Cassazione Penale, Sentenza n. 40702/2023 del 05/10/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
La parte civile contestava che Mugnai, responsabile dell'ufficio acquisti, avesse utilizzato sistematicamente e per lungo tempo (circa 4-5 ore giornaliere) il computer d'ufficio per fini personali, navigando su siti web (anche pornografici), memorizzando numerosi file privati e sottraendo così la strumentazione aziendale alla sua funzione pubblicistica. Il ricorso denunciava omissione e illogicità della motivazione della Corte d'appello, che aveva escluso danno patrimoniale o alla funzionalità dell'ufficio limitandosi ad ipotizzare, senza adeguata motivazione, che il materiale fosse stato trasferito da supporti esterni; inoltre sosteneva che la condotta non fosse episodica e che fosse presente l'elemento psicologico del peculato d'uso.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso della parte civile. Ha ritenuto che la Corte d'appello abbia dato risposte manifestamente illogiche e omesso di valutare elementi decisivi (consulenze tecniche e perizie) che dimostravano un uso sistematico e protratto del computer per fini privati. Ha inoltre affermato che i giudici di merito non hanno adeguatamente valutato se lo smodato uso personale della strumentazione avesse concretamente leso la funzionalità dell'ufficio (anche alla luce del successivo licenziamento) e ha precisato che l'assenza di un aggravio tariffario non esclude automaticamente un danno alla funzionalità. Per tali ragioni la sentenza impugnata è stata annullata ai soli effetti civili e la causa rinviata al giudice civile competente in grado d'appello per la valutazione e per le eventuali condanne per le spese di costituzione e difesa della parte civile.
Norme richiamate
art. 314, secondo comma, cod. pen.
La norma sul peculato d'uso richiede che l'uso del bene di servizio sia non episodico e tale da arrecare danno patrimoniale o lesione della funzionalità dell'amministrazione; la Corte ha ribadito che uso sistematico e prolungato può integrare il reato anche se non vi sia un aumento diretto di spesa (es. tariffa flat)
atto di impugnazione proposto ai sensi dell'art. 576 cod. proc. pen.
Norma sul procedimento d'appello per la parte civile: il ricorso ha dedotto vizi motivazionali decisivi ai sensi di questa disciplina
art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.
art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.
Consente la censura in Cassazione per vizio di motivazione o omissione nella valutazione di elementi decisivi; la Corte ha ritenuto che tali censure fossero fondate e idonee ad annullare la decisione
Norma che autorizza l'annullamento della sentenza ai soli effetti civili; la Cassazione ha disposto l'annullamento con rinvio al giudice civile per gli aspetti risarcitori
Massime di principio
- Il peculato d'uso si configura quando l'uso di beni di servizio è sistematico, prolungato o non occasionale e determina un pregiudizio concreto alla funzionalità dell'ente, anche se non vi è un diretto aggravio di spesa (es. abbonamento flat).
- La valutazione tecnica (perizie informatiche e consulenze di parte) è decisiva: i giudici devono esaminarne e motivarne l'apprezzamento; omissioni o risposte apodittiche a elementi probatori decisivi possono determinare l'annullamento in Cassazione.
- L'assenza di provvedimenti disciplinari formali (es. lettere di richiamo) non esclude automaticamente l'esistenza di un danno o della lesione funzionale; va valutato l'effetto concreto dell'attività privata sulle mansioni e sull'operatività dell'ufficio (anche alla luce di un licenziamento).
- L'elemento psicologico (volontà di appropriarsi dell'uso del bene per fini privati) può essere desunto da comportamenti sistematici e dalla presenza di materiale personale memorizzato sugli strumenti aziendali; non è necessario un danno patrimoniale immediato se la funzionalità è compromessa.
- In ricorsi per vizio di motivazione, devono essere indicate chiaramente le prove omesse o travisate e dimostrare la loro decisività: solo così la Cassazione può annullare la decisione impugnata.
Testo integrale
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