Cassazione Penale, Sentenza n. 34491/2025 del 22/10/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
impugnazione dell'ordinanza che ha rigettato il riesame del decreto di convalida del sequestro probatorio (opere attribuite ad Andy Warhol) per presunta contraffazione; il ricorrente denunciava: i) nullità del verbale di sequestro per carenza di indicazione degli elementi da cui desumere la contraffazione; ii) nullità/formule di stile nel decreto di convalida del P.M.; iii) sproporzione della misura rispetto al valore delle opere (circa €1.500.000) e inesistenza del pericolo di alterazione/modifica delle cose; iv) difetto di motivazione sulla durata e perdurante mantenimento del sequestro dopo circa due mesi dall'esecuzione
La decisione
la Corte ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse fornito una risposta puntuale ed esauriente: il sequestro probatorio e il decreto di convalida contenevano motivazione, pur concisa, sulle finalità probatorie; il mantenimento del vincolo è giustificato dai preliminari accertamenti degli esperti della polizia giudiziaria (che indicavano elementi di contraffazione) e dalla necessità di ulteriori accertamenti tecnici specialistici; la durata (circa due mesi) è giustificata dalla prosecuzione degli accertamenti affidati a consulenti; perciò le censure del ricorrente non hanno fondamento. Il ricorrente è stato condannato a sostenere le spese del procedimento ai sensi dell'art. 616 c.p.p. e al versamento di una somma determinata in relazione alla causa di inammissibilità
Norme richiamate
art. 518-quaterdecies c.p. e art. 518-sexiesdecies c.p.
norme incriminatrici relative alle fattispecie contestate (contraffazione di opere d'arte): indicano il reato per il quale si procede e giustificano l'esecuzione del sequestro probatorio volto all'accertamento degli elementi di reato
norma che disciplina l'onere di sostenere le spese del procedimento in caso di inammissibilità o rigetto del ricorso; la Corte l'ha applicata per imporre al ricorrente il pagamento delle spese e una somma commisurata alla consistenza della causa
Sez. U, n. 36072 del 19/04/2018 (Botticelli)
giurisprudenza richiamata per affermare che il sequestro probatorio e il decreto di convalida devono contenere una motivazione, anche concisa, che specifichi la finalità probatoria perseguita e permetta di comprendere la relazione con l'ipotesi accusatoria
Sez. 2, n. 46130 del 04/10/2023 (Santandrea) e Sez. 6, n. 56733 del 12/09/2018 (Macis)
orientamenti che precisano come il pubblico ministero, nel decreto di convalida, non debba formulare un capo d'incolpazione provvisorio: è sufficiente una sintetica descrizione dei fatti e delle finalità probatorie
Sez. 3, n. 36371 del 08/09/2021 (Fattacciu)
principio secondo cui l'esecuzione di accertamenti preliminari non esclude la necessità di mantenere il vincolo se sono richiesti ulteriori accertamenti tecnici specialistici che impongono la conservazione dello stato delle cose sequestrate
Massime di principio
- Il sequestro probatorio richiede una motivazione, anche sintetica, che colleghi gli oggetti sequestrati all'ipotesi di reato e alle finalità probatorie: la forma concisa è ammessa purché sia specifica
- Il decreto di convalida del P.M. non necessita di un capo d'incolpazione dettagliato: basta la descrizione sintetica dei fatti e delle finalità probatorie
- La proporzionalità del sequestro va valutata tenendo conto della finalità probatoria: valori economici elevati non escludono il sequestro se vi sono elementi che giustificano l'accertamento (es. esiti preliminari degli ausiliari)
- La sussistenza di esigenze probatorie perduranti (anche in presenza di accertamenti già eseguiti) giustifica il mantenimento del vincolo quando siano necessari ulteriori accertamenti tecnici specialistici
- Per contestare efficacemente un sequestro probatorio il difensore deve indicare elementi specifici di illegittimità o mostrare l'insussistenza concreta delle esigenze probatorie; mere asserzioni generiche sul valore o sulla durata difficilmente prevalgono
- Se il ricorso è manifestamente infondato o inammissibile, il ricorrente può essere condannato alle spese processuali e ad altri oneri (art. 616 c.p.p.)
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