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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33479/2024 del 04/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso la condanna per truffa militare relativa all'omessa indicazione, nella dichiarazione sostitutiva del 5 aprile 2017, della nuda proprietà di due immobili; i motivi dedotti dal difensore contestano: 1) l'inosservanza dell'art. 234 c.p. mil. di pace e il travisamento della prova in relazione all'obbligo di dichiarare la nuda proprietà; 2) la manifesta illogicità della motivazione in ordine all'elemento soggettivo (dolo vs colpa), con riferimento ai fatti ritenuti dal giudice di primo grado compatibili con mera superficialità; 3) la mancanza di motivazione sulla determinazione della pena in misura superiore al minimo edittale.

La decisione

Il ricorso è stato accolto. La Corte ha ritenuto fondati i rilievi sull'errata valutazione dell'obbligo dichiarativo e, soprattutto, sull'assenza di prova del dolo oltre ogni ragionevole dubbio. Ha rilevato che il giudice d'appello non ha dimostrato la base legale dell'obbligo di dichiarare la nuda proprietà secondo la disciplina tributaria richiamata dal D.M. 16/03/2011 e non ha fornito la motivazione rafforzata necessaria per ribaltare l'assoluzione di primo grado. Considerata l'impossibilità di acquisire nuovi elementi utili (istruttoria esaurita), la Corte ha annullato la sentenza impugnata senza rinvio con la formula "perché il fatto non costituisce reato".

Norme richiamate

  • art. 234, codice penale militare di pace

    La disciplina della truffa militare richiede la presenza di artifizi o raggiri; il silenzio può integrare tali artifici solo se antidoveroso, ossia se sussiste un obbligo di comunicazione previamente accertabile.

  • art. 26, d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR)

    «i redditi fondiari concorrono, indipendentemente dalla percezione, a formare il reddito complessivo dei soggetti che possiedono gli immobili a titolo di proprietà, enfiteusi, usufrutto o altro diritto reale, salvo quanto stabilito dall'articolo 30, per il periodo di imposta in cui si è verificato il possesso». "Nei casi di contitolarità della proprietà o altro diritto reale sull'immobile o di coesistenza di più diritti reali su di esso il reddito fondiario concorre a formare il reddito complessivo di ciascun soggetto per la parte corrispondente al suo diritto".

    La Corte ha richiamato il TUIR per evidenziare che la nuda proprietà è un diritto reale e che il reddito fondiario si ripartisce tra i titolari in proporzione al diritto; pertanto l'eventuale quota imputabile al nudo proprietario non coincide necessariamente con l'intero reddito dell'immobile e la determinazione del "reddito di riferimento" deve rispettare tale criterio fiscale.

  • D.M. Ministero della Difesa 16 marzo 2011

    art. 2, comma 2 (richiama la disciplina tributaria per la determinazione del "reddito di riferimento")

    Il decreto ministeriale stabilisce che per calcolare il coefficiente correttivo e il canone occorre determinare il reddito di riferimento secondo la normativa tributaria vigente; la Corte ha sottolineato che la necessità di riferimento alla disciplina tributaria richiede che il giudice chiarisca come sia stato computato il reddito relativo alla nuda proprietà.

  • art. 81, comma secondo, cod. pen. (continuazione) e art. 47 n.2 (circostanze aggravanti)

    Norme citate nell'iniziale contestazione per la configurazione della continuazione e delle aggravanti di grado; non discusse come fondanti la condanna primaria nella decisione di cassazione, che ha attenuto la valutazione alla mancata dimostrazione del dolo e alla rilevanza della normativa tributaria.

Massime di principio

  • Il silenzio o l'omissione dichiarativa integra la truffa solo se esiste un obbligo di comunicazione (antidoverosità) previamente accertabile: prima di attribuire rilevanza penale va verificata la base normativa dell'obbligo.
  • Se la dichiarazione coinvolge redditi fondiari, occorre applicare la disciplina tributaria (TUIR): per i diritti reali (es. nuda proprietà) si computa la quota spettante e non necessariamente l'intero reddito dell'immobile.
  • Per rovesciare un'assoluzione in appello è richiesta una motivazione rafforzata che spieghi puntualmente perché le conclusioni del primo grado sono insussistenti; motivazioni generiche o apodittiche non sono sufficienti.
  • La prova del dolo deve raggiungere il livello dell'"oltre ogni ragionevole dubbio"; la mera presenza di un vantaggio economico o la persistenza nel tempo di una situazione non dimostrano automaticamente la volontarietà dell'omissione.
  • La Cassazione può annullare senza rinvio quando l'istruttoria è completa e ulteriori indagini non potrebbero colmare il vizio probatorio; in tali casi la sentenza viene estinta con formula assolutoria se il fatto non costituisce reato.
  • Nelle pratiche amministrative di rideterminazione di canoni è prudente indicare chiaramente i diritti reali posseduti e conservare documentazione che dimostri la natura e la titolarità dei diritti (es. riserve di usufrutto), in modo da poter giustificare eventuali omissioni o calcoli.

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