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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40764/2025 del 18/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna la conferma della condanna per bancarotta fraudolenta patrimoniale, bancarotta per operazioni dolose e bancarotta fraudolenta documentale relativamente al fallimento della societa' Montana Immobiliare s.r.l. (poi CAF Trade s.r.l.). Deduce due motivi: 1) errore di diritto e vizio di motivazione per avere la Corte territoriale negato la continuazione con precedenti condanne relative al fallimento della societa' Mosaico 2 s.r.l. basandosi sulla distanza temporale tra le dichiarazioni di fallimento (2008 vs 2018) invece che sulle date delle condotte materiali, che invece si sovrappongono ai periodi di amministrazione del Ciulli; 2) mancata, incompleta e illogica valutazione degli elementi dedotti dalla difesa (omogeneita' dei reati, identita' dell'oggetto sociale, sovrapposizione dei periodi di carica, identita' del concorrente Foresto Angelo Carmine, identico modus operandi), con la Corte d'appello che ha liquidato le condotte come espressione di uno "stile di vita" delinquenziale senza adeguata motivazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso ritenendolo fondato. Ha censurato l'errore di diritto della Corte di appello che aveva dato rilievo esclusivo alle date formali delle declaratorie di fallimento invece che alle date di realizzazione delle singole condotte delittuose; ha inoltre ritenuto assertiva e non adeguatamente motivata la qualificazione delle condotte come "stile di vita". Ha annullato la decisione impugnata nella parte relativa al rigetto della richiesta di riconoscimento della continuazione e ha disposto il rinvio al giudice di merito affinche' valuti, con motivazione fondata sui criteri corretti, l'effettiva sussistenza di un disegno criminoso unitario tra le vicende contestate.

Norme richiamate

  • art. 81 cod. pen.

    L'articolo e' richiamato in relazione al concetto di continuazione: la Corte evidenzia che la continuazione presuppone l'identita' del disegno criminoso (elemento psicologico) e che la prova puo' risultare da elementi esteriori quali la prossimita' temporale delle condotte, l'identita' dei soggetti coinvolti e il modus operandi

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Richiamato come parametro processuale relativo ai mezzi di impugnazione e alla verifica, in sede di cassazione, delle censure sulla mancata o viziata valutazione della continuazione tra reati; la Corte sottolinea i criteri di valutazione che il giudice di merito deve tenere presenti

Massime di principio

  • Per il riconoscimento della continuazione tra reati di bancarotta occorre valutare la contiguità temporale in riferimento alle singole condotte delittuose (distrattive, appropriative, dissipative), non alle date formali di dichiarazione di fallimento
  • L'identita' del disegno criminoso e' elemento psicologico che puo' essere provato indirettamente tramite elementi esteriori: prossimità temporale delle condotte, identita' dei coautori, identico modus operandi, sovrapposizione dei periodi di amministrazione e omogeneita' dell'oggetto sociale
  • La qualificazione delle condotte come "stile di vita" delinquenziale richiede motivazione puntuale: il semplice richiamo a uno stile di vita non e' sufficiente a escludere l'esistenza di un progetto criminoso unitario
  • Il giudice d'appello non puo' limitarsi a considerazioni formali (es. date di fallimento) quando le condotte materiale emergono in periodi coincidenti o prossimi; l'errore di tale tipo configura vizio di diritto correggibile in cassazione
  • In procedimenti con piu' procedure fallimentari, la valutazione sulla continuazione deve considerare la possibilita' che un progetto criminoso si sia sviluppato prima delle declaratorie formali e che la consumazione formale del reato sia avvenuta in tempi diversi per ragioni estranee alla volonta' del reo (es. tempi giudiziari o dichiarazioni di fallimento)

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