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Cassazione Penale, Ordinanza n. 00872/2025 del 09/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'appello di Firenze che aveva confermato la responsabilità per il reato di ricettazione. Ha dedotto: 1) vizio di motivazione sull'affermazione di responsabilità, sostenendo che la decisione di merito si fondasse su una lettura errata del compendio probatorio e chiedendo, in sostanza, una diversa valutazione delle prove; 2) vizio di motivazione per l'omessa applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p.; 3) vizio di motivazione sul trattamento sanzionatorio, lamentando l'eccessività della pena per il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto il primo motivo non consentito in sede di legittimità e comunque manifestamente infondato, perché volto a sollecitare una nuova valutazione del materiale probatorio e non a denunciare un effettivo vizio della motivazione. Ha considerato il secondo motivo manifestamente infondato, rilevando che la Corte d'appello aveva escluso l'art. 131-bis c.p. con adeguata motivazione, valorizzando anche l'abitualità del comportamento. Ha reputato infondato anche il terzo motivo, osservando che il diniego delle attenuanti generiche era stato congruamente motivato e poteva legittimamente fondarsi anche sui precedenti penali. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen.

    non ha lamentato una motivazione mancante, contraddittoria o manifestamente illogica

    Il vizio di motivazione è deducibile in cassazione solo nei limiti del controllo sulla coerenza logica della motivazione, non per ottenere una nuova valutazione del merito probatorio.

  • art. 648 cod. pen.

    Norma incriminatrice della ricettazione, la cui integrazione è stata ritenuta congruamente motivata dai giudici di merito.

  • art. 131-bis cod. pen.

    La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto non opera quando ricorrono elementi ostativi, tra cui l'abitualità del comportamento.

  • art. 62-bis cod. pen.

    Le attenuanti generiche possono essere negate in assenza di elementi positivi a favore dell'imputato; i precedenti penali possono essere valorizzati in senso ostativo.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione non può essere utilizzato per chiedere una rivalutazione del compendio probatorio o per contrapporre una diversa lettura delle risultanze processuali a quella adottata dal giudice di merito.
  • Il vizio di motivazione è utilmente deducibile solo quando si censuri la motivazione della sentenza nei suoi profili di esistenza, coerenza logica o manifesta illogicità, non la mera asserita erroneità della decisione nel merito.
  • La verifica di legittimità riguarda il rapporto tra motivazione e decisione, non il rapporto tra prova e decisione, che resta riservato al giudice di merito.
  • La particolare tenuità del fatto può essere esclusa quando la motivazione dia conto di elementi ostativi previsti dalla norma, compresa l'abitualità della condotta.
  • Il diniego delle attenuanti generiche è legittimo se sorretto da una motivazione congrua e può fondarsi anche sulla mancanza di elementi positivi e sui precedenti penali dell'imputato.

Come è indicizzato

MaterieRicettazioneImpugnazioniCause di non punibilitàCircostanze del reato
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penaleParte generale
IstitutiParticolare tenuità del fatto

Testo integrale

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