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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 50266/2023 del 18/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per violazione di legge e vizio di motivazione in relazione alla affermazione della responsabilità penale per il reato di furto (allaccio abusivo alla rete elettrica): il ricorrente deduceva che l'utenza non era attiva, che non vi era prova che egli fosse l'autore materiale dell'allaccio abusivo e che la Corte aveva escluso la causa di non punibilità ex art. 131-bis cod. pen. ritenendo il fatto commesso con violenza sulle cose, circostanza che a suo dire non sarebbe stata provata se non tramite fotografie e dichiarazioni testimoniali.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso nel resto, confermando la valutazione di responsabilità basata sull'esistenza dell'allaccio abusivo e sul fatto che l'imputato, quale fruitore e intestatario dell'utenza disattivata, poteva essere ritenuto concorrente morale. Tuttavia il ricorso è stato ritenuto fondato limitatamente alla valutazione dell'applicabilità della causa di non punibilità ex art. 131-bis cod. pen.: la modifica legislativa (d.lgs. n.150/2022) ha ampliato l'ambito di applicazione dell'art. 131-bis rendendolo applicabile in relazione alla pena detentiva minima pari o inferiore a due anni e consentendo al giudice di valutare anche la condotta successiva al reato. Poiché il tema non era stato trattato nel merito e mancano elementi utili nel provvedimento impugnato, la Cassazione ha annullato la sentenza limitatamente a questo profilo e ha disposto il rinvio alla Corte d'Appello di Messina, altra sezione, per nuovo giudizio sul punto.

Norme richiamate

  • art. 624 cod. pen.

    Norma base sul reato di furto; utilizzata per inquadrare il tipo di reato contestato per la sottrazione di energia elettrica.

  • art. 625 n. 2 cod. pen.

    Aggravante riferita al furto commesso con violenza sulle cose; la Corte d'appello ha ritenuto sussistente l'aggravante sulla base degli elementi probatori, circostanza che è stata discussa ma non ritenuta decisiva dalla Cassazione sul punto di responsabilità.

  • art. 131-bis cod. pen.

    Causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto; la Corte ha rilevato che la riforma operata dal d.lgs. n.150/2022 amplia l'applicabilità dell'istituto ai reati con pena detentiva minima pari o inferiore a due anni e consente al giudice di valutare anche la condotta successiva al reato; la norma è considerata più favorevole e applicabile anche a fatti anteriori (retroattività della legge penale più favorevole).

  • d.lgs. n.150/2022 (art.1, c.1, lett. c), n.1)

    Riforma che ha modificato l'art. 131-bis ampliandone l'applicabilità; rilevante per il riconoscimento della causa di non punibilità.

  • art. 6 d.l. n.162/2022

    Disposizione che ha determinato l'entrata in vigore della modifica normativa (data di operatività della riforma: 30/12/2022).

  • art. 2, comma 4, cod. pen.

    Principio di applicazione della legge penale più favorevole (retroattività della norma più favorevole) richiamato per estendere l'applicazione dell'art. 131-bis anche ai fatti anteriori.

  • art. 609, comma 2, cod. proc. pen.

    Consente la deducibilità e la rilevabilità d'ufficio in Cassazione della questione relativa all'applicazione della legge penale più favorevole nei procedimenti pendenti davanti alla Corte di cassazione; la Corte chiarisce i limiti di tale rilevabilità quando il tema non è stato trattato in merito.

  • art. 129, c. 1, cod. proc. pen.

    Consente alla Corte di cassazione di dichiarare d'ufficio la sussistenza della causa di non punibilità qualora la stessa sia riscontrabile; la Corte però osserva che senza elementi in fatto non è possibile operare tale dichiarazione e pertanto rinvia il punto.

  • art. 620, c. 1, lett. i) cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la pronuncia di annullamento senza rinvio da parte della Corte di cassazione nelle ipotesi previste (richiamata in tema di possibili effetti della declaratoria d'ufficio dell'istituto).

Massime di principio

  • La modifica normativa che rende più favorevole l'art. 131-bis cod. pen. è applicabile ai fatti anteriori perché si tratta di legge penale più favorevole; pertanto in casi simili va sempre verificata l'eventuale applicabilità dell'istituto anche se il fatto è anteriore alla riforma.
  • L'art. 131-bis può essere valutato anche sulla base della condotta successiva al reato; il difensore deve produrre e documentare elementi fattuali (es. durezza della condotta, entità del vantaggio, comportamento successivo, condizioni personali) per ottenere il suo riconoscimento.
  • La Cassazione può rilevare d'ufficio la questione della legge più favorevole nei procedimenti davanti ad essa solo se il materiale probatorio e la motivazione consentono una valutazione (se mancano elementi utili, il giudice di legittimità deve rinviare la questione al giudice di merito).
  • Quanto alla responsabilità per furto di energia tramite allaccio abusivo, il giudice può ritenere responsabile anche chi fruisce dell'energia (concorso morale) anche se non è provato chi abbia materialmente eseguito l'allaccio, quando dall'insieme probatorio emerga un utilizzo continuato e l'utenza risultava disattivata per morosità.
  • Le modalità di prova (fotografie, dichiarazioni testimoniali e verbali tecnici) possono essere ritenute sufficienti per accertare la manomissione e la violenza sulle cose; tuttavia la loro incisività e la presenza di elementi probatori concreti devono essere valutate e specificate in motivazione, e la difesa deve contestarle puntualmente.

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