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Cassazione Penale, Ordinanza n. 20180/2026 del 03/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ricorre per cassazione contro la sentenza della Corte di appello di Roma che aveva parzialmente riformato la decisione di condanna di primo grado, limitatamente alla durata delle pene accessorie fallimentari, confermando per il resto la responsabilità per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale. Il ricorso deduceva: 1) l'erronea affermazione della qualità di amministratore di fatto della società fallita, con cui si contestava la configurabilità della responsabilità per il reato fallimentare; 2) il diniego delle circostanze attenuanti generiche in regime di prevalenza sull'aggravante fallimentare e sulla recidiva reiterata, sostenendo la possibilità di una diversa comparazione tra circostanze.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il primo motivo è stato ritenuto generico, non confrontato con la motivazione della sentenza impugnata e comunque non consentito in sede di legittimità, oltre che manifestamente infondato, perché la qualità di amministratore di fatto può essere desunta da un esercizio continuativo e significativo di poteri gestori, secondo valutazione di fatto insindacabile se sorretta da motivazione congrua. Il secondo motivo è stato dichiarato inammissibile perché il giudizio di comparazione tra circostanze attenuanti e aggravanti è valutazione discrezionale di merito, sindacabile solo per arbitrarietà o illogicità, e perché l'art. 69, comma 4, c.p. vieta la prevalenza delle attenuanti generiche sulla recidiva reiterata. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 216, primo comma, nn. 1) e 2), legge fall.

    Norma incriminatrice della bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale contestata all'imputato.

  • art. 223, primo comma, legge fall.

    Estende la disciplina penale fallimentare agli amministratori di società dichiarate fallite.

  • art. 2639 c.c.

    La nozione di amministratore di fatto richiede esercizio continuativo e significativo dei poteri tipici della funzione, non necessariamente di tutti i poteri gestori, ma di un'apprezzabile attività gestoria non episodica.

  • art. 219, comma 2, n. 1, legge fall.

    Aggravante fallimentare oggetto di comparazione con le attenuanti generiche.

  • art. 99, comma 4, c.p.

    Recidiva reiterata, che rileva come ostativa alla prevalenza delle attenuanti generiche.

  • art. 69, comma 4, c.p.

    Vieta espressamente la prevalenza delle circostanze attenuanti generiche sulla recidiva reiterata.

Massime di principio

  • La qualità di amministratore di fatto può essere provata tramite elementi sintomatici dell'inserimento organico del soggetto nella gestione societaria, purché risulti un esercizio continuativo e significativo di poteri direttivi e gestori, non meramente episodico o occasionale.
  • L'accertamento della posizione di amministratore di fatto, se fondato su motivazione congrua e logica, costituisce giudizio di fatto insindacabile in cassazione.
  • In sede di legittimità è inammissibile una censura che non si confronti con la motivazione della sentenza impugnata o che miri a una rivalutazione del merito sulla ricostruzione della qualifica soggettiva dell'imputato.
  • Il giudizio di comparazione tra circostanze attenuanti e aggravanti è valutazione discrezionale del giudice di merito e non è sindacabile in cassazione se sorretto da adeguata motivazione e non affetto da manifesta illogicità.
  • Le circostanze attenuanti generiche non possono essere ritenute prevalenti sulla recidiva reiterata, in forza del divieto espresso dell'art. 69, comma 4, c.p.

Come è indicizzato

MaterieBancarotta fraudolentaCircostanze del reato
RamiReati fallimentariParte generale
SottomaterieBancarotta patrimonialeBancarotta documentale
IstitutiRecidiva

Testo integrale

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