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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33676/2024 del 04/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorsi articolati su più punti: il Procuratore Generale chiedeva annullamento parziale della sentenza d'appello in relazione alla contestazione di bancarotta documentale a carico di Mattioli e Terzilli e alla mancata concessione delle attenuanti generiche per Terzilli; la parte civile (Silvestrini/erede Sgaramella) impugnava l'assoluzione di Antonio Ercolani dalle truffe (capo A) e chiedeva il riconoscimento della responsabilità civile; gli imputati (Mattioli, Terzilli, Sturlese) contestavano, in vari profili, la loro responsabilità per bancarotta (impropria e documentale), per riciclaggio/autoriciclaggio e chiedevano riforma delle statuizioni penali e delle pene; specifiche censure riguardavano carenza o contraddittorietà della motivazione della Corte d'appello, la mancanza di prova del dolo per la truffa di Ercolani, e l'insufficiente argomentazione sulla sussistenza del dolo specifico per la bancarotta documentale

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore Generale. Ha invece accolto il ricorso della parte civile contro l'assoluzione di Antonio Ercolani per i reati di truffa (capo A), ritenendo viziata la motivazione della Corte d'appello e annullando la pronuncia impugnata su quel punto. Ha inoltre accolto, con riferimento limitato, i ricorsi di Franco Maria Mattioli e di Alberto Terzilli nei profili relativi alla bancarotta documentale, disponendo l'annullamento delle disposizioni contestate per carenza di adeguata motivazione sulla sussistenza del dolo specifico; per il resto i ricorsi di questi imputati sono stati respinti. Il ricorso di Marco Sturlese è stato invece dichiarato infondato e la sua condanna confermata. In sintesi: PG perde per inammissibilità; parte civile ottiene accoglimento (annullamento dell'assoluzione di Ercolani in relazione alla truffa); Mattioli e Terzilli ottengono accoglimento limitato (annullamento relativo alla bancarotta documentale); Sturlese perde.

Norme richiamate

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione al giudizio d'appello sopravvenuto dalla prescrizione: la Corte conferma che, quando in appello è chiamata a decidere anche sulle statuizioni civili, può procedere alla valutazione piena della responsabilità penale (assoluzione nel merito) secondo l'orientamento delle Sezioni Unite Tettamanti, anziché pronunciare automaticamente la causa di non punibilità

  • art. 648-bis cod. pen. (riciclaggio)

    Precisato che il reato di riciclaggio è integri­to anche da operazioni tracciabili purché dirette a rendere più difficile l'accertamento della provenienza delittuosa; il trasferimento di fondi attraverso soggetti/conti diversi può costituire riciclaggio

  • art. 648-ter cod. pen. (autoriciclaggio) - capo E

    Citato fra le fattispecie contestate: la Corte richiama la giurisprudenza che valuta come possano sussistere atti di dissimulazione anche con operazioni che risultano formalmente tracciabili

  • art. 223 e art. 216 legge fallimentare

    Riferiti alla bancarotta per cagionamento del fallimento e alle varie forme di bancarotta (patrimoniale, documentale, impropria): la Corte chiarisce che per la bancarotta documentale "specifica" è necessaria una motivazione precisa che dimostri il dolo specifico e l'omessa o manipolata tenuta della contabilità; per la bancarotta impropria (aggravamento del dissesto) occorre dimostrare l'effetto concreto e non meramente formale dell'operazione sull'aggravamento dell'insolvenza

  • Giurisprudenza Sezioni Unite: Tettamanti (n. 35490/2009) e pronunce successive

    Richiamata per il principio che, in appello con reato sopravvenuto prescritto ma con parte civile costituita, il giudice può procedere alla valutazione piena delle prove e pronunciare l'assoluzione nel merito piuttosto che limitarsi alla declaratoria di estinzione

Massime di principio

  • Quando in grado d'appello il reato è sopravvenuta la prescrizione ma è presente una parte civile, il giudice d'appello è legittimato a valutare il compendio probatorio "con cognizione piena" e può pronunciarsi nel merito in ordine alla responsabilità penale ai fini delle statuizioni civili (orientamento Tettamanti).
  • I ricorsi della pubblica accusa possono essere dichiarati inammissibili se incentrati su riconsiderazioni ampie e non sufficientemente specifiche dei fatti e della motivazione di merito; la specificità e la distinzione delle posizioni individuali sono essenziali.
  • Per la bancarotta documentale "specifica" è necessaria una motivazione chiara e puntuale che dimostri il dolo specifico relativo all'omessa o manipolata tenuta della contabilità; la mera richiamata affermazione non regge in Cassazione e comporta annullamento se priva di adeguata argomentazione.
  • La configurazione della bancarotta impropria per operazioni dolose richiede la dimostrazione che l'operazione abbia effettivamente aggravato il dissesto societario (effetto sostanziale), non basta la mera apparenza formale dell'operazione o un movente supposto.
  • Il reato di riciclaggio può sussistere anche se le operazioni risultano formalmente tracciabili quando tali operazioni rendono più difficile l'accertamento della provenienza delittuosa; la tracciabilità non esclude l'elemento dissimulatorio.
  • Il diniego delle attenuanti generiche può essere motivato dalla complessiva gravosità del ruolo svolto dall'imputato e dalla sua partecipazione ai fatti: il giudice di merito non è tenuto a menzionare ogni elemento favorevole purché la decisione sia logicamente motivata.

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