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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24832/2023 del 08/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'Appello di Torino che confermava la responsabilità per il reato di lesioni personali e rideterminava la pena in detenzione domiciliare (riqualificando il fatto nella competenza del giudice di pace). Georgiev denunciava violazione di legge e carenza di motivazione in relazione al diniego della sospensione condizionale (sostenendo che la sospensione non poteva essere mantenuta una volta applicata la sanzione del giudice di pace). Biriuc deduceva, oltre all'analoga censura sulla sospensione condizionale, la mancata motivazione circa il diniego delle circostanze attenuanti generiche. Entrambi i difensori hanno inoltre evidenziato che la prescrizione del reato sarebbe maturata il 25/07/2022 (con riferimento a termini diversi in base all'eventuale applicazione di norme emergenziali).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso di Biriuc fondato e ha annullato senza rinvio la sentenza nei suoi confronti perché il reato si è estinto per prescrizione (reato commesso il 25/01/2015, termine prescrizionale di 7 anni e 6 mesi). Ha invece dichiarato inammissibile il ricorso di Georgiev: per quest'ultimo non si è dunque potuta rilevare la prescrizione successiva alla sentenza di secondo grado. Per l'inammissibilità dell'impugnazione di Georgiev la Corte lo ha condannato alle spese processuali e al versamento di €3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274

    Si è affermato che la sospensione condizionale della pena prevista per la pena irrogata dal giudice di primo grado non può essere mantenuta se in appello la pena viene rideterminata secondo il regime del giudice di pace (si genera un trattamento sanzionatorio ibrido illegittimo).

  • codice penale

    Sono stati applicati per determinare il termine di prescrizione del reato (calcolo della durata della prescrizione in relazione alla pena applicata e alla data del fatto).

  • codice di procedura penale

    Applicato per condannare il ricorrente inammissibile (Georgiev) al pagamento delle spese processuali e a una somma alla Cassa delle ammende per colpa dell'impugnazione infondata/inammissibile.

  • decreto‑legge 28 ottobre 2020, n. 137, conv. con modif. dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176

    Richiamato in relazione alla presentazione della requisitoria scritta del Sostituto Procuratore generale in sede di Cassazione (norma che disciplina l'uso di memorie/requisitorie scritte nella fase di cassazione).

Massime di principio

  • Non è ammesso un trattamento sanzionatorio ibrido: se in appello la pena viene ricondotta al regime del giudice di pace, la sospensione condizionale della pena concessa in primo grado e incompatibile con tale regime va revocata; mantenerla è illegittimo.
  • La declaratoria di prescrizione può essere rilevata dalla Corte di Cassazione solo se il ricorso è ammissibile o se il motivo che porta alla prescrizione è esaminabile; l'inammissibilità del ricorso impedisce, in genere, di fare valere la prescrizione sopravvenuta dopo la sentenza di secondo grado.
  • Le questioni relative a benefici personali (es. sospensione condizionale, circostanze attenuanti) sono di natura personale e i loro vizi rilevano solo per il soggetto a cui il beneficio è stato attribuito; quindi i motivi riferiti a uno dei coimputati non beneficiano automaticamente l'altro.
  • Chi propone impugnazione manifestamente inammissibile o infondata può essere condannato alle spese e ad una sanzione alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; occorre valutare attentamente l'ammissibilità dell'appello/ricorso prima di proporlo.
  • Per evitare la perdita del beneficio della prescrizione, il difensore deve seguire con attenzione i termini e verificare l'eventuale estinzione del reato intervenuta successivamente alla sentenza di merito; le date rilevanti (fatto, termini prescrizionali, pronunce) devono essere calcolate e dedotte nell'atto di impugnazione.

Testo integrale

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