Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18437/2022 del 10/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza d'appello per: (1) censura della sussistenza del reato di associazione per delinquere (art. 416 c.p.), con doglianze sulla presunta indeterminatezza del programma criminoso, sull'assenza della volontaria e consapevole partecipazione e sulla possibile errata qualificazione come concorso di persone; (2) per Cojocariu, contestazione della valutazione della prova indiziaria (art. 192 co. 2 c.p.p.) e della ricostruzione della sua partecipazione al tentato furto di carburante del 28.12.2017; (3) per Cojocariu, censura del trattamento sanzionatorio e del diniego delle circostanze attenuanti generiche (art. 62-bis c.p.), ritenuto sproporzionato rispetto ai fatti e contrario ai principi di proporzionalità e rieducazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi per difetto di specificità e per essere in gran parte riproposizione pedissequa delle censure già svolte in appello senza un'effettiva critica argomentata della motivazione della corte territoriale. La Corte ha ritenuto che la Corte d'Appello avesse fornito adeguata e non manifestamente illogica motivazione circa: l'esistenza di un'organizzazione stabile e di un programma criminoso (distinto dal mero concorso), la valutazione unitaria e conforme della prova indiziaria (gravità, precisione e concordanza degli indizi), e la graduazione della pena nel rispetto della discrezionalità del giudice di merito e dei criteri degli artt. 132-133 c.p. Conseguenze: inammissibilità dei ricorsi; condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali; versamento di Euro 3.000,00 alla cassa delle ammende; rifusione, in solido, delle spese della parte civile ENI S.p.A. liquidate in Euro 3.500,00 oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 416 cod. pen. (associazione per delinquere)

    La Corte ha applicato la norma distinguendo l'associazione per delinquere dal mero concorso: per l'associazione è richiesto un programma criminoso indeterminato, continuità e la possibilità di provare la consapevolezza attraverso comportamenti significativi e ruoli organizzativi, anche in assenza di esplicita manifestazione di volontà.

  • art. 192, comma 2, cod. proc. pen. (prova indiziaria)

    La Corte ha richiamato il metodo valutativo della prova indiziaria: valutazione singola di ogni indizio in termini di gravità e precisione e poi lettura unitaria e complessiva per verificare l'assenza di un ragionevole dubbio.

  • art. 606, comma 1, lett. b) ed e) cod. proc. pen. (motivi per cassazione)

    Richiamata quali basi delle censure avanzate; la Corte ha ritenuto i motivi manifestamente inammissibili per difetto di specificità o perché consistono in una mera richiesta di rivalutazione del merito priva di critica argomentata della motivazione impugnata.

  • artt. 581 e 591 cod. proc. pen. (requisiti dell'impugnazione)

    La Cassazione ha ribadito l'obbligo che l'atto di impugnazione contenga il confronto puntuale e specifico con le argomentazioni del provvedimento impugnato, pena l'inammissibilità.

  • art. 62-bis cod. pen. (attenuanti generiche)

    La Corte ha confermato il potere discrezionale del giudice di merito nel riconoscere le generiche; la valutazione può essere globale nel caso di reato continuato e non è censurabile in Cassazione se non frutto di arroganza o ragionamento illogico.

  • art. 133 cod. pen. (criteri per la determinazione della pena)

    Usato per giustificare la determinazione della pena da parte del giudice di merito: la Corte ha ritenuto la motivazione adeguata in ordine ai criteri (gravità, personalità, ruolo, reiterazione).

  • art. 81, comma secondo, cod. pen. (reato continuato)

    Richiamato nella valutazione dell'insieme dei reati in continuazione e della proporzione sanzionatoria fra reato più grave e satelliti; la Corte ha ritenuto corretta la ponderazione operata dal giudice del merito.

Massime di principio

  • Un ricorso in Cassazione deve esporre censure specifiche e confrontarsi punto per punto con la motivazione del giudice di merito: riproporre argomentazioni già svolte in appello senza nuova, concreta, critiche espone all'inammissibilità.
  • La Corte di legittimità non riesamina liberamente le prove di fatto: contesta solo la mancanza, la manifesta illogicità o la contraddittorietà della motivazione; non è sede per richiedere una diversa valutazione della persuasività degli indizi.
  • Per distinguere associazione per delinquere da mero concorso occorre cercare elementi di continuità, un programma criminoso indeterminato, una struttura organizzativa (ruoli, mezzi, ripetitività delle condotte) e segnali di consapevolezza forniti anche da comportamenti comprovanti la partecipazione stabile.
  • Nella valutazione della prova indiziaria ogni indizio va esaminato singolarmente quanto a gravità e precisione e poi integrato in una valutazione unitaria: la presenza di più indizi convergenti può giustificare una condanna se la prova nel complesso esclude un ragionevole dubbio.
  • La determinazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito: la Cassazione controlla solo l'eventuale arbitrio o l'assenza di motivazione, mentre non sostituisce la propria valutazione se la motivazione è compiuta e logica.
  • L'inammissibilità del ricorso può comportare condanne alle spese e somme a titolo di ammenda: pertanto la scelta di impugnare richiede una valutazione cauta della fondatezza formale e materiale dei motivi.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.