Cassazione Penale, Sentenza n. 21131/2026 del 09/06/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione, ai sensi dell'art. 606, comma 1, lett. b) c.p.p., contro l'ordinanza del Tribunale di Napoli che aveva rigettato il riesame del sequestro preventivo di €33.755 disposto dal GIP. Il ricorrente contestava la sussistenza del fumus del reato ex art. 11 d.lgs. n.74/2000, denunciando la totale assenza di verifiche sulla situazione patrimoniale dell'indagato e la irrilevanza penale della condotta se non dimostrata una reale diminuzione della garanzia patrimoniale offerta dal contribuente; sosteneva inoltre che la mera notifica delle cartelle di pagamento non comprovava automaticamente il fumus.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto adeguata e coerente la motivazione del Tribunale di Napoli, il quale aveva sottolineato l'assenza di elementi probatori utili a escludere l'intento elusivo del ricorrente, in particolare alla luce del trasporto all'estero di una consistente somma in contanti e dell'ammontare del debito tributario (€1.207.986,53). La Corte ha anche rilevato l'inottemperanza del principio di autosufficienza del ricorso (mancata allegazione di atti specifici relativi alla notifica delle cartelle e alla situazione patrimoniale), ha confermato la configurabilità del reato ex art. 11 d.lgs. n.74/2000 nello stato degli atti e ha disposto l'imposizione delle spese a carico del ricorrente e il versamento, in via equitativa, di €3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
d.lgs. n. 74 del 2000, art. 11
art. 11 del d.lgs. n. 74 del 2000
La Corte ha ritenuto che la fraudolenza o simulazione prevista dall'art. 11 possa realizzarsi anche mediante il trasferimento di denaro all'estero finalizzato a sottrarre la garanzia patrimoniale dell'Erario; lo stato di fatto (trasporto in contanti ingente e debito tributario rilevante) è sintomatico di intento elusivo.
cod. proc. pen., art. 606, comma 1, lett. b)
articolo 606, comma 1, lettera b), cod. proc. pen.
Fondamento formale del motivo di ricorso proposto dal ricorrente (violazione di legge). La Corte osserva tuttavia i limiti del ricorso per cassazione in materia cautelare.
In materia di sequestri probatori e preventivi il ricorso per cassazione è ammesso solo per violazione di legge; la Corte precisa che nella nozione rientrano anche vizi gravi della motivazione ma non l'illogicità manifesta che richiede un diverso motivo di ricorso.
Dispositivo che legittima la condanna alle spese del procedimento a carico del ricorrente in caso di rigetto/inammissibilità del ricorso.
disposizioni attuative c.p.p., art. 165
articolo 165 disp.att. cod. proc. pen.
Richiamato per il principio di autosufficienza: è onere della parte indicare e allegare gli atti che si ritengono necessari per fondare il vizio denunciato; la mancata allegazione rende il motivo aspecifico e inammissibile.
disposizioni attuative c.p.p., art. 165-bis
art. 165 - bis disp. att. cod. proc. pen.
Conferma l'applicazione del principio di autosufficienza anche dopo l'introduzione normativa, imponendo al ricorrente l'onere di indicare puntualmente gli atti travisati e curarne l'acquisizione.
Corte costituzionale, sent. 13 giugno 2000, n. 186
sentenza della Corte costituzionale in data 13 giugno 2000, n. 186
Richiamata dalla Corte di Cassazione per escludere l'aggravamento della sanzione per inescusabilità della condotta processuale; la Corte ha comunque disposto un versamento equitativo alla Cassa delle ammende non ritenendo il ricorso presentato in colpa.
Massime di principio
- Il trasferimento di somme ingenti di denaro all'estero, soprattutto in contesti che mostrano discrepanza con la situazione (es. vacanza all'estero con disponibilità di contanti significativa) e in presenza di debiti tributari rilevanti, può essere valutato come elemento sintomatico dell'intento di sottrarre la garanzia patrimoniale e quindi configurare il fumus del reato ex art. 11 d.lgs. 74/2000.
- In sede di impugnazione cautelare e in particolare in cassazione contro provvedimenti di sequestro probatorio/preventivo, l'ammissibilità è limitata a questioni di violazione di legge e a vizi gravi della motivazione; l'illogicità manifesta richiede motivi diversi e più specifici.
- Principio di autosufficienza: il ricorrente ha l'onere di indicare ed allegare agli atti in cassazione tutta la documentazione necessaria a fondare le censure (es. prove della notifica o della capienza patrimoniale); la mancata allegazione rende la censura aspecifica e inammissibile.
- Per contrastare efficacemente un sequestro preventivo per evasione fiscale è utile: documentare la reale capacità patrimoniale (atti immobiliari, conti, attestazioni), dimostrare eventuali richieste di rateizzazione o contatti con l'Agenzia delle Entrate, e allegare tempestivamente questi elementi in tutti i gradi di giudizio.
- La mera notifica delle cartelle di pagamento, sebbene non sia di per sé risolutiva, assume rilievo probatorio se combinata con altri elementi (ingente debito, comportamento di trasferimento di denaro); pertanto le valutazioni devono essere compiute nel contesto fattuale complessivo.
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