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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30017/2025 del 29/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava in Cassazione l'ordinanza che aveva respinto la richiesta di sostituzione della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari presso l'abitazione della sorella (eventualmente con braccialetto elettronico). Lamentava carenza o illogicità della motivazione in violazione dell'art. 606 c.p.p., comma 1, lett. e), in relazione agli artt. 274 e 275 c.p.p., sostenendo che non fossero state valutate adeguatamente le circostanze attenuanti e l'effetto mitigante del trasferimento del domicilio in un contesto territoriale diverso.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso infondato e lo ha rigettato. Ha ritenuto congrua e non illogica la motivazione del Tribunale del riesame che aveva valutato la persistenza del pericolo di recidiva alla luce della gravità e della pervicacia della condotta, del ricorrente (anche con riferimento all'uso di alcol o stupefacenti) e dell'insufficienza della misura alternativa proposta (arresti domiciliari con braccialetto) a impedire contatti e reiterazioni. È stata confermata l'inidoneità di altre soluzioni cautelari e la mancata emersione di elementi nuovi tali da attenuare il quadro cautelare. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali; la Cancelleria dovrà trasmettere copia del provvedimento al direttore dell'istituto penitenziario ai sensi dell'art. 94 disp. att. c.p.p.; è prevista l'oscurazione dei dati personali ai sensi dell'art. 52 d.lgs. n. 196/2003.

Norme richiamate

  • art. 310 cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata per indicare il Tribunale adito (funzione di riesame dell'appello cautelare); la decisione del Tribunale di Catanzaro è stata oggetto del ricorso.

  • artt. 423, 425 n. 2, 572 cod. pen.

    Norme incriminatrici relative ai fatti contestati all'imputato (tra cui incendio e reati connessi) che hanno fondato l'applicazione della misura cautelare originaria.

  • art. 612-bis cod. pen.

    Reato di maltrattamenti in famiglia; la vicenda è stata riqualificata in primo grado sulla base di questo articolo, rilevante ai fini della valutazione della gravità e della pervicacia della condotta.

  • art. 274 cod. proc. pen.

    Prevede l'esigenza cautelare (in particolare la lett. c) sul pericolo di recidiva). La Corte ha ribadito che il pericolo di recidiva richiede una valutazione prognostica basata su elementi soggettivi (personalità, modalità della condotta, abuso di sostanze) e oggettivi (contesto ambientale) e non si esaurisce nella mera esistenza di occasioni di replica.

  • art. 275 cod. proc. pen.

    Regola le misure cautelari alternative. Il tribunale ha valutato l'inidoneità degli arresti domiciliari con braccialetto a tutela delle esigenze cautelari concrete, nonostante la proposta difensiva.

  • art. 275-bis cod. proc. pen.

    Prevede prescrizioni e cautele accessorie; menzionato nella richiesta difensiva ma ritenuto insufficiente, nel concreto, a eliminare il rischio di reiterazione.

  • art. 606 cod. proc. pen., comma 1, lett. e)

    Vizio dedotto in cassazione (vizi di motivazione). La Corte ha ritenuto infondata la doglianza, ritenendo la motivazione del giudice del riesame congrua, completa e conforme ai principi giurisprudenziali.

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Disposizione che impone l'invio del provvedimento al direttore dell'istituto penitenziario quando la decisione non comporta la liberazione; la Corte ne dispone l'adempimento.

  • art. 52 del d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196

    Norma sulla protezione dei dati personali: la Corte dispone l'omissione delle generalità e dei dati identificativi in caso di diffusione del provvedimento.

  • Giurisprudenza della Cassazione (Sez. I, n. 12734/2021; Sez. 3, n. 9041/2022)

    Precedenti richiamati per il principio che il pericolo di recidiva va valutato prognosticamente su elementi della personalità, modalità della condotta e fattori ambientali; orientamenti che hanno sostenuto la valutazione adottata dal giudice del riesame.

Massime di principio

  • Il pericolo di recidiva va valutato in termini prognostici: non basta la mera esistenza di occasioni di reato, occorre considerare gravità della condotta, pervicacia, personalità dell'indagato e fattori ambientali che possono favorire la reiterazione.
  • La proposta di misura meno afflittiva (arresti domiciliari) con strumenti di controllo tecnologico non è automaticamente idonea se non elimina concretamente il rischio di ripetizione del reato; la distanza geografica del domicilio proposto è valutata nel concreto e non annulla automaticamente il pericolo.
  • La presenza di adempimenti civilistici o comportamenti formali di correttezza (es. versamenti di mantenimento) non produce di per sé prova di ravvedimento e non è sufficiente a mutare il quadro cautelare senza elementi probanti di cambiamento stabile della condotta.
  • La doglianza di insufficiente motivazione in Cassazione richiede che sia effettivamente dimostrabile l'assenza di un percorso logico-giuridico nel provvedimento impugnato; motivazioni congrue e argomentate, ancorché contestabili sul merito, non integrano un vizio di motivazione ai sensi dell'art. 606 c.p.p.
  • In presenza di precedente condanna o di misure cautelari non efficaci a impedire la reiterazione, il giudice è giustificato nel ritenere necessaria la custodia in carcere quando sussistono concrete esigenze di tutela sociale.

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