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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18382/2024 del 10/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza che ha dichiarato inammissibile la sua richiesta di riesame avverso il decreto di convalida del sequestro probatorio di un'area agricola. Il Tribunale aveva ritenuto che, non essendo Lezzi proprietario del bene oggetto di sequestro (proprietà di Danilo Lezzi), mancasse l'interesse concreto alla restituzione e quindi la legittimazione ad impugnare. Il ricorrente ha invece dedotto che la richiesta mirava alla rimozione del provvedimento probatorio per evitare che l'oggetto entrasse nella piattaforma probatoria, contestando inoltre la mancata valutazione del fumus commissi delicti e la confusione, nella motivazione, tra sequestro preventivo e sequestro probatorio.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso unitariamente, ritenendo errata l'applicazione al sequestro probatorio degli orientamenti giurisprudenziali relativi al sequestro preventivo. Ha affermato che, nel caso del sequestro probatorio, l'indagato anche se non proprietario ha interesse a proporre il riesame per impedire che l'oggetto e il verbale di sequestro, atto irripetibile, entrino nel materiale probatorio utilizzabile nel dibattimento. Perciò l'ordinanza impugnata è stata annullata e la causa rinviata al Tribunale di Lecce per nuovo esame.

Norme richiamate

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Richiamata in quanto il Tribunale di Lecce si era costituito ai sensi di tale norma per il riesame; norma sul giudice competente per le misure cautelari

  • art. 256 d.lgs. n. 152 del 2006

    Norma sostanziale contestata nell'indagine (illecito ambientale), indicata come titolo del reato per cui è indagato il ricorrente

  • art. 24 Cost.

    Richiamata dal ricorrente per sostenere la violazione del diritto di difesa; la questione è stata usata per enfatizzare l'interesse ad evitare l'utilizzabilità probatoria del materiale sequestrato

  • art. 257 cod. proc. pen.

    Citata dal ricorrente nell'ambito delle doglianze procedurali connesse all'impugnazione del provvedimento cautelare

  • art. 355 cod. proc. pen.

    Riferimento procedurale citato dal ricorrente relativamente ai vizi di motivazione e alle modalità di impugnazione delle misure coercitive

  • art. 23 d.l. 28 ottobre 2020, n. 137

    Riferimento formale alla requisitoria depositata dal Pubblico Ministero ai sensi di tale disposizione, non determinante sul merito della questione sostanziale

Massime di principio

  • Distinguere sempre la natura del sequestro: il sequestro preventivo e il sequestro probatorio hanno finalità e presupposti differenti e quindi diversa legittimazione ad impugnare.
  • Nel sequestro probatorio l'indagato anche se non proprietario ha interesse concreto al riesame: la rimozione del sequestro serve a impedire che l'oggetto e il verbale di sequestro, atto irripetibile, diventino materiale probatorio utilizzabile nel dibattimento.
  • Il Tribunale che dichiara inammissibile una richiesta di riesame deve motivare tenendo conto della natura probatoria o preventiva del sequestro e non può applicare meccanicamente criteri elaborati per l'altra tipologia di misura.
  • La contestazione del fumus commissi delicti deve essere esaminata anche quando il ricorrente non chiede la restituzione del bene, se la richiesta mira alla tutela del diritto di difesa e alla esclusione di prove ottenute con il sequestro.
  • In caso di errata qualificazione giuridica del sequestro da parte del giudice di merito, la Corte di cassazione può annullare con rinvio per un nuovo esame, onde consentire la corretta valutazione dei presupposti e delle finalità della misura.

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