Cassazione Penale, Sentenza n. 31304/2026 del 14/08/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (imputato)
La controversia
In sede esecutiva un condannato ha chiesto il riconoscimento del vincolo della continuazione ex art. 81 c.p. e art. 671 c.p.p. tra quattro sentenze di condanna pronunciate da diversi giudici di merito. Il giudice dell'esecuzione ha rigettato l'istanza valorizzando, in sostanza, la diversità dei beni giuridici tutelati, il lasso temporale tra i fatti e l'idea che i reati più recenti fossero funzionali a eludere le conseguenze di quelli precedenti. Con il ricorso per cassazione sono stati dedotti quattro motivi: violazione di legge per omessa valutazione degli elementi costitutivi della continuazione; motivazione apparente e illogica per mancata considerazione della contiguità temporale, dell'unità del contesto economico e della finalità unitaria delle condotte; erroneità dell'affermazione secondo cui i reati più recenti sarebbero stati finalizzati a eludere le conseguenze dei precedenti, circostanza che non escluderebbe di per sé un disegno criminoso unitario; ulteriore vizio di motivazione per non avere attribuito rilievo al contesto economico unitario in cui le condotte si inserivano, descritto come gestione di società in dissesto, ricerca di soluzioni per crisi industriali e mantenimento della continuità d'impresa.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto fondati il primo, il secondo e il quarto motivo, reputando che l'ordinanza impugnata fosse carente sul piano motivazionale e non consentisse di comprendere adeguatamente perché fosse stata esclusa la continuazione. In particolare, il provvedimento non descriveva in modo sufficiente l'oggetto delle sentenze, l'epoca dei reati, le ragioni dell'istanza ex art. 671 c.p.p. e le ragioni del suo rigetto; inoltre il riferimento ai diversi beni giuridici, al movente e al lasso temporale era generico e apodittico. La Corte ha quindi annullato l'ordinanza con rinvio alla Corte d'appello di Lecce, in diversa composizione, per nuovo giudizio, assorbendo le ulteriori questioni e richiamando la sentenza della Corte costituzionale n. 183 del 2013.
Norme richiamate
richiamato come base normativa del vincolo della continuazione e del disegno criminoso unitario
norma che disciplina il riconoscimento della continuazione in sede esecutiva e impone una valutazione specifica dell'istanza
sentenza Corte costituzionale n. 183 del 2013
richiamata per il nuovo giudizio in sede di rinvio
Massime di principio
- Nel giudizio di esecuzione sulla continuazione, il giudice deve dare conto in modo concreto e specifico degli elementi rilevanti della domanda, delle sentenze poste a base dell'istanza, dell'epoca dei fatti e delle ragioni del diniego; una motivazione solo apparente o generica è censurabile in cassazione.
- La mera diversità dei beni giuridici tutelati o il semplice decorso di un lungo arco temporale tra i fatti non bastano, di per sé, a escludere la continuazione se l'istante allega elementi potenzialmente indicativi di un disegno criminoso unitario.
- Quando il giudice di merito riconosce l'esistenza di possibili elementi unificanti, non può poi escluderli in modo apodittico limitandosi a far prevalere il dato temporale senza spiegarne la concreta incidenza nel caso specifico.
- Il riferimento a un movente, a un contesto economico o a finalità imprenditoriali può essere rilevante ai fini della continuazione solo se il provvedimento ne esplicita il contenuto e ne valuta il ruolo rispetto alle singole condotte; formule generiche non consentono il controllo di legittimità.
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