Cassazione Penale, Sentenza n. 45498/2022 del 30/11/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugna l'ordinanza che ha applicato la disciplina della continuazione tra tre sentenze (A: Corte d'appello Napoli 15/10/2015; B: Corte d'appello Napoli 5/7/2017; C: Corte d'appello Napoli 11/2/2015). Primo motivo: il giudice dell'esecuzione avrebbe assunto come pena-base la pena risultante dalla sentenza A (che aveva già operato una continuazione interna), ma poi ha applicato l'aumento per la continuazione esterna non sulla concreta pena-base del reato prescelto bensì sulla pena finale già complessiva della sentenza A, senza indicare l'entità degli aumenti riferiti ai singoli reati-satellite. Secondo motivo: carenza di motivazione nell'individuare l'aumento relativo alla sentenza C, limitandosi all'espressione generica "può congruamente determinarsi".
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo: l'uso della pena finale complessiva della sentenza A come base per calcolare gli aumenti di continuazione esterna è errato perché impedisce di conoscere l'aumento applicato a ciascun reato satellite ex art. 81, comma 2 c.p. Ne consegue che il provvedimento va annullato limitatamente al trattamento sanzionatorio e rinviato per nuovo esame alla Corte d'appello di Napoli. Il secondo motivo è stato assorbito. Pertanto l'ordinanza impugnata è annullata con rinvio sul punto della determinazione della pena.
Norme richiamate
art. 74 d.p.r. 9 ottobre 1990, n. 309
Richiamato solo come riferimento al reato assunto tra quelli della sentenza A; non è stata riportata una citazione testuale, ma l'indicazione serve a identificare il reato preso come più grave nella sentenza A.
art. 81, comma secondo, codice penale
Il giudice dell'esecuzione è obbligato a motivare non solo l'individuazione della pena-base ma anche l'entità degli aumenti per i reati-satellite, in modo da permettere il controllo della correttezza aritmetica e normativa della pena complessiva.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione
Sez. U, Sentenza n. 47127 del 24/06/2021; Sez. 1, Sentenza n. 800 del 07/10/2020 (dep. 2021)
Conferma il principio secondo cui, in caso di continuazione (interna o esterna), il provvedimento che ridetermina la pena deve rendere esplicito il calcolo degli aumenti per ciascun reato-satellite al fine di consentire il controllo sulla legittimità della pena complessiva.
Massime di principio
- Quando si opera una continuazione tra più sentenze il giudice dell'esecuzione non può limitarsi a prendere come punto di riferimento la pena complessiva già determinata in una sentenza precedente: deve indicare la pena-base effettiva e spiegare come è stato calcolato ciascun aumento per i reati-satellite.
- La motivazione deve contenere l'entità numerica (o un ragionamento aritmetico chiaro) degli aumenti ex art. 81, comma 2 c.p., altrimenti il provvedimento è annullabile per mancata motivazione sul trattamento sanzionatorio.
- Se la continuazione è stata trattata a livello di sentenze (continuazione tra provvedimenti) e non tra singoli reati, il giudice deve comunque rendere trasparente il criterio di scelta del reato-base e la determinazione dei corrispondenti aumenti, per consentire il controllo di legittimità della pena finale.
- Espressioni generiche come "può congruamente determinarsi" sono insufficienti: la motivazione deve essere specifica e comprensibile; in assenza di ciò la decisione può essere annullata e rinviata.
- Difensore e parte interessata dovrebbero chiedere espressamente al giudice dell'esecuzione la specificazione del calcolo degli aumenti e, in caso di risposta generica, proporre ricorso per violazione dell'obbligo motivazionale.
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