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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3716/2023 del 30/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso la sentenza d'appello che aveva revocato la sospensione condizionale della pena per la condanna di ROMBALDONI per furto in abitazione: (1) censura sulla qualificazione del fatto come furto in abitazione, essendo il fatto avvenuto in un cantiere/villetta in ristrutturazione; (2) mancata assunzione di prova decisiva per aver chiuso l'istruttoria senza esame dell'imputato; (3) vizio di motivazione in ordine al rigetto della richiesta di rinnovazione istruttoria in appello (esame dell'imputato) motivato dalla mancata richiesta di discussione orale e dalla mancata presenza dell'imputato all'udienza in rito cartolare.

La decisione

La Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso: ha respinto i motivi processuali (rinnovazione istruttoria e nullità per mancato esame: inammissibili/infondati per mancata tempestiva eccezione ai sensi dell'art. 182 c.2 c.p.p. e per la scelta del rito cartolare in appello senza richiesta di discussione orale), ma ha ritenuto fondato il primo motivo sostanziale. Ha annullato la qualificazione del fatto quale furto in abitazione (art. 624-bis) ritenendo mancante il nesso finalistico/strumentale tra l'introduzione e l'impossessamento (la presenza dell'imputato nell'immobile era per l'esecuzione di lavori su incarico, senza che emerga una strumentalità dell'introduzione al fine del furto). Ha pertanto riqualificato la condotta in furto semplice ai sensi dell'art. 624 c.p. e ha disposto rinvio alla Corte d'appello di Perugia per la nuova determinazione della pena e per verificare l'eventuale condizione di procedibilità introdotta dalla modifica normativa (procedibilità a querela per l'art. 624, c.3, come modificato dal d.lgs. n.150/2022). Gli altri profili di ricorso sono stati dichiarati inammissibili.

Norme richiamate

  • art. 624 cod. pen.

    Norma che disciplina il furto semplice; la Cassazione ha ritenuto che i fatti debbano essere ricondotti a questa fattispecie in mancanza del nesso finalistico tra introduzione nell'immobile e impossessamento della cosa

  • art. 624-bis cod. pen.

    "...mediante introduzione in un edificio o in un altro luogo destinato in tutto o in parte a privata dimora o nelle pertinenze di essa"

    Per la configurabilità del furto in abitazione è necessario non solo che il bene sia sottratto in un luogo destinato a privata dimora, ma anche che l'introduzione nell'edificio sia strumentale all'impossessamento (nexus finalistico). La mera presenza occasionale o l'accesso per incarico (es. lavori) non basta a integrare l'aggravante

  • art. 182, comma 2 e 3, cod. proc. pen.

    Stabilisce l'onere di eccepire immediatamente in udienza determinate nullità; la mancata tempestiva eccezione determina decadenza e la Corte ha ritenuto inammissibile il rilievo difensivo tardivo

  • art. 23-bis d.l. n.137/2020 (conv. L.176/2020)

    Norma sul rito cartolare/occasionale in appello: se il processo si svolge in forma scritta senza discussione orale, la parte che voglia ottenere rinnovazione dell'istruttoria (esame dell'imputato) deve avere chiesto la discussione orale o comunque esercitare i relativi atti; l'assenza di tale richiesta rende incompatibile la rinnovazione

  • art. 614 cod. pen.

    Richiamato per richiamare la vicinanza concettuale con la tutela contro le introduzioni illegittime in dimora: l'art. 624-bis richiama la nozione di introduzione rilevante ai fini della violazione di domicilio

  • art. 625 cod. pen. (previgente)

    "...per commettere il fatto, si introduce o si intrattiene in un edificio.."

    Citata per storicizzare la giurisprudenza: il nuovo testo di 624-bis non ha eliminato la necessità della strumentalità dell'introduzione, già richiesta dalla previgente disposizione

  • art. 2, c.1, lett. i), d.lgs. 17/10/2022 n.150

    Ha modificato l'art. 624 c.p. prevedendo la procedibilità a querela per il reato di furto (art. 624 c.3); la Corte ha disposto la verifica della sussistenza di tale condizione al rinvio

Massime di principio

  • Per configurare il reato di furto in abitazione (art. 624-bis) bisogna accertare non solo che la cosa sia stata sottratta in un luogo destinato a privata dimora, ma soprattutto che l'introduzione nell'immobile sia stata strumentale all'impossessamento (nexus finalistico). La mera presenza per altri motivi (es. incarico per lavori) è insufficiente
  • Se l'abitazione è temporaneamente affidata a terzi o in ristrutturazione, ciò non esclude di per sé la natura di privata dimora; tuttavia resta necessario valutare la strumentalità dell'introduzione rispetto al furto
  • In questioni processuali, l'eccezione di nullità prevista dall'art. 182 c.p.p. deve essere sollevata immediatamente in udienza o si incorre in decadenza: la difesa non può lamentare tardivamente la mancata assunzione di prova senza aver tempestivamente eccepito
  • Quando il procedimento di appello si svolge secondo il rito cartolare (art. 23-bis d.l. 137/2020), la difesa deve chiedere espressamente la discussione orale per ottenere rinnovazioni istruttorie; l'assenza di tale richiesta giustifica il mancato svolgimento di prove orali in sede di appello
  • A seguito di modifiche legislative che incidono sulla procedibilità (es. procedibilità a querela per il furto), il giudice che riqualifica il reato deve verificare la sussistenza delle nuove condizioni procedurali prima di determinare il trattamento sanzionatorio

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