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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44616/2022 del 23/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per cassazione contro l'ordinanza di conferma della custodia cautelare in carcere per plurimi reati (omicidi, distruzione di cadavere, detenzione/porto d'arma, attentato a pubblico ufficiale), con unico motivo articolato: nullità e vizio di motivazione per errata applicazione della legge penale e per motivazione contraddittoria, apparente o apodittica, circa la sussistenza della gravità indiziaria (art. 273 c.p.p.) e delle esigenze cautelari di massimo rigore. La difesa ha censurato in dettaglio: la tecnica redazionale dell'ordinanza (riporto ampio di atti e motivazioni altrui), la mancata certezza della morte delle presunte vittime e l'insufficienza delle prove forensi sulla combustione dei cadaveri, le contraddizioni e le discrasie nelle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, l'inaffidabilità di alcuni testi e lacune nella valutazione dell'aggravante ex art. 416-bis cod. pen., nonché la sproporzione della custodia cautelare posto il forte decorso del tempo e l'assenza di accertamenti successivi alle dichiarazioni.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondate le censure sulla nullità formale e sulla tecnica redazionale, richiamando la giurisprudenza sul carico probatorio del ricorrente in sede di cassazione. Ha confermato la completezza, congruità e adeguatezza della motivazione del Tribunale di Bari: il Tribunale aveva ricostruito puntualmente, per ciascun episodio, le investigazioni iniziali, i riscontri esterni e le dichiarazioni dei collaboratori (valutate secondo criteri ermeneutici corretti), nonché altri elementi (biglietti anonimi, ricerche, incendi dell'auto, rapporti nel mercato degli stupefacenti, tatuaggi come segni distintivi). La Corte ha ritenuto logica e non manifestamente illogica la valutazione delle contraddizioni contestate dalla difesa, l'apprezzamento dell'attendibilità dei collaboratori di giustizia e la qualificazione dei fatti con l'aggravante mafiosa ex art. 416-bis comma 1. Ha inoltre condiviso che, trattandosi di reati aggravati dall'art. 416-bis, operasse la presunzione relativa circa le esigenze cautelari e l'adeguatezza della custodia in carcere, senza elementi concreti di neutralizzazione. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 416-bis cod. pen.

    Il Tribunale ha ritenuto applicabile l'aggravante per collegamento ad attività mafiosa; la Corte ha condiviso che la scomparsa/bruciatura dei corpi e la modalità degli atti siano tipiche estrinsecazioni della violenza mafiosa, facendo derivare da ciò una rilevante pregnanza intimidatoria e la presunzione relativa delle esigenze cautelari

  • art. 273 cod. proc. pen.

    Riferimento alla gravità indiziaria; la Corte ha ritenuto che il Tribunale abbia adeguatamente motivato la sussistenza dei gravi indizi in relazione agli elementi raccolti

  • art. 110 cod. pen.

    Contestata la partecipazione ai reati in concorso; il Tribunale ha collegato le dichiarazioni e i riscontri agli autori e ai partecipi

  • art. 336 cod. pen.

    Richiamato tra i reati contestati (atti relativi all'attentato all'ispettore); valutato unitamente ad altri reati nella ricostruzione

  • art. 339 cod. pen.

    Richiamato tra i reati contestati (atti relativi all'attentato all'ispettore); valutato unitamente ad altri reati nella ricostruzione

  • art. 606, comma 1, lett. b) ed e) c.p.p.

    Richiamato dalla difesa in tema di motivazione e applicazione della legge penale come presunta nullità impugnata; la Corte non ha ritenuto fondata la censura

  • art. 292, comma 2, lett. c) e c) bis c.p.p.

    La Corte ha valutato e dichiarato infondata la censura relativa alla nullità formale dell'ordinanza richiamando la giurisprudenza sulla necessità di indicare in cassazione gli aspetti motivazionali che avrebbero potuto condurre a conclusioni diverse

Massime di principio

  • Il giudizio di legittimità sulla motivazione delle ordinanze di riesame è limitato: la Cassazione verifica la congruenza logica e l'adeguatezza della motivazione, non sostituisce il giudizio di fatto del tribunale del riesame; per sostenere la nullità formale in cassazione occorre indicare chiaramente quali omissioni motivazionali avrebbero potuto condurre a decisioni diverse
  • Le dichiarazioni di collaboratori di giustizia possono costituire fondamento valido per la gravità indiziaria se risultano indipendenti, non provenienti da reati connessi, coerenti tra loro e corroborate da riscontri esterni; contestazioni generiche di contraddizioni non bastano a scalfire una motivazione circostanziata
  • L'assenza del corpo della vittima o la bruciatura non impedisce di ritenere l'omicidio quando esistono elementi indiziari e riscontri esterni significativi (segnalazioni, biglietti anonimi, accadimenti connessi, testimonianze) che compongono un quadro indiziario congruo
  • In presenza di reati aggravati dall'art. 416-bis la legge e la giurisprudenza riconoscono una presunzione relativa sulla sussistenza delle esigenze cautelari e sull'adeguatezza della custodia in carcere; per neutralizzare tale presunzione la difesa deve produrre elementi concreti e specifici di possibile attenuazione
  • Per impugnare con efficacia la misura cautelare, la strategia difensiva deve focalizzarsi su elementi obiettivi e circostanziati (prove di concertazione tra collaboratori, contrasto probatorio riscontrabile, valutazioni forensi specifiche) e non su censure meramente generiche o formali

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