Cassazione Penale, Sentenza n. 10022/2026 del 16/03/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 22/09/2025 del Tribunale del riesame che aveva accolto l'appello cautelare del Pubblico ministero avverso l'ordinanza del G.i.p. che aveva negato il sequestro preventivo del cane di proprietà del ricorrente. Il ricorrente deduceva plurime censure: notifica effettuata a difensore d'ufficio diverso da quello indicato dal P.M.; imputazione incerta per non aver precisato quale comma dell'art. 727 c.p. fosse contestato; inutilizzabilità di rilievi fotografici perché effettuati senza delega o presenza del difensore; tardiva nomina del difensore d'ufficio; e, nel merito, contestazione della sussistenza del reato (sostenendo essere al più una violazione amministrativa) e criticando le valutazioni sulle condizioni del cane (igiene, escrementi, sofferenza).
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile. In sintesi: (i) il primo motivo (nomina difensore) è generico e non prova una concreta lesione del diritto di difesa; (ii) il secondo motivo sull'oscurità dell'imputazione è infondato perché è risultata chiara la contestazione del secondo comma dell'art. 727 c.p. e l'imputato si è difeso sul merito; (iii) terzo e quarto motivo relativi all'inutilizzabilità degli atti sono eccentrici, essendo gli atti prodotti dalla polizia municipale e dall'ASP e non risultando deleghe o obblighi che rendessero tali atti inutilizzabili; (iv) il quinto motivo circa il merito è improcedibile in Cassazione in materia di misure cautelari reali, in quanto la verifica dei fatti e delle valutazioni di opportunità rientra nella cognizione del giudice del merito e non può essere sostituita a fronte di motivazione non viziata nei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza. Il Tribunale del riesame aveva motivato con riferimento a certificazione veterinaria e segnalazioni la situazione di sofferenza dell'animale e il mancato risanamento del balcone. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile; il ricorrente è stato condannato alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p. ed è stato altresì disposto il versamento di una somma determinata in relazione alla consistenza della causa di inammissibilità (come da richiami alla giurisprudenza costituzionale), senza ritenere però la presentazione del ricorso gravemente colposa.
Norme richiamate
La contestazione è stata ritenuta riferibile al secondo comma; in questa fase cautelare una formulazione sintetica dell'imputazione è sufficiente purché l'imputato possa comprendere la contestazione e difendersi
La sostituzione del difensore d'ufficio non determina automaticamente nullità degli atti successivi: occorre la prova di una concreta lesione del diritto di difesa
Citato in relazione ai profili processuali della difesa d'ufficio; la Corte richiede concreta lesione per annullare atti
Riferimento alle norme sul capo di imputazione; in fase cautelare è sufficiente l'enunciazione dei lineamenti essenziali della contestazione
art. 125, comma 3, cod. proc. pen.
Richiamato in relazione al diritto di difesa e alla necessità di chiarezza dell'imputazione; ritenuto rispettato nella forma sostanziale
art. 24 Cost.
Tutela del diritto di difesa: la Corte richiede prova di una lesione concreta per dichiarare nullità processuali
Richiamato rispetto alla utilizzabilità degli atti e alle indagini svolte da altri organi; la Corte ha ritenuto utilizzabili gli atti provenienti da polizia municipale e ASP in assenza di specifiche illegittimità
Riferimento generico al catalogo dei reati eventualmente rilevanti; non è stato il fulcro della decisione
art. 14 Cost.
Richiamato in relazione alle garanzie nel corso delle investigazioni; la Corte ha ritenuto non provata l'illegittimità degli accertamenti fotografici
art. 103, 124 e 369 cod. proc. pen.
Richiamati in riferimento a profili procedurali e di nomina del difensore; la tardiva nomina non è stata riconosciuta come lesiva se la difesa è stata comunque assicurata
art. 111 Cost.
Richiamato a supporto del principio del giusto processo; la Corte ha verificato che le garanzie siano state rispettate in concreto
Legge regionale n. 15 del 2022 (art. 1 e 34)
Citate in relazione alla disciplina regionale su animali e sanzioni amministrative rispetto alla possibile alternativa tra illecito penale e amministrativo
art. 190 e 234 cod. proc. pen.
Richiamati tra le norme processuali rilevanti per la materia cautelare e la produzione di atti; la Corte non ha rilevato vizi tali da escluderne l'utilizzo
Stabilisce la possibilità di ricorso per cassazione avverso ordinanze in materia di misure cautelari reali; la Corte ricorda che il sindacato in Cassazione è limitato alle violazioni di legge e a vizi motivazionali gravi
Prevede l’onere delle spese a carico del ricorrente in caso di inammissibilità; applicata con condanna alle spese del procedimento
Sentenza Corte Costituzionale 13/06/2000 n. 186
Richiamata per la valutazione della colpa nella presentazione del ricorso e per la determinazione della somma da versare in caso di inammissibilità; la Corte ha ritenuto non sussistere colpa grave
Massime di principio
- La sostituzione di un difensore d'ufficio non invalida automaticamente gli atti: occorre dimostrare una concreta lesione del diritto di difesa; la censura deve essere sollevata tempestivamente e documentata
- In fase cautelare la formulazione del capo di imputazione può essere sintetica purché consenta al destinatario di comprendere la contestazione e esercitare la difesa
- Gli atti e le prove raccolte da soggetti pubblici come polizia municipale o ASP sono utilizzabili se non emerge una specifica illegittimità o la mancanza di delega che renda gli atti invalsi; per contestarne l'utilizzabilità è necessario indicare e provare il vizio procedurale specifico
- In materia di misure cautelari reali il sindacato di legittimità (Cassazione) è limitato: è ammesso solo per violazioni di legge o per vizi motivazionali radicali; non è consentita una rivalutazione ampia del merito e delle valutazioni probatorie proprie del giudice del merito
- Se si contesta la qualificazione giuridica dell'evento (reato vs violazione amministrativa) occorre dimostrare l'assenza degli elementi tipici del reato e fornire elementi di prova contrapposti (es. documentazione veterinaria, prova di cure, bonifica dell'ambiente)
- La tardiva nomina del difensore d'ufficio può essere superata se la difesa è stata effettivamente garantita; è però consigliabile sollevare la questione immediatamente e, se necessario, chiedere rimessione in termini
- Per escludere la utilizzabilità di fotografie o rilievi occorre provare vizi della catena di raccolta, mancanza di autorizzazione o delega, o altri profili di illegittimità specifici; mere contestazioni sulla interpretazione delle immagini non sono sufficienti
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