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Cassazione Penale, Ordinanza n. 28287/2025 del 01/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, rilevando che il motivo era manifestamente infondato. Ha quindi condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello che aveva confermato la condanna per furto aggravato in continuazione e per il reato di indebito utilizzo di carte di pagamento. Con l'unico motivo ha denunciato violazione di legge e inosservanza di legge in relazione all'attribuibilità della condotta, sostenendo in sostanza l'erronea identificazione dell'autore del fatto. La Corte di cassazione ha ritenuto la censura manifestamente infondata, osservando che il vizio deducibile ai sensi dell'art. 606, comma 1, lett. e), c.p.p. riguarda il contrasto logico della motivazione con massime di esperienza o con le altre affermazioni del provvedimento, mentre nel caso concreto la motivazione della sentenza impugnata non presentava tale vizio perché aveva escluso l'inattendibilità delle immagini di videosorveglianza, dalle quali il ricorrente risultava ripreso in primo piano con sufficiente definizione dei tratti somatici.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Nel ricorso per cassazione, la censura per vizio di motivazione non può risolversi in una richiesta di rivalutazione del merito o delle prove, ma deve evidenziare un effettivo contrasto logico della motivazione con massime di अनुभवienza o con le altre affermazioni della sentenza.
  • Quando la sentenza di merito fonda l'identificazione dell'autore del reato su immagini di videosorveglianza nitide e idonee a riconoscere i tratti caratteristici dell'imputato, la contestazione sulla riconducibilità della condotta è destinata a essere ritenuta manifestamente infondata se non denuncia un reale vizio motivazionale.
  • La deduzione di violazione di legge, ove in realtà miri a contestare la valutazione del materiale probatorio e l'attendibilità delle fonti di prova, è inammissibile in cassazione se non si confronta con la struttura argomentativa della decisione impugnata.

Come è indicizzato

MaterieFurtoImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiContinuazioneInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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