Cassazione Penale, Sentenza n. 13316/2026 del 10/04/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente ha chiesto il riconoscimento della continuazione in fase esecutiva ai sensi dell'art. 671 c.p.p. tra quattro sentenze per furti (commesse fra 2014 e 2016 in provincia di Bari). Il Tribunale di Bari aveva rigettato l'istanza ritenendo che il reato più antico (2014) fosse temporalmente troppo distante dagli altri e che mancassero elementi concreti a favore di un disegno criminoso unitario. La Corte di cassazione ha ritenuto la motivazione originaria contraddittoria, ha annullato l'ordinanza limitatamente ai reati più ravvicinati (quelli del 2016) e ha rinviato per nuovo giudizio.
La decisione
La Corte di cassazione ha parzialmente accolto il ricorso: ha annullato l'ordinanza impugnata limitatamente alla valutazione della continuazione tra le sentenze relative ai fatti commessi nell'arco temporale ravvicinato del 2016 (punti 1), 2) e 3)) e ha rinviato il giudizio al Tribunale di Bari in diversa composizione per nuovo esame. Ha invece rigettato il ricorso con riferimento alla sentenza del 2014 (punto 4), ritenendo adeguatamente motivata l'esclusione della continuazione per l'eccessiva distanza temporale rispetto agli altri fatti.
Norme richiamate
Disciplina il riconoscimento della continuazione in sede esecutiva; richiede la valutazione degli indici esteriori del disegno criminoso (omogeneità dei reati, contiguità spazio-temporale, modalità esecutive, sistematicità) per desumere un'unitaria risoluzione criminosa
art. 81, secondo comma, cod. pen.
Consente che la continuazione possa riguardare fattispecie incriminatrici differenti commesse in momenti diversi, ampliando il campo di applicazione dell'istituto
Ha modificato l'art. 671 c.p.p. prevedendo che, in sede esecutiva, la condizione di tossicodipendenza del condannato sia considerata come elemento rilevante nella valutazione della continuazione
Corte costituzionale, sent. n. 183 del 9/7/2013
Ha affermato che per la continuazione è sufficiente che l'agente avesse una rappresentazione almeno sommaria dei reati da commettere e che i reati siano ispirati a una finalità unitaria, senza richiedere una pianificazione dettagliata di ogni episodio
Cassazione, Sez. U, n. 28659 del 18/05/2017 (Gargiulo)
Individua gli indicatori utili per il riconoscimento della continuazione: omogeneità delle violazioni e del bene protetto, contiguità spazio-temporale, modalità della condotta, sistematicità e abitudini programmate di vita
Massime di principio
- La continuazione si valuta complessivamente tramite indici esteriori (omogeneità dei reati, contiguità spazio-temporale, modalità, sistematicità); non è necessario che esista una pianificazione dettagliata di ogni episodio
- La presenza di più indicatori convergenti può, in termini di probabilità logica, far ritenere esistente un disegno criminoso unitario, salvo prova che i singoli reati siano frutto di determinazioni estemporanee
- Un significativo intervallo temporale tra reati può giustificare l'esclusione della continuazione con adeguata motivazione, ma tale distanza non dovrebbe automaticamente precludere il riconoscimento tra reati fra loro prossimi
- La diversa composizione dei complici non esclude la continuazione quando lo stesso individuo abbia partecipato a più episodi in attuazione di un medesimo disegno
- Il giudice deve motivare in modo concreto e specifico la decisione negativa sulla continuazione; motivazioni generiche o contraddittorie costituiscono motivo di annullamento
- È possibile il riconoscimento parziale della continuazione (solo per alcuni reati) quando gli elementi indicativi sussistono solo per una parte delle condotte
- In sede esecutiva deve essere valutata anche la condizione personale del condannato (es. tossicodipendenza) nella ponderazione degli elementi a favore di un trattamento sanzionatorio mitigato tramite la continuazione
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