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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33581/2023 del 01/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorsi impugnavano la sentenza della Corte di Appello di Cagliari del 27/09/2017. Dessì contestava la sussistenza e la valutazione delle prove a sostegno della condanna per associazione ai sensi dell'art. 416 c.p. e per più truffe, denunciando travisamento del fatto e mancata verifica della attendibilita' del coimputato Falqui. Cau deduceva l'erronea dichiarazione di inammissibilita' dell'appello con riguardo a quattordici truffe, contestava la mancata declaratoria di prescrizione per tali reati e la revoca dell'indulto calcolata sulla pena complessiva anziche' sul reato piu' grave. Onnis ribadiva che la querela costitutiva dell'azione penale fosse invalida e che l'aggravante ex art. 61, primo comma, n. 11 c.p. non fosse stata contestata o applicabile ai concorrenti.

La decisione

La Corte di legittimita' ha dichiarato il ricorso di Cau fondato: ha annullato senza rinvio la sentenza di appello nei suoi confronti perche' tutti i reati a lui ascritti erano estinti per prescrizione gia' prima della pronuncia della sentenza di appello; di conseguenza e' caduta anche la revoca dell'indulto disposta in sede di merito; le statuizioni civili nei suoi confronti sono comunque rimaste ferme. I ricorsi di Dessì e di Onnis sono stati dichiarati inammissibili o manifestamente infondati; per entrambi e' stata disposta la condanna al pagamento delle spese e una sanzione di euro 3.000 ciascuno a favore della cassa delle ammende per profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilita'. La Corte ha inoltre richiamato l'impossibilita' della cassazione di rimettere in discussione in fatto la valutazione probatoria del giudice di merito, nonche' il principio per cui l'ammissibilita' dell'impugnazione relativa al reato piu' grave, poi estinto per prescrizione, puo' comportare l'estinzione anche dei reati satellite la cui pena dipende dalla pena-base.

Norme richiamate

  • art. 416 cod. pen.

    Applicato per valutare l'esistenza dell'associazione per delinquere; la Corte ha ritenuto legittima la ricostruzione dei giudici di merito che hanno dedotto l'esistenza del sodalizio anche dalla ripetizione e dalle modalita' delle truffe e ha richiamato la qualifica di organizzatore prevista dal secondo comma come atto idoneo a configurare responsabilita'.

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Richiamato dalla difesa di Dessì in tema di valutazione delle risultanze indiziarie; la Corte di Cassazione ha ricordato che censure relative alla valutazione della prova non sono deducibili in sede di legittimita' come violazione di legge e che una nuova valutazione in fatto da parte della Cassazione e' preclusa.

  • art. 273 cod. proc. pen.

    Citato in riferimento al concetto di 'gravi indizi' necessario per misure cautelari; la Corte ha distinto la prova indiziaria dall'insieme delle testimonianze dirette valutate in giudizio.

  • art. 61, primo comma, n. 11 cod. pen.

    Aggravante dell'abuso della prestazione d'opera; la Corte ha ritenuto che detta aggravante possa operare anche a carico dei concorrenti che conoscevano o ignoravano per colpa la qualita' della vittima e non sia limitata al solo soggetto direttamente abusante.

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alla declaratoria di estinzione del reato per prescrizione sopravvenuta; la Corte ha richiamato il principio secondo cui l'inammissibilita' del ricorso ostacola la rilevazione della prescrizione sopravvenuta alla sentenza impugnata.

  • art. 585, comma 4, cod. proc. pen.

    Richiesto per estendere l'inammissibilita' del ricorso principale anche ai motivi nuovi proposti in cassazione.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina le spese per le impugnazioni in cassazione: con applicazione la Corte ha condannato Dessì e Onnis al pagamento delle spese e di una somma a favore della cassa delle ammende.

  • legge 31 luglio 2006, n. 241, art. 1, comma 3 (indulto)

    Richiamata in relazione alla revoca dell'indulto: la Corte ha disposto la caducazione della revoca per Cau in conseguenza della declaratoria di estinzione dei reati.

  • decreto legislativo n. 150 del 2022

    Citato dalla difesa di Onnis in tema di procedibilita' a querela sopravvenuta per il reato di truffa aggravata; la Corte ha precisato che la sopravvenuta procedibilita' a querela non incide sul giudicato sostanziale e non rende ammesso un ricorso altrimenti inammissibile.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non riesamina i fatti e la valutazione delle prove di merito se le doglianze non sono specifiche: i motivi generici sulla valutazione probatoria sono inammissibili.
  • Se in un giudizio cumulativo l'impugnazione riguarda il reato ritenuto piu' grave (pena base) e quel capo risulta estinto per prescrizione, l'instaurazione del rapporto processuale per quel capo puo' determinare l'estinzione anche dei reati 'satellite' la cui pena dipende dalla pena-base.
  • Se un ricorso e' inammissibile non e' possibile far valere in cassazione la prescrizione sopravvenuta dopo la sentenza di appello; i motivi nuovi sono anch'essi esclusi dall'esame.
  • L'aggravante ex art. 61, primo comma, n. 11 c.p. (abuso della prestazione d'opera) puo' essere applicata anche ai concorrenti che conoscevano o ignoravano per colpa la qualita' della vittima; non e' necessariamente limitata alla persona che direttamente ha commesso l'abuso.
  • La declaratoria di estinzione per prescrizione e i suoi effetti possono comportare l'annullamento senza rinvio della sentenza di merito quando siano estinti tutti i reati a carico dell'imputato.
  • Le statuizioni civili possono restare ferme anche quando le responsabilita' penali sono dichiarate estinte per prescrizione in cassazione, se il ricorso non abbia investito la ricostruzione dei fatti in ordine alla responsabilita' civile.

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