Cassazione Penale, Sentenza n. 45776/2024 del 12/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della decisione di consegna in esecuzione di mandato di arresto europeo per i reati di associazione a delinquere, truffa, autoriciclaggio e contraffazione di marchi. Il ricorrente deduceva violazione dell'art. 18-bis, lett. a) e b), legge n. 69/2005 sostenendo che: i) i reati sarebbero stati commessi in tutto o in parte in Italia (incontri e attività della tipografia nel torinese), e dunque lo Stato italiano avrebbe giurisdizione; ii) pendeva un procedimento penale presso la Procura di Torino per gli stessi fatti (prodotti atti di perquisizione e sequestro), che avrebbe dovuto impedire la consegna.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che non fosse stata dimostrata la pendenza in Italia di un procedimento penale per gli stessi fatti né elementi concreti attestanti la volontà effettiva dello Stato italiano di affermare la propria giurisdizione ai sensi dell'art. 18-bis, lett. a). Gli atti di indagine prodotti (perquisizioni e sequestri) non provano automaticamente l'esistenza di un procedimento parallelo o della sovrapposizione degli addebiti; inoltre, dalla ricostruzione emergevano condotte commesse almeno in parte sul territorio francese, sicché lo Stato emittente ha giurisdizione. Conseguentemente la consegna disposta dalla Corte d'appello è stata confermata e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali; la cancelleria è incaricata degli adempimenti di legge.
Norme richiamate
art. 18-bis, lett. a) e b), legge 22 aprile 2005, n. 69
Prevede motivi facoltativi di rifiuto della consegna: lett. a) riguarda i casi in cui i reati sono considerati dalla legge italiana commessi in tutto o in parte nel territorio nazionale (o vi sussiste un interesse nazionale), lett. b) riguarda la pendenza di un procedimento per lo stesso fatto in Italia. La Corte interpreta la lett. a) come richiedente, oltre all'accertamento astratto di giurisdizione, elementi sintomatici della volontà effettiva dello Stato di affermarla (es. procedimento in corso).
art. 18, lett. p), legge n. 69/2005 (richiamato)
In passato prevedeva un obbligo di rifiuto; la giurisprudenza ha precisato che anche in quel quadro il rifiuto era giustificato solo da elementi oggettivi che dimostrino l'effettiva volontà dello Stato di affermare la giurisdizione (indirizzo consolidato richiamato nella sentenza).
Decisione Quadro 2002/584/GAI, art. 4, par. 7, lett. a)
Principio europeo interpretato dalla giurisprudenza: il rifiuto della consegna per conflitto di giurisdizione richiede la presenza di un concreto interesse dello Stato di esecuzione (es. procedimento effettivamente pendente), non un mero interesse astratto.
Regola la territorialità: il reato si considera commesso nel territorio dello Stato quando l'azione o l'evento che ne è conseguenza è avvenuto in tutto o in parte nello Stato. La Corte applica questo principio anche inversamente per riconoscere la giurisdizione dello Stato emittente quando parte della condotta o dell'evento si è verificata nel suo territorio.
Norma che disciplina la condanna alle spese in caso di rigetto del ricorso in Cassazione; qui la Corte la applica per condannare il ricorrente al pagamento delle spese processuali.
art. 22, comma 5, legge n. 69/2005
Prevede adempimenti della cancelleria dopo la pronuncia; la sentenza dispone gli adempimenti amministrativi conseguenti all'esecuzione della consegna.
Massime di principio
- Per opporre con successo il rifiuto della consegna ai sensi dell'art. 18-bis, lett. a), non è sufficiente dimostrare un interesse astratto della giurisdizione nazionale: occorrono elementi concreti che attestino la volontà effettiva dello Stato di affermare la giurisdizione (es. procedimento penale effettivamente pendente).
- Atti di indagine isolati (perquisizioni, sequestri, richieste di cooperazione) collegati a meccanismi di mutua assistenza non dimostrano automaticamente l'esistenza di un procedimento nazionale parallelo idoneo a impedire la consegna.
- Il motivo di rifiuto previsto dalla lett. b) (procedimento pendente in Italia per gli stessi fatti) richiede che i fatti siano gli stessi nella loro dimensione materiale-naturalistica (stessi elementi costitutivi di condotta, evento e nesso causale).
- Ai fini della giurisdizione dello Stato emittente è sufficiente che la condotta sia stata commessa anche solo in parte nel suo territorio: dunque reati con componenti transnazionali possono legittimare il mandato di arresto europeo dello Stato che ha subito l'evento o parte di esso.
- L'onere probatorio circa la pendenza di un procedimento nazionale o circa l'effettiva volontà dello Stato di esercitare giurisdizione grava sulla difesa; senza elementi concreti la consegna è normalmente disposta.
- In caso di rigetto del ricorso in Cassazione il ricorrente può essere condannato alle spese processuali e la cancelleria provvede agli adempimenti di consegna previsti dalla legge.
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