Sentenza n. 946/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 2
per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (Sezione Terza) n. 1116/2022.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Ordinanza comunale di acquisizione al patrimonio comunale di un capannone abusivo, dell'area di sedime e di un'ulteriore porzione di terreno, adottata per l'inottemperanza a un precedente ordine di demolizione
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ha impugnato la sentenza del TAR Toscana che aveva respinto il ricorso contro l'ordinanza comunale di acquisizione al patrimonio comunale e la presupposta comunicazione di inottemperanza. Con il primo motivo d'appello ha dedotto la violazione dell'art. 196 della legge regionale Toscana n. 65/2014 e dell'art. 31 del d.P.R. n. 380/2001, nonché dei principi sull'interpretazione degli atti amministrativi e sull'errore materiale, sostenendo che l'ordine di demolizione del 1998 riguardasse soltanto la porzione del capannone ricadente entro la fascia di rispetto dal fiume e che, pertanto, l'acquisizione non potesse estendersi all'intero manufatto. Con il secondo motivo ha dedotto la violazione delle medesime disposizioni, la carenza e l'illogicità della motivazione, sostenendo che l'ordinanza non individuasse con sufficiente determinatezza l'ulteriore area acquisita, rendendo imprevedibile l'effettiva estensione dell'acquisizione e della conseguente immissione in possesso.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha respinto l'appello e confermato la sentenza del TAR. Quanto al primo motivo, ha ritenuto che la domanda di sanatoria straordinaria riguardasse l'intero fabbricato e che il diniego fosse motivato dalla presenza di parti ricadenti nella fascia di rispetto fluviale, senza limitare a tali sole parti l'oggetto dell'abuso. Trattandosi di un'opera unitaria, il diniego della sanatoria sull'intero manufatto rendeva l'intero fabbricato abusivo. Anche l'ordinanza di demolizione, richiamando la domanda di condono, il relativo diniego e le opere indicate in premessa, doveva essere interpretata come riferita all'intero fabbricato; il riferimento alla porzione ricadente nella fascia di rispetto individuava la ragione dell'abusività e non delimitava l'ordine alla sola porzione. Quanto al secondo motivo, il Collegio ha ritenuto sufficientemente determinato il contenuto dell'ordinanza di acquisizione. L'atto riproduceva la disciplina regionale sull'acquisizione del manufatto, dell'area di sedime e dell'ulteriore porzione necessaria, entro il limite massimo previsto, ma precisava poi concretamente che erano acquisiti soltanto il fabbricato abusivo e la relativa area di sedime. Tale conclusione era confermata dalla previsione che l'ordinanza costituisse titolo per l'immissione in possesso e la trascrizione dell'acquisizione del solo fabbricato. La società appellante è stata condannata alle spese del grado, liquidate in 3.000 euro oltre accessori.
Norme richiamate
art. 196 legge regionale Toscana n. 65/2014
è acquisito il manufatto abusivo, l'area di sedime dello stesso e una ulteriore porzione di terreno necessaria, secondo le prescrizioni urbanistiche, a realizzare opere analoghe a quelle abusive, il tutto entro il limite di dieci volte la complessiva superficie utile lorda abusivamente costruita
La disposizione consente l'acquisizione del manufatto abusivo e dell'area di sedime, oltre all'eventuale ulteriore porzione di terreno necessaria secondo le prescrizioni urbanistiche, entro il limite legale; nel caso concreto l'ordinanza è stata interpretata come riferita concretamente al solo fabbricato e alla relativa area di sedime.
La disciplina dell'acquisizione al patrimonio comunale conseguente all'inottemperanza all'ordine di demolizione è stata richiamata quale parametro di legittimità dell'ordinanza impugnata.
Massime di principio
- Quando una domanda di sanatoria riguarda un'opera strutturalmente e funzionalmente unitaria, il diniego motivato dalla presenza di una causa ostativa riferita a una sua parte non limita necessariamente l'abusività alla sola parte ostativa: se l'istanza aveva a oggetto l'intero manufatto, il diniego può riguardare l'opera nella sua interezza.
- Un ordine di demolizione deve essere interpretato considerando unitariamente motivazione, richiami agli atti presupposti e dispositivo. Il riferimento, nella motivazione, alla porzione del manufatto interessata dalla causa di abusività non restringe l'oggetto dell'ordine quando il provvedimento richiama la domanda di sanatoria relativa all'intero immobile e ingiunge la demolizione delle opere indicate in premessa.
- L'ordinanza di acquisizione conseguente all'inottemperanza all'ordine di demolizione è sufficientemente determinata quando, pur riproducendo in astratto i criteri normativi relativi all'eventuale ulteriore area acquisibile, individua in concreto il manufatto abusivo e la relativa area di sedime come beni oggetto dell'acquisizione.
- Per valutare l'estensione dell'acquisizione al patrimonio comunale occorre attribuire rilievo anche alle clausole dell'ordinanza che qualificano l'atto come titolo per l'immissione in possesso e la trascrizione: tali clausole possono chiarire che l'acquisizione concreta riguarda soltanto i beni espressamente individuati, anziché l'ulteriore area astrattamente prevista dalla legge.
Come è indicizzato
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giustizia amministrativa
- Sentenza · 5 feb 2026Sentenza n. 299/2026 - Venezia, Sezione 1
- Sentenza · 5 feb 2026Sentenza n. 300/2026 - Venezia, Sezione 1
- Sentenza · 5 feb 2026Sentenza n. 301/2026 - Venezia, Sezione 1
- Sentenza · 5 feb 2026Sentenza n. 303/2026 - Venezia, Sezione 1
- Sentenza · 5 feb 2026Sentenza n. 304/2026 - Venezia, Sezione 1
- Sentenza · 5 feb 2026Sentenza n. 305/2026 - Venezia, Sezione 1
Cerchi altro? Cerca gratis in Giustizia amministrativa →