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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25368/2026 del 06/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (imputato)

La controversia

Il giudice di merito ha condannato un sindaco per la violazione dell'obbligo di formazione dei lavoratori in materia di salute e sicurezza sul lavoro, ritenendolo datore di lavoro del personale del comando dei Vigili Urbani del Comune. Nel ricorso per cassazione sono stati dedotti tre motivi: 1) violazione di legge e manifesta illogicità della motivazione sulla posizione di garanzia, sostenendo che la responsabilità negli enti pubblici non si radica automaticamente in capo all'organo politico di vertice, ma richiede un accertamento concreto dell'effettiva attribuzione della qualità di datore di lavoro, anche mediante eventuale delega di funzioni con poteri decisionali e di spesa; si lamenta inoltre che il tribunale non abbia esaminato atti amministrativi rilevanti per ricostruire il ruolo dell'imputato; 2) violazione dell'art. 131-bis c.p. e vizio di motivazione per la mancata applicazione della particolare tenuità del fatto; 3) vizio di motivazione in relazione agli artt. 62-bis e 133 c.p. sul trattamento sanzionatorio.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo di ricorso, assorbendo gli altri. Ha affermato che nelle amministrazioni pubbliche spetta agli organi di direzione politica individuare i soggetti cui attribuire la qualità di datore di lavoro; in mancanza di tale individuazione, tale qualità permane in capo a detti organi anche ai fini della responsabilità antinfortunistica. La sentenza impugnata è stata annullata con rinvio al Tribunale di Messina, in diversa persona fisica, per un nuovo giudizio volto a verificare concretamente se l'imputato, quale sindaco, fosse effettivamente datore di lavoro rispetto alla contestazione.

Norme richiamate

  • art. 37, comma 1, lett. a), d.lgs. 81/2008

    norma contestata per omessa formazione sufficiente e adeguata dei lavoratori in materia di salute e sicurezza sul lavoro; la Corte non ne affronta il merito, ma rileva la necessità di verificare la corretta individuazione del datore di lavoro tenuto all'obbligo

  • art. 131-bis c.p.

    invocato per la particolare tenuità del fatto; il relativo motivo è stato assorbito

  • artt. 62-bis e 133 c.p.

    invocati in relazione alla dosimetria della pena; il motivo è stato assorbito

  • art. 37 d.lgs. 81/2008

    richiamato come base normativa dell'obbligo formativo gravante sul datore di lavoro

  • Sez. 4, n. 35295 del 23/04/2013, dep. 21/08/2013, Rv. 256398-01

    nei pubblici enti la qualità di datore di lavoro va attribuita dagli organi di direzione politica a soggetti determinati; in difetto, resta in capo agli stessi organi

Massime di principio

  • Nelle amministrazioni pubbliche la qualità di datore di lavoro, rilevante ai fini della responsabilità per violazioni antinfortunistiche, non si presume automaticamente in capo all'organo politico di vertice, ma deve risultare da una specifica individuazione effettuata dagli organi di direzione politica.
  • In assenza di una formale o comunque concreta individuazione del datore di lavoro, la relativa posizione di garanzia permane in capo agli organi di direzione politica dell'ente.
  • Il giudice di merito deve verificare in concreto la titolarità della posizione di garanzia e confrontarsi con gli atti amministrativi pertinenti; la mera qualifica di sindaco non basta da sola a fondare la responsabilità per violazione degli obblighi prevenzionistici.
  • Quando il primo motivo investe la titolarità della posizione di garanzia ed è accolto, restano assorbite le censure relative alla particolare tenuità del fatto e al trattamento sanzionatorio.

Come è indicizzato

MaterieLesioni colpose sul lavoroImpugnazioni
RamiReati in materia di lavoroProcesso penale
IstitutiPosizione di garanzia

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