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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25972/2023 del 15/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 28/06/2022 con cui il Tribunale di sorveglianza di Roma ha respinto il reclamo avverso la declaratoria di inammissibilità dell'istanza di concessione della liberazione anticipata relativa a specifici semestri di pena. Il ricorrente denunciava: 1) violazione dell'art. 54 L. 26 luglio 1975 n. 354 e vizio di motivazione per mancata valutazione del "novum" costituito dall'archiviazione del procedimento penale a suo carico (sostenuta come emersa in occasione del dissequestro di manoscritti restituiti il 26/03/2018); 2) travisamento della prova in relazione all'affermazione secondo cui sarebbero intervenute ulteriori valutazioni favorevoli da parte del Magistrato di Viterbo (provvedimenti in realtà inesistenti nel fascicolo); 3) illogicità e ambiguità del dispositivo che rendeva incerto il motivo del rigetto e pregiudicava il diritto di difesa.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando l'ordinanza impugnata e rinviando al Tribunale di Sorveglianza di Roma per un nuovo esame. La Corte ha ritenuto che il Tribunale non avesse adeguatamente valutato il "novum" consistente nell'archiviazione del procedimento penale (e che tale archiviazione risultava richiamata nel verbale di dissequestro prodotto). Ha richiamato il principio secondo cui, pur permanendo la stabilità delle valutazioni in materia di sorveglianza, è ammessa la revocabilità o la revisione quando sopravvengano fatti nuovi che dimostrino una situazione diversa rispetto a quella considerata nei precedenti provvedimenti; nel caso concreto, essendo il procedimento penale relativo agli stessi fatti concluso con archiviazione nei confronti del detenuto, il Tribunale doveva procedere a una nuova valutazione del semestre contestato.

Norme richiamate

  • art. 54 Legge 26 luglio 1975 n. 354 (Ord. pen.)

    Norma richiamata in relazione alle regole sulla liberazione anticipata; la Corte verifica la corretta applicazione del principio che governa la concessione del beneficio in capo al giudice di sorveglianza

  • art. 270-quinquies e 270-sexies cod. pen.

    Reati penali indicati nelle indagini relative al possesso dei manoscritti; il procedimento penale a carico del ricorrente si è concluso con archiviazione, elemento che la Corte ritiene rilevante ai fini della rivalutazione del beneficio

  • Principio giurisprudenziale della revocabilità o revisione dei provvedimenti giurisdizionali

    La Corte applica l'orientamento secondo il quale provvedimenti di sorveglianza, pur godendo di una stabilità, possono essere riesaminati quando emerga successivamente un fatto nuovo che dimostri una diversa situazione fenomenica rispetto a quella originariamente valutata

Massime di principio

  • Un provvedimento di sorveglianza negativo su una richiesta di beneficio (es. liberazione anticipata) non è sempre insindacabile: se sopravvengono fatti nuovi che dimostrano una diversa situazione (es. archiviazione di un procedimento penale connesso a fatti valutati negativamente), il giudice di sorveglianza deve riesaminare la richiesta alla luce del nuovo elemento
  • Il tribunale di sorveglianza non può limitarsi a richiamare precedenti ordinanze che negano il beneficio senza valutare espressamente se e come il "novum" incida sulla valutazione della personalità, della rieducazione e sull'ascrivibilità del fatto alla responsabilità del detenuto
  • La mera produzione di atti che attestino il dissequestro o la restituzione di documenti può costituire elemento idoneo a dimostrare l'esistenza dell'archiviazione, e quindi va considerata e valutata dal giudice; non è sufficiente affermare che il nuovo elemento non è provato se risulta comunque nei documenti di causa
  • Se si ritiene che una valutazione disciplinare o di sorveglianza sia erronea in fatto, il rimedio ordinario è l'impugnazione nei termini; tuttavia, l'esito di un procedimento penale che sgombra il detenuto da responsabilità può costituire motivo valido per rimettere in discussione la decisione precedentemente sfavorevole
  • In sede di reclamo o impugnazione il dispositivo deve essere chiaro e motivato: conclusioni ambigue che non consentono di comprendere le ragioni del rigetto possono ledere il diritto di difesa e favorire l'accoglimento del ricorso per vizio di motivazione

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