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Cassazione Civile, Ordinanza n. 09513/2025 del 11/04/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (contribuente)

La controversia

La società aveva impugnato un avviso di accertamento con cui l'Amministrazione finanziaria recuperava a tassazione, ai fini IRES, IRPEF e IVA, costi relativi a fatture per sponsorizzazioni di società sportive dilettantistiche ritenute oggettivamente inesistenti. La CTP aveva rigettato il ricorso della contribuente, mentre la Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Lazio aveva accolto l'appello, valorizzando la documentazione commerciale, i supporti fotografici, articoli di stampa specializzata e la regolare fatturazione delle prestazioni, ritenendo provata l'effettiva esecuzione delle sponsorizzazioni. L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per cassazione affidato a due motivi, ma la Corte ha esaminato preliminarmente l'eccezione della controricorrente sulla tardività del ricorso, ritenendola fondata. La notifica del ricorso è avvenuta il 22 novembre 2023, oltre il termine di decadenza scaduto il 20 novembre 2023; la sospensione dei termini prevista dall'art. 1, comma 199, della L. 197/2022 è stata ritenuta inapplicabile, poiché opera solo per i termini di impugnazione che scadono entro il 31 ottobre 2023.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Agenzia delle Entrate per tardività della notificazione. Ha ritenuto non applicabile la sospensione di cui all'art. 1, comma 199, L. 197/2022, perché il termine ordinario per impugnare la sentenza di merito scadeva il 19 novembre 2023, quindi oltre il periodo di operatività della sospensione. Le spese sono state poste a carico della ricorrente, secondo soccombenza, con liquidazione in favore della controricorrente.

Norme richiamate

  • art. 327 c.p.c.

    È richiamato come termine lungo per proporre ricorso per cassazione; nel caso concreto la scadenza è stata individuata nel 19 novembre 2023.

  • art. 1, comma 199, L. 197/2022

    per le controversie definibili sono sospesi per undici mesi i termini di impugnazione, anche incidentale, delle pronunce giurisdizionali e di riassunzione, nonché per la proposizione del ricorso per cassazione, che scadono tra la data di entrata in vigore della presente legge e il 31 ottobre 2023

    La sospensione opera solo per i termini di impugnazione che scadono naturalmente nel periodo compreso tra la data di entrata in vigore della legge e il 31 ottobre 2023; non si applica ai termini che scadono dopo tale data.

Massime di principio

  • La sospensione straordinaria dei termini di impugnazione prevista per le controversie definibili si applica soltanto ai termini che vengano a scadere entro la finestra temporale espressamente individuata dal legislatore; non può essere utilizzata per prorogare termini la cui scadenza naturale cada successivamente.
  • Ai fini della tempestività del ricorso per cassazione, la verifica della scadenza va compiuta con riferimento al termine lungo applicabile e alla data effettiva di notificazione del ricorso; la notificazione eseguita dopo la scadenza comporta l'inammissibilità dell'impugnazione.
  • Quando l'eccezione di tardività del ricorso è fondata, la Corte può arrestare l'esame delle censure di merito e dichiarare inammissibile il ricorso, con condanna alle spese secondo soccombenza.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioImpugnazioniSpese di lite
RamiTributiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiDecadenza

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