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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41585/2025 del 29/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore generale impugnava la sentenza di appello per avere assolto Antonio e Salvatore Ammendola e la Immobiliare Sisa s.r.l. dalle accuse di riciclaggio e per la revoca delle confische, sostenendo che le somme movimentate provenivano da reati tributari e che il riciclaggio può sussistere anche quando le operazioni avvengono in forme diluite o prima della formale consumazione del delitto presupposto. I difensori di Sergio Ammendola hanno articolato plurime censure contro condanne per associazione per delinquere, bancarotta e reati tributari: nullità per omessa valutazione di atti di appello, vizio nella ricostruzione della qualifica di amministratore di fatto, travisamento della prova, errori nel calcolo dell'imposta evasa, prescrizione, errata applicazione della recidiva e contestazioni sulla legittimità e proporzionalità delle confische.

La decisione

La Cassazione ha rigettato il ricorso del Procuratore generale nella parte principale, confermando la fondatezza della valutazione di merito sui ricetti di riciclaggio e la conseguente revoca delle confische relative. Ha però accolto in parte i ricorsi di difesa: ha annullato senza rinvio le condanne, perché il fatto non sussiste, in favore delle società A.V. Carni s.r.l., A.M. Carni s.r.l. e Crio Carni s.r.l.; ha annullato senza rinvio la sentenza per Sergio Ammendola limitatamente ai capi G) e H) perché i reati si sono estinti per prescrizione; ha annullato con rinvio la pronuncia sulla recidiva e sulla confisca in relazione a Sergio Ammendola, rinviando per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'appello di Napoli; ha rigettato il resto del ricorso di Sergio Ammendola e, complessivamente, ha rigettato il ricorso del Procuratore generale. In definitiva, le principali statuizioni di condanna verso i soggetti e le società private sono state in gran parte confermate o confermate con correzioni, ma sono state accolte specifiche censure su prescrizione, su esclusione di responsabilità di alcuni enti e sulla necessità di riesaminare la recidiva e la confisca per Sergio Ammendola.

Norme richiamate

  • art. 648-bis cod. pen.

    Il reato di riciclaggio presuppone un delitto presupposto effettivamente consumato che cronologicamente precede il momento consumativo del riciclaggio; non è configurabile se le operazioni attribuite si sono svolte prima della consumazione del reato presupposto salvo il caso di concorso nel reato, che qui la Corte ha ritenuto per alcuni imputati

  • art. 5 d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74 (omessa dichiarazione)

    I reati tributari contestati sono stati valutati come reati presupposto per il riciclaggio; la Corte ha sottolineato che la consumazione formale del reato tributario e il relativo termine temporale sono rilevanti per la configurazione del riciclaggio

  • art. 11 d.lgs. n. 74 del 2000

    Richiamato nelle discussioni come norma sanzionatoria tributaria; la difesa e la Pubblica accusa hanno invocato diverse interpretazioni sulla tempestività e sulla natura delle condotte evasive

  • art. 416 cod. pen. (associazione per delinquere)

    Per la configurazione dell'associazione occorre una organizzazione, anche minima, di uomini e mezzi e un accordo durevole finalizzato alla realizzazione di una serie indeterminata di delitti; la Corte di merito ha motivato la responsabilità di Sergio Ammendola in questi termini

  • art. 10 d.lgs. n. 74 del 2000 (occultamento documenti contabili)

    Valutata in connessione con i reati fallimentari e tributari; la Corte ha esaminato la consegna della documentazione e il profilo dell'elemento soggettivo nella determinazione della responsabilità

  • art. 24-ter d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231 (responsabilità degli enti)

    La responsabilità degli enti non può essere fondata indirettamente su reati che non rientravano nel catalogo di rilevanza al tempo dei fatti; la Cassazione ha annullato le statuizioni civico-amministrative delle società coinvolte perché il reato associativo non poteva essere utilizzato come base per la responsabilità degli enti nei termini adottati dalla Corte d'appello

  • art. 19 d.lgs. n. 231/2001 (confisca del profitto)

    Il profitto confiscabile si identifica con il vantaggio economico di diretta e immediata derivazione dal reato presupposto; la Cassazione ha richiamato il principio che non è possibile recuperare profitti per reati non pertinenti al soggetto collettivo

  • Sez. U, n. 13783 del 26/11/2024, Massini (giurisprudenza della Corte di cassazione)

    La giurisprudenza ha chiarito che la confisca diretta di somme di danaro è possibile soltanto se provato il nesso causale tra la somma e il reato; in assenza di tale nesso la confisca va qualificata come per equivalente e la quantificazione del profitto individuale va determinata nel contraddittorio

Massime di principio

  • Riciclaggio: per affermare il reato è necessario che il delitto presupposto sia stato effettivamente consumato e sia cronologicamente anteriore alle operazioni di sostituzione o trasferimento, salvo che l imputato abbia concorso nel reato presupposto; la semplice apertura o messa a disposizione di conti correnti non è di per sé sufficiente senza prova della conoscenza e della destinazione illecita dei fondi
  • Prescrizione: quando sussistono dubbi o omissioni nella valutazione di impugnazioni relative a reati prescritti, la Cassazione può annullare senza rinvio per i capi estinti per prescrizione; questioni non esaminate in appello riguardo a motivi di prescrizione possono portare ad annullamento limitato
  • Associazione per delinquere: occorre prova di un'organizzazione seppure minima e di un programma criminoso comune e durevole; rapporti familiari o società ripetute non bastano se non dimostrano struttura e coordinamento criminale
  • Responsabilità degli enti (D.Lgs. 231/2001): non è possibile fondare la responsabilità dell'ente su reati che non erano nella "lista" pertinente al tempo dei fatti o su reati fine che non abbiano prodotto un vantaggio causale e immediato per l'ente; l'accertamento del vantaggio deve essere specifico
  • Confisca di denaro: dalla giurisprudenza emergono due princìpi chiave: la confisca diretta richiede prova del nesso di pertinenzialità tra la somma e il reato; in caso di concorso nei reati la quantificazione del profitto spettante a ciascun concorrente deve essere provata nel contraddittorio, e solo in mancanza è ammessa una ripartizione equa
  • Irregolarità processuali e omissioni nella valutazione degli atti di appello: la mancata considerazione di atti di impugnazione rilevanti può determinare l annullamento parziale della sentenza; il ricorso per cassazione può ottenere l'annullamento con rinvio quando la Corte territoriale non ha esaminato censure decisive come la recidiva o questioni decisive per la determinazione delle pene e delle misure ablative

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