Cassazione Penale, Sentenza n. 25250/2026 del 06/07/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha ritenuto fondato il motivo principale e ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata limitatamente alla statuizione sulla corresponsione degli interessi legali dalla pronuncia al saldo, eliminando tale parte della decisione. Il secondo motivo, subordinato, è rimasto assorbito. Non è stata incisa la statuizione sull'equa riparazione principale, ma solo quella sugli interessi.
Esito
Favorevole al ricorrente (ministero)
La controversia
La persona resistente aveva chiesto alla Corte d'appello la liquidazione di un'equa riparazione per ingiusta detenzione, assumendo di avere subito 84 giorni di arresti domiciliari in un procedimento penale poi sostituiti con il divieto di dimora. La Corte d'appello ha accolto la domanda e ha liquidato una somma a titolo di indennizzo, aggiungendo però anche gli interessi legali dalla pronuncia al saldo. Il Ministero ricorrente ha impugnato l'ordinanza lamentando che la statuizione sugli interessi fosse ultra petita, perché la richiedente non aveva mai domandato gli interessi legali né nell'istanza né nel corso del giudizio; ha inoltre dedotto, in subordine, che comunque gli interessi non avrebbero potuto decorrere dalla pronuncia, ma solo dal passaggio in giudicato del provvedimento, poiché solo da quel momento il credito diviene certo, liquido ed esigibile.
Norme richiamate
art. 611 c.p.p.
richiamato per le conclusioni scritte del Procuratore generale nel giudizio di legittimità
art. 314 c.p.p.
richiamato come base normativa della riparazione per ingiusta detenzione
art. 315 c.p.p.
richiamato come norma collegata al procedimento di riparazione per ingiusta detenzione
art. 112 c.p.c.
applicato come principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato; il giudice non può attribuire d'ufficio gli interessi se non domandati
art. 1219 c.c.
richiamato dal ricorrente per contestare la decorrenza degli interessi
art. 1224 c.c.
richiamato dal ricorrente in tema di interessi dovuti su obbligazioni pecuniarie
art. 1282 c.c.
richiamato per affermare che producono interessi solo i crediti certi, liquidi ed esigibili
Massime di principio
- In materia di riparazione per ingiusta detenzione, gli interessi legali sulla somma liquidata a titolo di indennizzo possono essere riconosciuti solo se l'interessato li abbia espressamente domandati nel corso del giudizio.
- La liquidazione d'ufficio degli interessi, in assenza di domanda, integra una pronuncia ultra petita in violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato.
- Il diritto agli interessi sull'indennizzo da ingiusta detenzione, quando richiesti, decorre dal passaggio in giudicato del provvedimento attributivo, perché solo da quel momento il credito diviene certo, liquido ed esigibile.
- Nel giudizio di cassazione, quando è impugnata solo la statuizione accessoria sugli interessi, la Corte può annullare senza rinvio la sola parte viziata se la correzione non richiede ulteriori accertamenti di merito.
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