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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45621/2024 del 12/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della misura di confisca disposta con la sentenza di patteggiamento: il ricorrente contestava che la confisca dovesse essere limitata al solo profitto personale effettivamente conseguito pari a euro 600,00, e non alla somma di euro 26.750,00 che era stata ricevuta sul suo conto e poi in buona parte restituita agli autori del reato presupposto; deduceva violazione di legge in relazione all'ablazione sproporzionata sia nella forma di confisca diretta sia in quella per equivalente.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che, secondo la giurisprudenza di legittimità richiamata, l'art. 648-quater cod. pen. consente la confisca non solo del profitto ma anche del prodotto del reato, ossia delle somme oggetto di operazioni volte a impedire l'identificazione della provenienza illecita. Pertanto la somma sequestrata (e indicata come profitto del reato di riciclaggio, connesso al reato presupposto di truffa) poteva essere legittimamente confiscata anche come prodotto del reato. Non è emersa, nella sentenza impugnata, una illegittimità formale della statuizione; eventuali profili di duplicazione di provvedimenti ablativi dovranno essere valutati in sede esecutiva. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • artt. 444 e segg. cod. proc. pen.

    Normativa sul patteggiamento: la pena è stata applicata in esito all'accordo fra parti ai sensi di tali disposizioni

  • art. 648-quater cod. pen.

    Interpretata come disposizione che consente la confisca non solo del profitto diretto del reato ma anche del prodotto del reato e dei risultati delle successive fasi di reinvestimento o trasformazione; quindi suscettibile di ablazione la somma che abbia subito operazioni dirette a ostacolare l'identificazione della provenienza illecita

  • art. 648-bis cod. pen.

    Rilevato come norma relativa al reato di riciclaggio/operazioni di sostituzione: i beni o somme trasferiti o manipolati per ostacolare l'identificazione della provenienza delittuosa possono qualificarsi come prodotto del reato e pertanto assoggettati a confisca ex art. 648-quater

Massime di principio

  • In reati di riciclaggio o reimpiego illecito, la confisca può colpire non solo il profitto netto personale ma anche il 'prodotto' del reato: somme oggetto di operazioni che ne occultano l'origine sono confiscabili
  • Il fatto che una parte delle somme sia stata successivamente restituita agli autori del reato presupposto non esclude automaticamente la legittimità della confisca sull'intera somma oggetto delle operazioni di occultamento
  • In caso di patteggiamento il giudice può disporre la confisca nei limiti previsti dalla normativa sulla confisca per i reati previsti, e la decisione va valutata alla luce della giurisprudenza di legittimità che amplia il concetto di profitto/prodotto
  • Eventuali profili di duplicazione di provvedimenti ablativi (ad es. confische già operate nei confronti degli autori del reato presupposto) non sono valutati nel merito della sentenza impugnata e devono essere sollevati ed accertati in sede esecutiva
  • Per opponersi con successo occorre dimostrare concretamente l'assenza di connessione fra la somma sottoposta a confisca e le operazioni dirette a ostacolare l'identificazione della provenienza illecita o provare che la misura ablativa sia sproporzionata rispetto al profitto realmente percepito

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