Cassazione Penale, Sentenza n. 25761/2022 del 05/07/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione dalla sola Massa Rita: 1) censura motivazionale e di violazione di legge in ordine alla ritenuta sussistenza di una querela da parte del responsabile del supermercato (ossia contestazione della qualifica di persona offesa/legittimazione alla querela); 2) mancata applicazione della causa di estinzione del reato per condotte riparatorie (art. 162-ter c.p.), sostenendo che, con l'esclusione dell'aggravante di cui all'art. 625, n. 7, il reato fosse divenuto procedibile a querela e pertanto sarebbe dovuto operare il beneficio estintivo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Sulla prima doglianza ha ribadito che il bene giuridico tutelato dal furto include il possesso e che il responsabile del supermercato, anche se la titolarità formale fosse contestabile, assume la qualifica di persona offesa e dunque la legittimazione a proporre querela. Sulla seconda doglianza ha ritenuto inammissibile l'applicazione dell'art. 162-ter perché la richiesta di estinzione per condotte riparatorie è stata formulata solo in sede di appello e non prima della dichiarazione di apertura del dibattimento, termine perentorio per l'instaurazione dell'istituto; inoltre il ricorrente ha l'onere di esporre tempestivamente le istanze difensive conseguenti ad una diversa qualificazione giuridica del fatto. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato e la ricorrente condannata alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 625 cod. pen., primo comma, n. 7
art. 625, primo comma, n. 7, cod. pen.
La circostanza aggravante contestata può incidere sulla procedibilità; la Corte ha escluso la sua sussistenza in appello, con effetti sulla qualificazione del reato.
La causa di estinzione per condotte riparatorie è applicabile solo se la relativa richiesta è formulata entro il termine processuale (prima della dichiarazione di apertura del dibattimento); la richiesta tardiva (es. solo in appello) è inammissibile.
Riferimento all'istituto dell'oblazione ordinaria; la Corte richiama l'onere dell'imputato di formulare tempestivamente istanza se ritiene che la fattispecie consenta l'oblazione.
Riferimento all'oblazione speciale; richiamato nel confronto sull'onere di chiedere benefici estintivi quando ci si duole di una diversa qualificazione del fatto.
Il giudice può riqualificare d'ufficio il fatto nella sentenza che definisce il giudizio; tuttavia, l'imputato resta tenuto a chiedere tempestivamente i benefici connessi alla diversa qualificazione.
art. 429, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.
art. 429, comma 1, lettera c), cod. proc. pen.
Obbligo di indicazione degli articoli di legge contestati nell'atto di accusa; consente di ritenere che l'imputato fosse in grado di esercitare subito la propria difesa rispetto alla qualificazione giuridica.
Prevede la condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso; applicata alla ricorrente.
Massime di principio
- La qualifica di "persona offesa" nel delitto di furto comprende anche il titolare del possesso di fatto (es. il responsabile di un supermercato), quindi costui ha legittimazione a proporre querela anche in assenza di un titolo giuridico formale o se un eventuale mandato/procura è contestabile.
- L'istituto dell'estinzione del reato per condotte riparatorie (art. 162-ter c.p.) richiede che la relativa richiesta sia formulata entro il termine processuale previsto: prima della dichiarazione di apertura del dibattimento. Richieste presentate tardivamente (per esempio solo in appello) non sono ammissibili.
- Se la qualificazione giuridica del fatto muta in corso di processo, l'imputato ha l'onere di sollecitare tempestivamente l'applicazione dei benefici connessi alla nuova qualificazione; la mancata richiesta nei termini preclude in genere l'accesso al beneficio, nonostante il successivo cambiamento di inquadramento operato dal giudice.
- L'erronea iniziale qualificazione giuridica a cura dell'accusa non solleva automaticamente l'imputato dall'obbligo di esercitare in tempo le iniziative difensive (es. istanza di oblazione o di estinzione) che ritiene dovute in ragione di una diversa qualificazione.
- In processi per furto in esercizi commerciali, la prova del possesso/detenzione da parte del gestore rende legittima la querela anche se il potere di rappresentanza del querelante fosse successivamente discusso; l'eventuale invalidità di atti interni non annulla la legittimazione prevista dalla legge.
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