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Cassazione Penale, Ordinanza n. 04961/2026 del 06/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'appello di Firenze che lo aveva ritenuto responsabile del reato di ricettazione. Con il primo motivo ha contestato la correttezza della motivazione sul giudizio di responsabilità, lamentando l'assenza dell'elemento soggettivo del reato. La Corte di cassazione ha però rilevato che la censura si limitava a riprodurre doglianze già svolte in appello e già disattese, senza formulare una critica specifica e argomentata alla decisione impugnata. Ha inoltre richiamato il principio secondo cui il dolo nella ricettazione può essere desunto anche dalla mancata o non plausibile spiegazione della provenienza del bene ricevuto, senza che ciò comporti inversione dell'onere della prova. Con il secondo motivo ha dedotto il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, ma la Corte ha ritenuto la doglianza manifestamente infondata, osservando che il diniego era sorretto da motivazione logica e sufficiente e che il giudice di merito non è tenuto a esaminare analiticamente tutti gli elementi favorevoli o sfavorevoli, essendo sufficiente il richiamo a quelli ritenuti decisivi.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, ritenendo il primo motivo non specifico perché meramente reiterativo di censure già respinte in appello e il secondo motivo manifestamente infondato. Ha quindi condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. La decisione di merito della Corte d'appello, che aveva affermato la responsabilità per ricettazione e negato le attenuanti generiche, è rimasta ferma.

Norme richiamate

  • art. 648 c.p.

    Per la ricettazione, l'elemento soggettivo può essere desunto anche da elementi indiziari, tra cui l'omessa o non attendibile indicazione della provenienza del bene ricevuto; tale valutazione non integra un'inversione dell'onere della prova.

  • art. 62-bis c.p.

    Il diniego delle circostanze attenuanti generiche è legittimo quando il giudice di merito dia conto degli elementi ritenuti decisivi o comunque rilevanti, senza dover esaminare singolarmente tutti quelli dedotti dalle parti o emergenti dagli atti.

  • art. 591 c.p.p.

    Il ricorso è dichiarato inammissibile quando i motivi sono non specifici o manifestamente infondati.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità, il motivo di ricorso non è specifico quando si limita a riproporre pedissequamente censure già formulate in appello e già disattese dal giudice di merito, senza confrontarsi con la motivazione della sentenza impugnata.
  • Ai fini della configurabilità della ricettazione, il dolo può essere provato anche in via indiretta attraverso la mancata o non credibile spiegazione della provenienza del bene, purché la valutazione sia inserita nel complessivo compendio probatorio e non si traduca in un'inversione dell'onere della prova.
  • Il diniego delle circostanze attenuanti generiche è sufficientemente motivato quando il giudice valorizzi gli elementi ritenuti decisivi o comunque rilevanti per la valutazione complessiva, non essendo necessario un esame analitico di tutti gli argomenti favorevoli dedotti dalla difesa.
  • Quando i motivi di ricorso sono inammissibili per difetto di specificità o perché manifestamente infondati, la Corte di cassazione deve dichiarare l'inammissibilità e applicare le conseguenze economiche previste dall'art. 616 c.p.p.

Come è indicizzato

MaterieRicettazioneImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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