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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29672/2024 del 19/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore Generale impugna la sentenza del Tribunale di Catania che aveva dichiarato non doversi procedere per il reato di cui agli artt. 624 e 625 n.2 e n.7 c.p. per difetto di querela, sostenendo che il Tribunale ha illegittimamente ritenuto tardiva la contestazione suppletiva dell'aggravante (destinazione dell'energia elettrica al pubblico servizio) effettuata dal Pubblico Ministero ai sensi dell'art. 517 c.p.p. nell'udienza del 6 ottobre 2023; tale contestazione, secondo il ricorrente, avrebbe ripristinato la procedibilità d'ufficio nonostante le modifiche di legge (d.lgs. n.150/2022) che avevano reso il reato in parte procedibile a querela.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, dichiarando che la contestazione suppletiva operata dal pubblico ministero in udienza era valida e non tardiva, atteso che per rinvii fissati dal giudice e per la natura sopravvenuta della causa di improcedibilità il P.M. non aveva avuto la possibilità di adeguare l'imputazione prima della scadenza del termine fissato dall'art. 85 d.lgs. n.150/2022. La Cassazione ha pertanto annullato la sentenza impugnata e rinviato la causa alla Corte di appello di Catania per nuovo giudizio, richiamando il principio dell'obbligatorietà dell'azione penale e orientamenti giurisprudenziali favorevoli a riconoscere efficacia alla contestazione suppletiva in casi di improcedibilità sopravvenuta.

Norme richiamate

  • art. 624 c.p.

    Norma sul reato di furto; la modifica introdotta dal d.lgs. n.150/2022 ha mutato il regime di procedibilità rendendo alcune ipotesi procedibili a querela, con effetti sul regime transitorio.

  • art. 625 n.2 e n.7 c.p.

    Aggravanti del reato di furto; la n.7 (quando la cosa è destinata al pubblico servizio, come l'energia elettrica) è idonea a determinare la procedibilità d'ufficio se contestata.

  • art. 85 d.lgs. n.150 del 2022

    Disposizione transitoria che fissa termini per l'adeguamento delle imputazioni e per la proposizione della querela dopo le modifiche legislative; qui centrale nella valutazione della tempestività della querela o della contestazione suppletiva.

  • art. 517 c.p.p.

    Consente al P.M. di effettuare contestazioni suppletive in udienza; la Corte ha ritenuto che tale potere possa ripristinare la procedibilità d'ufficio anche in presenza di una causa di improcedibilità sopravvenuta quando il P.M. non ha potuto tempestivamente agire.

  • art. 569 comma 4 c.p.p.

    Norma che consente alla Cassazione di annullare la sentenza impugnata e rinviare per nuovo giudizio; applicata per disporre il rinvio alla Corte d'appello di Catania.

  • Principio costituzionale dell'obbligatorietà dell'azione penale

    Principio richiamato dalla Corte per valorizzare la funzione del P.M. e giustificare l'operatività della contestazione suppletiva in presenza di improcedibilità sopravvenuta, evitando un'applicazione 'ora per allora' che impedisca l'esercizio dell'azione penale.

Massime di principio

  • La contestazione suppletiva prevista dall'art. 517 c.p.p. può essere efficace a ripristinare la procedibilità d'ufficio quando introduce un'aggravante idonea a mutare il regime di procedibilità, anche se la modifica normativa ha nel frattempo reso il reato procedibile a querela.
  • Se per rinvii o altri impedimenti processuali il Pubblico Ministero non ha potuto tempestivamente adeguare l'imputazione entro il termine transitorio fissato dalla legge, non si deve automaticamente considerare tardiva la contestazione suppletiva effettuata successivamente in udienza.
  • In presenza di una causa di improcedibilità sopravvenuta, il principio costituzionale dell'obbligatorietà dell'azione penale impone un'interpretazione favorevole all'esercizio dell'azione da parte del P.M., compatibilmente con le garanzie difensive.
  • Il giudice non deve applicare meccanicamente la regola 'now for then' quando questa impedisce al P.M. di assumere iniziative sostanziali dovute a fattori oggettivi estranei alla sua volontà; occorre valutare la possibilità effettiva di contestazione prima di dichiarare l'improcedibilità.
  • In casi simili, verificare sempre se vi sono aggravanti che, se contestate, possano rendere il reato procedibile d'ufficio e se la contestazione suppletiva sia stata effettuata con le modalità e nei tempi consentiti dall'art. 517 c.p.p.

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