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Cassazione Penale, Ordinanza n. 06485/2025 del 17/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorso è stato proposto nell'interesse dell'imputato avverso la sentenza della Corte di appello di Roma del 9 luglio 2024. Dai motivi richiamati nell'ordinanza emerge che la difesa contestava: 1) la sussistenza degli elementi costitutivi del reato di rapina indicato al capo c) dell'imputazione e, conseguentemente, la qualificazione giuridica del fatto, sostenendo che la condotta dovesse essere derubricata nel tentativo di furto in abitazione; 2) la valutazione della prova e la qualificazione giuridica del fatto indicato al capo a) dell'imputazione, prospettando una diversa lettura delle emergenze processuali; 3) il mancato riconoscimento dell'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità e delle attenuanti generiche. La Corte rileva inoltre la tardività delle memorie depositate dopo la scadenza del termine ex artt. 610 e 611 c.p.p.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto non specifici e non consentiti i primi due motivi, perché diretti a sollecitare una rivalutazione del fatto e delle prove preclusa in sede di legittimità, in presenza di una motivazione di merito ritenuta congrua e immune da vizi logici. Ha ritenuto anche l'ultimo motivo, relativo alle attenuanti ex artt. 62, primo comma, n. 4, e 62-bis c.p., privo di concreta specificità e manifestamente infondato, richiamando il principio per cui, nel diniego delle attenuanti generiche, il giudice può motivare valorizzando gli elementi negativi ritenuti decisivi o l'assenza di elementi positivi; inoltre, per la rapina, il modestissimo valore del bene sottratto non basta da solo a integrare l'attenuante del danno di speciale tenuità, dovendo considerarsi anche la lesione arrecata alla persona offesa. Conseguentemente, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 610 c.p.p.

    indicato insieme all'art. 611 c.p.p. per affermare la tardività delle memorie depositate oltre il termine previsto per il giudizio di cassazione

  • art. 611 c.p.p.

    richiamato per il termine di deposito delle memorie nel procedimento camerale di cassazione; il testo evidenzia che tale termine era già spirato

  • art. 628 c.p.

    richiamato per affermare la corretta sussunzione dei fatti nella fattispecie di rapina

  • art. 56, terzo comma, c.p.

    invocato dalla difesa per sostenere la derubricazione nel tentativo di furto in abitazione, ma la censura è stata ritenuta inammissibile perché attinente alla ricostruzione del fatto

  • art. 624-bis c.p.

    richiamato dalla difesa quale diversa qualificazione del fatto, ma la Corte ha escluso che in sede di legittimità si possa rivalutare il quadro fattuale per pervenire a tale derubricazione

  • art. 62, primo comma, n. 4, c.p.

    la Corte ribadisce che, nella rapina, l'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità richiede una valutazione complessiva che tenga conto anche della lesione alla persona offesa, non essendo decisivo il solo scarso valore del bene sottratto

  • art. 62-bis c.p.

    il diniego delle attenuanti generiche è ritenuto legittimo se motivato mediante riferimento agli elementi negativi decisivi o all'assenza di elementi positivi

  • art. 69 c.p.

    non citato testualmente nel brano, ma il tema della derubricazione/attenuanti è trattato in relazione al trattamento sanzionatorio; non va inserito

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentita una rilettura del compendio fattuale o probatorio finalizzata a sostituire la ricostruzione del giudice di merito, salvo l'emersione di un concreto travisamento della prova idoneo a disarticolare l'intero ragionamento decisorio.
  • La mancanza di specificità del motivo di ricorso può essere sia intrinseca, quando la censura è generica o indeterminata, sia estrinseca, quando non si confronta con la struttura logico-argomentativa della sentenza impugnata.
  • Il travisamento della prova è censurabile solo se l'errore sul dato probatorio, desumibile dalla sentenza o dagli atti specificamente indicati, è decisivo al punto da rendere illogica la motivazione nel suo complesso; in presenza di doppia conforme, il sindacato di legittimità resta ulteriormente delimitato.
  • Per il delitto di rapina, il riconoscimento dell'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità non può fondarsi esclusivamente sul modesto valore del bene sottratto, dovendo essere valutati anche gli effetti lesivi e le conseguenze della violenza o minaccia sulla persona offesa.
  • Il diniego delle attenuanti generiche è legittimamente motivato quando il giudice richiami gli elementi negativi ritenuti decisivi o l'assenza di elementi positivi, senza dover confutare analiticamente ogni singola allegazione difensiva.
  • La contestazione della qualificazione giuridica del fatto, quando richiede una diversa ricostruzione della dinamica concreta, è inammissibile in cassazione se non viene veicolata attraverso specifici vizi di motivazione o travisamenti rilevanti e decisivi.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniRapinaPena e commisurazione
RamiProcesso penaleDelitti contro il patrimonioParte generale
IstitutiInutilizzabilità della provaOnere della prova

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