Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11184/2024 del 18/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso straordinario ex art. 625‑bis c.p.p. per presunto errore di fatto derivante dal rinvio operato dalla sentenza di legittimità alla motivazione della Corte di appello, con la censura che dalla valutazione delle prove (dichiarazioni della persona offesa Bellino, dichiarazioni del teste Perrotta, intercettazioni del 30/31 maggio 2016, dichiarazioni del collaboratore De Maio, contatti telefonici e sms tra Anastasio e Mogavero) non emergerebbe che il ricorrente fosse il mandante di Mogavero nelle intimidazioni a Giuseppe Bellino; si contesta quindi un'errata lettura e un errore percettivo nella motivazione di merito e di legittimità.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per essere genericamente proposto e per avere ad oggetto, in realtà, una censura di valutazione probatoria non consentita con il rimedio di cui all'art. 625‑bis c.p.p. La Corte ha rilevato che la sentenza di legittimità aveva correttamente richiamato la motivazione di appello che indicava plurimi riscontri a favore della responsabilità (dichiarazioni della persona offesa, dichiarazioni del teste Perrotta, contatti telefonici e sms, dichiarazioni del collaboratore De Maio, intercettazioni su Mogavero) e che le censure odierne introducevano nuove questioni di fatto e una richiesta di rivalutazione probatoria. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 625‑bis cod. proc. pen.

    Il rimedio invocato dal ricorrente; la Corte ha affermato che questo strumento straordinario è limitato agli errori materiali o di fatto di percezione chiaramente individuabili e non può essere usato per impugnare valutazioni sulla prova o per introdurre nuove censure di merito.

  • artt. 56 e 294 cod. pen.

    Articoli del codice penale richiamati nel capo di imputazione (circostanze e concorso di persone nel reato); sono menzionati come riferimento alla fattispecie per la quale l'Anastasio è stato condannato dalla Corte d'appello.

  • art. 416‑bis, comma 1, cod. pen.

    Norma penale relativa all'associazione mafiosa, citata quale capo d'imputazione contestato; la sentenza di merito e di legittimità ha valutato le prove alla luce di questa fattispecie.

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario per errore materiale o di fatto ex art. 625‑bis c.p.p. è ammesso solo per errori percettivi chiaramente individuabili (es. dato documentale errato, palese svista) e non per contrastare la valutazione della prova fatta dal giudice; le questioni valutative devono essere dedotte con i rimedi ordinari.
  • Quando la Corte di legittimità richiama la motivazione del giudice di merito, non si presta tale richiamo a una nuova valutazione delle prove: contestare tale richiamo richiede dimostrare un vero e proprio errore materiale nella rappresentazione dei fatti, non una semplice discordanza o un diverso apprezzamento della credibilità dei testimoni.
  • L'introduzione di nuovi profili probatori o la sollecitazione di una rivalutazione di elementi già esaminati costituisce motivo di inammissibilità nel procedimento straordinario per errore di fatto; tali argomentazioni dovevano essere svolte nelle impugnazioni ordinarie.
  • La dichiarazione di inammissibilità comporta in genere condanna alle spese e può comportare sanzioni pecuniarie (es. somma a favore della Cassa delle ammende), quindi è necessario valutare con attenzione l'ammissibilità del rimedio prima di proporlo.
  • Prassi consigliata: conservare e produrre documentazione chiara e oggettiva qualora si sostenga un errore materiale, evitare di fondare il ricorso straordinario su mere critiche alla valutazione della prova e usare i gradi ordinari di impugnazione per questioni di merito e di valutazione della credibilità.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.