso di una corda lunga sei metri (rinvenuta in cella), con conseguente trasferimento e allerta per rischio evasione, nonché i pareri contrari della Direzione Distrettuale Antimafia e della Direzione Nazionale Antimafia. In cassazione il difensore denunciava carenza e manifesta illogicità della motivazione sostenendo che le conclusioni sul rischio di evasione e di ritorno ai contatti criminali erano congetturali e non coerenti con i risultati rieducativi e i permessi premio concessi.
La decisione
La Corte di legittimità ha rigettato il ricorso. Ha confermato che il Tribunale di sorveglianza ha correttamente applicato i criteri di valutazione prognostica richiesti dalla giurisprudenza; ha ritenuto congrua la valutazione negativa sull'assenza di una dissociazione reale, coerentemente con le infrazioni disciplinari e il rinvenimento della corda, e congrua la preoccupazione circa il possibile ripristino di contatti con ambienti criminali nel territorio di origine, anche alla luce dei pareri antimafia. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
Richiamato come uno dei reati per cui il condannato è stato giudicato; in quanto reato 'ostativo' rispetto ad alcune misure è elemento significativo nella formazione del quadro criminologico e nella valutazione della necessità di una reale dissociazione
Indicato tra i reati per cui Straface è stato condannato; contribuisce a definire la gravità del passato criminale valutata dal giudice ai fini prognostici
Altro capo di imputazione richiamato nella sentenza e considerato nel quadro complessivo della condanna e della pericolosità giudicata
art. 74 D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309
Richiamato in relazione a reati in materia di stupefacenti contestati al ricorrente; contribuisce alla qualificazione dei reati ostativi e alla valutazione complessiva ai fini della concessione delle misure
Principi giurisprudenziali relativi all'affidamento in prova e alla semilibertà (Cassazione)
La giurisprudenza richiede che, per l'accesso alle misure alternative, emerga un avvio concreto e convincente di revisione critica del vissuto e dissociazione dall'ambiente criminoso; la mancata ammissione della colpa non esclude il beneficio se è dimostrabile un'evoluzione della personalità, mentre infrazioni disciplinari, comportamenti recenti e elementi concreti (es. possesso di strumenti idonei all'evasione) possono giustificare il rigetto
Massime di principio
- La semplice partecipazione a programmi trattamentali, l'esistenza di permessi premio o di un'occupazione lavorativa non sono di per sé sufficienti: è necessario dimostrare un serio e radicale processo di revisione critica e dissociazione dall'organizzazione criminale di riferimento
- Comportamenti recenti intramurari negativi (infrazioni disciplinari, possesso di oggetti pertinenti a un tentativo di evasione) assumono grande rilevanza e possono legittimamente motivare il diniego di misure alternative anche se sono presenti elementi positivi
- Il fatto che il detenuto abbia scontato pene per reati ostativi non annulla la valutazione prognostica: il giudice valuta l'evoluzione della personalità nel tempo e la concreta possibilità di recidiva o di ripristino di contatti criminali
- Pareri contrari di organi antimafia e la perdurante presenza di un contesto di criminalità organizzata nel territorio di destinazione pesano sul sindacato sulla concessione di misure eseguite sul territorio di origine
- La presenza di permessi premio ripetuti non elimina automaticamente la valutazione negativa del rischio di fuga: il giudice apprezza il complesso delle condotte e non un singolo elemento favorevole
- Il sindacato di legittimità consente ampio margine discrezionale al giudice di merito nella valutazione prognostica, purché la motivazione sia logica, coerente e ancorata a elementi concreti
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