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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 26651/2023 del 15/09/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza d'appello che aveva confermato la nullità parziale del rogito di compravendita del 31/03/2003 stipulato da Sergio E. con l'Amministrazione finanziaria e il trasferimento a favore di Franco E. degli edifici sul lotto 72. La ricorrente deduceva: (i) insufficiente prova da parte di Franco E. dei requisiti per l'acquisto ai sensi della L. 652/1986 (essere socio, essere assegnatario e insediarsi prima dell'entrata in vigore della legge); (ii) errata valutazione della lettera del 01/04/2003 e impropria attribuzione di efficacia confessoria a detta missiva; (iii) omissione di un fatto decisivo relativo al fatto che la domanda di Franco riguardava solo il piano e non il lotto (divieto di alienazione di porzioni di edifici secondo la legge); (iv) vizio nella pronuncia sulle spese, chiedendo compensazione o partecipazione dell'Agenzia del Demanio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto corretti gli accertamenti dei giudici di merito secondo cui Franco E. era socio della cooperativa, assegnatario del lotto e insediato anteriormente all'entrata in vigore della L. 652/1986; ha confermato la nullità parziale del rogito del 31/03/2003 nella parte relativa ai beni spettanti a Franco e il trasferimento a favore di quest'ultimo, subordinato al pagamento del prezzo. Ha inoltre ritenuto inammissibili o infondati i motivi relativi al valore probatorio della lettera e alla presunta violazione sull'oggetto della domanda, richiamando il principio della "doppia conforme". Infine ha confermato la condanna della ricorrente al pagamento delle spese di lite (anche di Cassazione) e liquidato gli onorari.

Norme richiamate

  • Legge 30 dicembre 1986, n. 652, art. 1

    La Corte ha interpretato la norma nel senso che l'acquisto a trattativa privata compete ai soci assegnatari dei lotti appartenenti al patrimonio disponibile dello Stato che risultavano assegnatari alla data di entrata in vigore della legge; i requisiti (soci, titolarità di assegnazione, insediamento anteriore alla legge) possono essere accertati con le prove di fatto (iscrizione nella cooperativa, residenza, documentazione) ritenute dai giudici di merito.

  • Legge 30 dicembre 1986, n. 652, art. 2, comma 6

    Richiamata rispetto al requisito dell'insediamento anteriore all'entrata in vigore della legge; la Corte ha ritenuto provata la residenza e l'effettivo insediamento di Franco E. sul primo piano già da anni.

  • Art. 2731 c.c. (valore della confessione)

    La Corte ha precisato che non è stato attribuito valore confessorio formale alla lettera del 01/04/2003, ma che il documento contiene ammissioni di fatto (occupazione e disponibilità a trasferire) che possono essere considerate ai fini probatori; pertanto la censura sulla confessionalità è inammissibile.

  • Art. 360 c.p.c. (motivi di ricorso per cassazione, n. 3 e n. 5)

    I motivi di cassazione fondati su violazione di legge (n.3) o omesso esame di fatto decisivo (n.5) sono stati esaminati e ritenuti infondati o inammissibili rispetto alla valutazione di merito compiuta dai giudici di merito.

  • Art. 348-ter c.p.c. (principio della "doppia conforme")

    Applicato per escludere la rilevanza del rilievo critico sulla presunta omissione di fatti decisivi, essendo la decisione d'appello conforme a quella di primo grado su punti decisivi.

  • Art. 91 e Art. 92 c.p.c. (spese di giudizio e compensazione)

    La Corte ha confermato che le spese seguono la soccombenza e che la valutazione circa la compensazione è rimessa al potere discrezionale del giudice di merito; non è stata ravvisata violazione di legge nella condanna alle spese dell'appellante.

  • D.P.R. 10/03/2000, n. 115, art. 13, comma 1-quater

    Riportata in dispositivo con riferimento agli adempimenti formali connessi alla liquidazione delle spese di giudizio di cassazione.

Massime di principio

  • In controversie su trasferimenti da Amministrazioni pubbliche basati su normative speciali (es. L. 652/86) il giudice valuta i requisiti sostanziali (qualifica di socio, titolarità di assegnazione, insediamento anteriore) con tutte le prove disponibili: iscrizioni, certificati di residenza, atti interni e comportamenti delle parti.
  • Le lettere o comunicazioni private tra parti non hanno necessariamente valore di confessione tecnico-giuridica, ma le ammissioni di fatto in esse contenute (es. occupazione, disponibilità a cedere) sono utilizzabili come elemento probatorio.
  • Gli accordi interni tra assegnatari (convenzioni private) non vincolano l'Amministrazione pubblica né sostituiscono gli accertamenti richiesti dalla legge per la vendita dei lotti; la titolarità nei confronti della P.A. si valuta sulla base delle assegnazioni ufficiali e della prova di insediamento.
  • Se emerge che l'acquirente di un bene demaniale non possedeva i requisiti previsti dalla legge, il contratto può essere dichiarato (parzialmente) nullo e il bene trasferito al soggetto avente diritto, con obbligo di pagamento del prezzo stabilito, secondo gli accertamenti di merito.
  • Le impugnazioni in Cassazione che contestano valutazioni di fatto dei giudici di merito sono difficilmente accolte, specialmente quando sussiste una doppia conforme tra primo e secondo grado; la censura deve mirare a violazioni di diritto o a omesso esame di fatti decisivi chiaramente individuati.
  • La regola sulle spese segue la soccombenza; la compensazione è possibile ma rimessa al discrimine del giudice di merito e non facilmente sindacabile in Cassazione salvo violazione di legge.

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