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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14327/2022 del 13/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 28/09/2021 che aveva rigettato il riesame del decreto di sequestro preventivo di € 8.200,00. La ricorrente censura che il Tribunale avrebbe ritenuto il fumus commissi delicti per il reato di ricettazione basandosi unicamente sulla somma di denaro rinvenuta, senza indicare l'illecito presupposto né spiegare la provenienza del denaro, peraltro trovato in una abitazione condivisa con il coniuge Massimo Solina che percepisce reddito; la difesa ha sostenuto che il denaro apparteneva al marito o le era stato consegnato da lui.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la censura fosse soprattutto di fatto (contestazione degli elementi probatori e della valutazione del Tribunale) e non di violazione di legge, e che pertanto non fosse sindacabile in Cassazione ai sensi dell'art. 325 cod.proc.pen. Sul merito il Tribunale aveva rilevato che la ricorrente è disoccupata e non ha fornito plausibile giustificazione per la somma; i movimenti del marito non spiegavano l'ammontare sequestrato e risultavano anche altre disponibilità non sequestrate. La Corte ha richiamato principi consolidati per cui il possesso di rilevante somma contante senza giustificazione plausibile può far ritenere la provenienza illecita e che in fase cautelare è sufficiente un insieme di indizi per adottare misure reali. La ricorrente è stata condannata alle spese processuali e al pagamento di € 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 648 c.p. (ricettazione)

    Il possesso di ingenti somme di denaro, senza plausibile giustificazione, può costituire elemento idoneo a fondare l'accertamento di responsabilità per ricettazione; non è necessario accertare giudizialmente il delitto presupposto o i suoi autori per ritenere la ricettazione, poiché è sufficiente la prova logica.

  • art. 325 c.p.p.

    Limita il sindacato della Corte di Cassazione sui provvedimenti cautelari reali ai soli motivi attinenti alla violazione di legge; non consente la rinnovazione del giudizio di merito sui fatti.

  • art. 606 c.p.p., lett. e)

    La censura relativa all'illogicità manifesta della motivazione deve essere proposta con il motivo specifico previsto da questa norma e non come generica violazione di legge.

  • art. 192 c.p.p.

    Richiamata per evidenziare che i criteri probatori richiesti nel giudizio di merito non coincidono con quelli sufficienti per l'adozione di misure cautelari; in fase cautelare possono bastare indizi qualificati.

  • art. 616 c.p.p.

    Consente la condanna alle spese e, con riferimento alla inammissibilità per colpa, l'irrogazione di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • In sede di misure cautelari reali, il giudice può ritenere sussistente il fumus commissi delicti per ricettazione anche sulla base del possesso di rilevanti somme di contante se non è fornita una giustificazione plausibile.
  • La Corte di Cassazione, nei ricorsi avverso provvedimenti cautelari reali, interviene solo per questioni di diritto; i profili meramente valutativi o di fatto sono inammissibili.
  • L'assenza di una spiegazione credibile sulla provenienza del denaro da parte del soggetto che lo detiene indebolisce la sua posizione, soprattutto se il titolare è privo di reddito stabile e i movimenti del convivente non giustificano l'ammontare.
  • Per contestare l'illogicità della motivazione occorre utilizzare lo specifico rimedio previsto dall'art. 606 c.p.p., lett. e); non è sufficiente prospettare genericamente errori logici in cassazione.
  • Chi impugna rischia condanna alle spese e sanzioni pecuniarie se il ricorso è ritenuto inammissibile per motivi riconducibili a colpa; dunque è importante valutare preventivamente se il motivo è di diritto o di fatto.

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