Cassazione Penale, Sentenza n. 18897/2023 del 05/05/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che dispone la confisca "allargata" (ex art. 240-bis cod. pen.) delle somme sequestrate il 29/04/2004. Il ricorrente contestava: 1) l'insussistenza delle condizioni per la confisca per sproporzione e la violazione del criterio di "ragionevolezza temporale" (sostenendo che le somme erano state acquisite in epoca troppo anteriore rispetto ai reati contestati); 2) contraddittorietà della motivazione per presunta mancata considerazione di risultanze istruttorie e deposizioni (es. deposizione del Maresciallo G.d.F.); 3) mancanza di motivazione circa la confisca di beni intestati a terzi.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la Corte d'appello, dopo il precedente annullamento della Cassazione per omessa valutazione di memorie difensive, ha rispettato i vincoli del rinvio: ha delegato alla Guardia di Finanza accertamenti patrimoniali integrativi, ha esaminato le giustificazioni difensive e ha motivato in modo articolato la ricostruzione dei flussi finanziari, richiamando il criterio della "ragionevolezza temporale" e la giurisprudenza costituzionale e di legittimità. La Corte ha confermato che il ricorrente non ha fornito prove idonee a superare la presunzione di illecita accumulazione; ha inoltre ritenuto assente l'interesse del ricorrente ad impugnare la confisca di beni intestati a terzi. Per questi motivi il ricorso è stato dichiarato inammissibile; il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Norma che disciplina la cosiddetta "confisca allargata" o per sproporzione: opera una presunzione relativa di illecita provenienza per beni di valore sproporzionato rispetto a redditi/attività dell'interessato; onere della prova sulla legittima provenienza grava sull'interessato; occorre valutare la "ragionevolezza temporale" dell'acquisizione.
art. 667, comma 4, cod. proc. pen.
Prevede l'opposizione in sede di incidente di esecuzione avverso provvedimenti cautelari o ablatori: è il rimedio esperito dal ricorrente in sede distrettuale.
art. 606, comma 1, lett. b), cod. proc. pen.
Motivo di ricorso per cassazione relativo a nullità per mancata o insufficiente motivazione, invocato dal ricorrente per censurare l'ordinanza impugnata.
art. 627, co. 2, cod. proc. pen.
Stabilisce i poteri del giudice del rinvio nelle decisioni successive all'annullamento: il giudice può riconsiderare i fatti ma è vincolato a non ripetere i vizi della motivazione denunciati nella sentenza di annullamento.
Prevede che, in caso di dichiarazione di inammissibilità del ricorso, il ricorrente possa essere condannato al pagamento delle spese processuali e, se del caso, di una somma alla Cassa delle ammende: applicata dalla Corte nella misura equitativa determinata.
art. 12-sexies d.l. n. 306/1992 (richiamato)
Dispositivo normativo antecedente che introduceva la confisca per sproporzione; richiamato in quanto equivalente concettuale all'attuale art. 240-bis e per la giurisprudenza concernente i limiti della presunzione e la "ragionevolezza temporale".
Sentenza interpretativa di rigetto n. 33/2018 (Corte Cost.)
la coerenza col sistema dei valori costituzionali della presunzione relativa di illecita accumulazione dei beni di valore sproporzionato pretende che essa "sia circoscritta [...] in un ambito di ragionevolezza temporale"
La Corte costituzionale ha riconosciuto che la presunzione relativa richiede un ambito temporale di ragionevolezza: il giudice deve valutare la distanza temporale tra acquisto del bene e commissione dei reati alla luce delle caratteristiche della vicenda e del grado di pericolosità sociale.
Giurisprudenza della Corte di cassazione (es. Sez. U., n. 920/2004; Sez. II, n. 27421/2021 e altre)
Richiamata per i criteri di applicazione della confisca allargata, per l'individuazione degli elementi da considerare (sproporzione, ragionevolezza temporale, onere probatorio del difensore) e per i principi sul ruolo del giudice del rinvio e sulla rilevanza delle risultanze difensive.
Massime di principio
- In materia di confisca "allargata" (art. 240-bis), esiste una presunzione relativa di illecita provenienza dei beni sproporzionati: l'interessato ha l'onere di fornire prove precise e verificabili della legittima origine per superarla.
- Il criterio della "ragionevolezza temporale" richiede che il momento di acquisizione dei beni non sia talmente anteriore rispetto al "reato-spia" da rendere irragionevole la presunzione di derivazione illecita; la valutazione è caso per caso e dipende dalla pericolosità sociale e dalla continuità dell'operatività criminale.
- Se la Corte di cassazione ha annullato per omessa valutazione di atti difensivi, il giudice del rinvio è vincolato a esaminare quegli elementi e a motivare in modo specifico; tuttavia può pervenire a una medesima decisione se svolge le indagini richieste e giustifica il proprio convincimento.
- Il ricorrente non ha interesse a impugnare la confisca di beni intestati a terzi: solo il titolare apparente (terzo) può avere interesse a dimostrare la legittimità o l'assenza di simulazione nell'intestazione.
- Le doglianze di mera rivalutazione delle risultanze istruttorie o la richiesta di diversa lettura delle stesse sono difficilmente ammissibili in Cassazione se la motivazione del giudice di merito è articolata e coerente e non presenta vizi logici o giuridici rilevanti.
- In presenza di ricorso dichiarato inammissibile, il ricorrente può essere condannato alle spese e a una somma alla Cassa delle ammende: è prassi valutare anche gli eventuali profili di colpa del ricorrente nella proposizione del ricorso.
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