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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25253/2026 del 06/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il Tribunale di Salerno, in rito abbreviato, ha dichiarato la responsabilità penale dell'imputata per una contravvenzione ambientale relativa alle emissioni in atmosfera di fumi prodotti da attività industriale senza la prescritta autorizzazione, assolvendo invece la stessa dall'ulteriore imputazione concernente lo smaltimento illecito di rifiuti speciali pericolosi. Ha quindi applicato la sola pena dell'ammenda. La difesa ha proposto ricorso articolando quattro motivi: 1) il giudice di merito avrebbe omesso di considerare che presso lo stabilimento era stato nominato un procuratore speciale incaricato del rispetto della normativa ambientale; 2) sarebbe errata l'esclusione che il macchinario da cui provenivano i fumi rientrasse tra quelli per cui non è necessaria autorizzazione preventiva; 3) avrebbe dovuto essere riconosciuta la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p.; 4) avrebbero dovuto essere concesse le attenuanti generiche, illegittimamente negate per la ritenuta esistenza di precedenti penali connessi all'attività d'impresa. Successivamente, con atto sottoscritto dalla ricorrente e dal difensore munito di procura speciale, è stata formalmente rinunciata l'impugnazione.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha rilevato che la sentenza di merito, essendo stata pronunciata dopo l'entrata in vigore del vigente art. 593, comma 3, c.p.p., era inappellabile perché aveva irrogato la sola pena dell'ammenda; il gravame andava quindi convertito in ricorso per cassazione. Tuttavia, la successiva rinuncia al ricorso, validamente sottoscritta dalla ricorrente e dal difensore munito di procura speciale, ha determinato l'inammissibilità dell'impugnazione. Conseguentemente, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 593, comma 3, c.p.p.

    La sentenza di primo grado che applica la sola pena dell'ammenda è inappellabile; l'impugnazione proposta avverso di essa si converte in ricorso per cassazione.

  • art. 131-bis c.p.

    Norma invocata dalla difesa per ottenere il riconoscimento della particolare tenuità del fatto; la Corte non la esamina nel merito perché definisce il ricorso in rito per rinuncia.

  • art. 616 c.p.p.

    La declaratoria di inammissibilità comporta la condanna alle spese processuali e al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Quando una sentenza di merito è inappellabile per legge, l'impugnazione erroneamente proposta come appello si converte in ricorso per cassazione.
  • La rinuncia all'impugnazione, se sottoscritta personalmente dalla parte e dal difensore munito di procura speciale, determina l'inammissibilità del ricorso.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento della somma prevista a favore della Cassa delle ammende.
  • Le censure di merito restano assorbite quando il giudizio di legittimità si definisce per una causa processuale come la rinuncia al ricorso.

Come è indicizzato

MaterieGestione rifiutiImpugnazioni
RamiReati ambientaliProcesso penale
IstitutiParticolare tenuità del fatto

Testo integrale

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