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Cassazione Civile, Ordinanza n. 24358/2022 del 05/08/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

La società ricorrente, quale incorporante di altra società che aveva svolto tra il 2000 e il 2005 il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani per conto del comune in forza di un'ordinanza sindacale contingibile e urgente, aveva agito contro l'ente chiedendo l'indennizzo per arricchimento senza causa per i maggiori costi sostenuti nell'esecuzione del servizio. La Corte d'appello aveva respinto la domanda ritenendo che, pur mancando un valido contratto, il rapporto trovasse comunque la propria giustificazione nell'ordinanza sindacale e che, pertanto, difettassero i presupposti dell'art. 2041 c.c. e la sussidiarietà richiesta dall'art. 2042 c.c. Con l'unico motivo di ricorso la società denunciava la violazione di tali norme, sostenendo che l'ordinanza non costituiva una compiuta regolazione del rapporto e che, quindi, non poteva escludersi la mancanza di giusta causa della locupletazione dell'ente.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto infondato il motivo e ha confermato il rigetto della domanda. Ha affermato che l'azione generale di arricchimento presuppone la mancanza di giusta causa della locupletazione e che tale presupposto non ricorre quando l'attribuzione patrimoniale sia conseguenza di un contratto o comunque di un altro rapporto giuridico, finché esso conservi efficacia obbligatoria. Nel caso concreto, il servizio era stato eseguito in forza dell'ordinanza sindacale contingibile e urgente, che costituiva la fonte e la giustificazione causale del rapporto; ciò escludeva la proponibilità dell'azione di arricchimento, restando eventuale la tutela risarcitoria o l'azione volta a contestare l'illegittimità del provvedimento davanti al giudice competente. Il ricorso è stato dunque respinto con condanna della ricorrente alle spese e con dichiarazione dei presupposti per il versamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 2041 c.c.

    L'azione di arricchimento presuppone che la locupletazione sia avvenuta senza giusta causa; non è esperibile se l'attribuzione trae origine da un rapporto ancora efficace che giustifica lo spostamento patrimoniale.

  • art. 2042 c.c.

    La domanda di arricchimento ha natura sussidiaria e resta esclusa quando l'ordinamento appresta altra tutela, anche risarcitoria, ovvero quando il rapporto fonte dell'attribuzione sia ancora in essere.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    In caso di rigetto del ricorso, la Corte dichiara i presupposti per l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, ove dovuto.

Massime di principio

  • L'azione generale di arricchimento non è esperibile quando l'arricchimento dell'una parte sia causalmente giustificato da un contratto o da altro rapporto giuridico ancora efficace, anche se il rapporto non sia un valido contratto.
  • La mancanza di un contratto valido non basta, da sola, a integrare il requisito della mancanza di giusta causa richiesto per l'azione ex art. 2041 c.c.; occorre verificare se esista comunque una diversa fonte giuridica dell'attribuzione patrimoniale.
  • La sussidiarietà dell'azione di arricchimento impedisce il ricorso all'art. 2041 c.c. quando l'ordinamento consenta una diversa azione, ad esempio risarcitoria, o quando la prestazione sia resa in esecuzione di un provvedimento che ne costituisce la causa giustificativa finché non venga eliminato.
  • Se la prestazione è eseguita in forza di un provvedimento amministrativo o comunque di un rapporto non privo di efficacia obbligatoria, la tutela dell'esecutore non passa automaticamente attraverso l'indebito arricchimento, ma attraverso gli strumenti di impugnazione o di responsabilità pertinenti.

Come è indicizzato

MaterieInadempimentoSpese di lite
RamiObbligazioniProcesso civileContratti
IstitutiArricchimento senza causaOnere della prova

Testo integrale

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