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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35658/2022 del 22/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza del Tribunale di L'Aquila, che aveva modificato la misura cautelare applicata (divieto di dimora), originariamente disposto dal GIP del Tribunale di Teramo per fatti sanzionati dall'art. 73 d.P.R. n. 309/1990. La difesa lamentava violazione di legge e vizio di procedura ai sensi delle lettere b) e c) dell'art. 606 c.p.p.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per tardività. Il deposito dell'impugnazione era avvenuto presso il Tribunale di Teramo il 6 maggio 2022 e pervenuto alla cancelleria del Tribunale di L'Aquila dopo il termine utile di 10 giorni (scaduto il 12 maggio 2022). Si è richiamata la giurisprudenza delle sezioni unite (sent. n.1626/2020) secondo cui, nelle impugnazioni cautelari, la data rilevante è quella in cui l'atto perviene all'ufficio competente. Per l'inammissibilità la Corte ha applicato le conseguenze previste dall'art. 616, comma 1, c.p.p.: dichiarazione d'inammissibilità, condanna al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 309 del 1990, art. 73

    Norma sostanziale richiamata per descrivere i fatti contestati (gravemente indiziato di più cessioni di stupefacenti).

  • art. 606 cod. proc. pen. (lette b) e c))

    Motivi di impugnazione indicati dal ricorrente (violazione di legge e vizi procedurali); il merito è rimasto inappellato per l'inammissibilità procedurale dell'impugnazione.

  • Sentenza Sezioni Unite n. 1626 del 24/09/2020 (Bottari)

    Principio richiamato: nelle impugnazioni cautelari il ricorso per cassazione va presentato esclusivamente presso la cancelleria del giudice o del tribunale che ha emesso la decisione; la data rilevante per la tempestività è quella in cui l'atto perviene all'ufficio competente, perciò la presentazione ad un ufficio diverso può comportare inammissibilità per tardività.

  • art. 311, comma 2, cod. proc. pen.

    Richiamato come riferimento al caso dell'impugnazione immediata e al giudice che ha emesso l'ordinanza; conferma il criterio su quale ufficio sia competente a ricevere l'impugnazione.

  • art. 582, comma 2, cod. proc. pen.

    Richiamato per precisare che la cancelleria non ha l'obbligo di trasmettere gli atti all'ufficio competente e quindi la data utile resta quella in cui l'atto perviene effettivamente alla cancelleria competente.

  • art. 616, comma 1, cod. proc. pen.

    Norma applicata come conseguenza dell'inammissibilità: prevede le pronunce e le misure da adottare in caso di inammissibilità dell'impugnazione cautelare (condanna al pagamento delle spese e somme a favore della cassa delle ammende).

Massime di principio

  • Nelle impugnazioni cautelari per cassazione è fondamentale depositare il ricorso presso la cancelleria del giudice o del tribunale che ha emesso la decisione; la presentazione ad uffici diversi espone al rischio di inammissibilità per tardività.
  • La data rilevante per la tempestività è quella in cui l'atto perviene all'ufficio competente, non la data di spedizione o di deposito presso un altro ufficio; pertanto è essenziale ottenere prova dell'effettiva ricezione da parte della cancelleria competente.
  • Se la ricostruzione del vizio è meramente sostanziale o procedurale, tali questioni non verranno esaminate se il ricorso è dichiarato inammissibile per motivi formali o di termine.
  • In caso di urgenza procedurale si raccomanda l'uso di modalità di deposito che consentano l'immediata entrata in cancelleria competente (deposito diretto, PEC all'ufficio corretto quando ammessa, o consegna a mani con ricevuta), e di verificare preventivamente quale sia l'ufficio competente secondo la giurisprudenza più recente.
  • La condanna alle spese e al versamento alla cassa delle ammende può seguire anche quando l'impugnazione è inammissibile; valutare il rischio economico prima di proporre impugnazioni incerte o presentate in modo non conforme.

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