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Cassazione Penale, Ordinanza n. 00716/2025 del 08/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (magistratura di sorveglianza)

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza del tribunale di sorveglianza che gli aveva negato la liberazione condizionale in deroga prevista per il collaboratore di giustizia ai sensi dell'art. 16-novies del d.l. n. 8 del 1991, conv. dalla l. n. 82 del 1991. Con il ricorso si contestava sostanzialmente la valutazione negativa sul requisito del ravvedimento e l'esercizio della discrezionalità del giudice di sorveglianza, sostenendo che la collaborazione prestata e l'assenza di attuali collegamenti con la criminalità organizzata dovessero essere considerate sufficienti per la concessione del beneficio.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che le censure mirassero a sindacare in sede di legittimità valutazioni discrezionali riservate alla magistratura di sorveglianza. Ha inoltre osservato che il ravvedimento è requisito legale imprescindibile, non desumibile in via presuntiva dalla sola collaborazione o dalla cessazione dei collegamenti con ambienti criminali, ma da elementi ulteriori idonei a dimostrarlo positivamente. Ha quindi ritenuto corretta l'ordinanza impugnata, motivata con riferimento all'insufficienza delle risultanze trattamentali, alla gravità dei reati e all'entità delle condanne, nonché coerente con il parere della Direzione nazionale antimafia. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 16-novies d.l. n. 8 del 1991

    disciplina la liberazione condizionale in deroga per il collaboratore di giustizia; la concessione richiede comunque il ravvedimento come requisito legale imprescindibile.

  • legge n. 82 del 1991

    norma di conversione del decreto-legge richiamato per il beneficio richiesto.

  • art. 616 c.p.p.

    implicita base per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende a seguito di inammissibilità.

Massime di principio

  • In materia di benefici penitenziari richiesti dal collaboratore di giustizia, il ravvedimento costituisce un requisito autonomo e imprescindibile, che non può essere presunto sulla sola base della collaborazione prestata o dell'assenza di collegamenti attuali con la criminalità organizzata.
  • La valutazione del ravvedimento deve essere compiuta in concreto, attraverso ulteriori elementi positivi idonei a dimostrare, almeno in termini di ragionevole probabilità, la reale adesione del condannato a un percorso di resipiscenza.
  • La concessione della liberazione condizionale in deroga è rimessa a una valutazione discrezionale della magistratura di sorveglianza, sindacabile in cassazione solo nei limiti della legittimità, non potendo il ricorso trasformarsi in una richiesta di riesame del merito.
  • Il criterio della progressiva sperimentazione dei benefici penitenziari può essere valorizzato, specialmente quando i reati e il contesto criminoso esprimano elevata capacità a delinquere e rendano giustificato un più ampio periodo di osservazione trattamentale.

Come è indicizzato

MaterieLiberazione anticipataImpugnazioni
RamiEsecuzione penaleProcesso penale
IstitutiPrescrizione del reato

Testo integrale

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