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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27467/2024 del 10/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione con due motivi: 1) declaratoria di improcedibilità sopravvenuta per difetto di querela rispetto al capo A) (furto aggravato in concorso), a seguito della riforma di procedibilità introdotta dal d.lgs. 10/10/2022 n.150 (c.d. riforma Cartabia); 2) violazione di legge e vizi di motivazione, con denuncia di travisamento della prova perché la presenza del ricorrente in orario incompatibile rispetto ai fatti non sarebbe stata adeguatamente spiegata dai giudici.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo limitatamente al capo A): ha annullato senza rinvio la sentenza per quel capo perché l'azione penale è improcedibile per difetto di querela (il fatto è divenuto procedibile a querela e negli atti era solo una denuncia priva di espressa richiesta di punizione). Per i capi B) e C) la sentenza è stata annullata con rinvio alla Corte d'Appello di Messina per rideterminare il trattamento sanzionatorio e verificare la sussistenza della condizione di procedibilità per il capo C). Il secondo motivo è stato dichiarato inammissibile con riferimento ai capi B) e C) perché reiterativo e consistendo in una rivalutazione della prova già apprezzata dai giudici di merito.

Norme richiamate

  • art. 625 cod. pen., co.1 n.5 e art. 61 n.5 cod. pen.

    Qualificazione del fatto come furto aggravato commesso in concorso e applicazione delle aggravanti (concorrente e altre aggravazioni) ai fini della pena

  • art. 624 cod. pen. (ultimo comma) modificato dal D.Lgs. n.150/2022

    "Il delitto è punibile a querela. Si procede tuttavia di ufficio se la persona offesa è incapace, per età o infermità, ovvero se ricorre taluna delle circostanze di cui all'art. 625 numeri 7 - salvo che il fatto sia commesso su cose esposte alla pubblica fede - e 7-bis"

    La norma ha reso il furto (nella fattispecie contestata) procedibile a querela di parte salvo specifiche ipotesi: la mancanza di querela comporta improcedibilità dell'azione penale per il reato così qualificato

  • art. 85 cod. proc. pen. (testo vigente dopo modifiche)

    Termini e disciplina transitoria relativi alla proposizione della querela dopo le modifiche legislative; rilevante per determinare se la querela è stata proposta nei termini previsti

  • art. 5-bis d.l. 31/10/2022 n.162 conv. L. 30/12/2022 n.199 (disposizione transitoria)

    Disposizione transitoria che ha disciplinato l'applicazione della nuova procedibilità e i termini per la proposizione della querela rispetto ai processi in corso

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Obbligo per il giudice di rilevare in ogni stato e grado eventuali cause di non punibilità o improcedibilità, con possibilità per la Cassazione di pronunciare d'ufficio ove applicabile

  • art. 2, comma quarto, cod. pen.

    Principio di retroattività della norma penale più favorevole, applicato anche alla disciplina di procedibilità sopravvenuta

  • art. 609, co. 2, cod. proc. pen.

    Poteri della Corte di cassazione di rilevare d'ufficio questioni rilevanti nel giudizio di legittimità (utilizzato come riferimento per la rilevazione della improcedibilità)

Massime di principio

  • Se una fattispecie penalmente contestata diventa, per novazione normativa, procedibile solo a querela e non risulta querela valida negli atti, l'azione penale è improcedibile e la sentenza va annullata senza rinvio per quel capo.
  • Un ricorso per cassazione proposto dopo l'entrata in vigore della norma più favorevole può validamente dedurre la sopravvenuta improcedibilità; tale deduzione non è automaticamente inammissibile purché il ricorso non sia viziato da un giudicato sostanziale formatosi prima della novazione.
  • È fondamentale distinguere tra 'denuncia' e 'querela': la mera denuncia priva di espressa richiesta di punizione non vale come querela e non assolve la condizione di procedibilità quando la legge richiede la querela.
  • Quando la declaratoria di improcedibilità per un capo incide sul cumulo delle pene o sulla recidiva, il giudice deve rinviare la rideterminazione del trattamento sanzionatorio per tener conto dell'effetto della esclusione di quel capo.
  • Le censure di travisamento della prova in Cassazione sono ammesse solo se non si riducono a una semplice rivalutazione dei fatti già correttamente esaminati dai giudici di merito; devono indicare elementi probatori decisivi omessi o informazioni inesistenti nel materiale processuale.

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