Cassazione Penale, Sentenza n. 21475/2022 del 01/06/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Frasconi ha impugnato la sentenza d'appello che lo aveva condannato per concorso, in qualità di tecnico informatico ed "extraneus", nella bancarotta fraudolenta documentale (per aver effettuato aggiustamenti e cancellazioni di file contabili della fallita King s.r.l., anche nel corso della perquisizione del 1.10.2014) e per frode processuale (art. 374 c.p.). Il ricorrente ha dedotto vizi di motivazione e travisamento probatorio: contestava l'interpretazione delle intercettazioni telefoniche, la rilevanza delle cancellazioni informatiche (poi ritenute non utilizzate dalla curatrice), un alibi relativo a un intervento di manutenzione a Pergola il giorno della perquisizione e la carenza degli elementi per ritenere il suo dolo e la sua efficacia causale nell'evento.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per plurime ragioni. Ha ritenuto che i motivi del ricorrente fossero, in larga parte, tentativi di rinnovare la valutazione di fatto (vietata in sede di legittimità salvo manifesta illogicità) e che la decisione d'appello fosse ampia, coerente e logicamente motivata. La Cassazione ha ritenuto provata la partecipazione consapevole del ricorrente alle operazioni di cancellazione/alterazione dei file, fondata su intercettazioni, consulenze tecniche (che evidenziavano cancellazioni volontarie in date coeve) e sugli accessi informatici ricondotti all'indirizzo IP degli uffici dove il ricorrente operava. Ha inoltre respinto l'eccezione circa l'irrilevanza della documentazione informatica (anche i reati richiamati sono di pericolo) e ha confermato la configurabilità sia della bancarotta fraudolenta documentale sia della frode processuale. Per questi motivi il ricorso è stato inammissibile e Frasconi è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a una somma a favore della cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
Norma sulla frode processuale; la Corte ha ritenuto che la condotta attribuita potesse integrare questo reato se la falsificazione o l'alterazione risultano idonee a trarre in inganno l'organo giudiziario o il curatore, dato il carattere di reato di pericolo.
Legge fallimentare, art. 219, comma 2, n. 1
Aggravante prevista per più fatti di bancarotta; la sentenza la considera rilevante ai fini della determinazione della pena.
Disciplina del reato di bancarotta fraudolenta documentale; la Corte ha confermato che si tratta di reato di pericolo e che la soppressione/alterazione di scritture contabili integra il reato anche se la documentazione può essere ricostruita "aliunde".
Principio del concorso di persone nel reato; applicato per ritenere responsabile l'extraneus (tecnico informatico) che volontariamente ha dato ausilio agli amministratori nell'eliminazione della documentazione contabile.
Codice di procedura penale, art. 192
Disposizione sulla valutazione della prova; richiamata dal ricorrente ma la Corte ha ritenuto che la valutazione compiuta dal giudice del merito fosse coerente e non viziata.
Codice di procedura penale, art. 546
Norma procedurale citata dal ricorrente in relazione alla valutazione complessiva delle prove; la Cassazione ha ritenuto la censura generica e non idonea a dimostrare vizi della motivazione.
Codice di procedura penale, art. 613
Norme sull'abilitazione del difensore alla discussione orale; richiamata in relazione alla comunicazione dell'udienza e al decesso del difensore del ricorrente.
Decreto-legge 137/2020, art. 23, comma 8 (conv. L. 176/2020)
Norma emergenziale citata in ordine alla disciplina della richiesta di discussione orale via PEC; la Cassazione ha ritenuto che la richiesta fosse stata correttamente formulata nei termini.
Codice di procedura penale, art. 616
Prevede la condanna alle spese e la possibilità di ammenda per ricorso inammissibile; la Corte ha condannato il ricorrente alle spese e disposto il versamento alla cassa delle ammende.
Massime di principio
- La Cassazione non riesamina i fatti di merito né rivaluta le prove se non in presenza di manifesta illogicità o nullità: i motivi che mirano a una diversa valutazione di fatto sono inammissibili.
- Le intercettazioni e la consulenza tecnica che collegano accessi informatici a cancellazioni temporali costituiscono elementi probatori rilevanti e la loro interpretazione è rimessa al giudice del merito.
- L'extraneus (consulente o tecnico) può essere ritenuto responsabile per concorso in bancarotta fraudolenta documentale se fornisce consapevole ausilio materiale agli amministratori nell'eliminazione o alterazione delle scritture contabili.
- La bancarotta fraudolenta documentale è un reato di pericolo: è sufficiente l'idoneità della condotta a ostacolare la ricostruzione contabile, anche se la documentazione può eventualmente essere ricostruita da altre fonti.
- Il reato di frode processuale può coesistere con la bancarotta documentale quando la falsificazione o la distruzione della documentazione sia idonea a ingannare gli organi incaricati degli accertamenti.
- Le impugnative che si limitano a censure generiche sulla motivazione o a proposte alternative di lettura dei dati investigativi senza dimostrare manifesta illogicità sono ad alto rischio di inammissibilità e di condanna alle spese/ammende.
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