Cassazione Penale, Sentenza n. 38956/2023 del 25/09/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugnava l'ordinanza del GIP che non aveva convalidato l'arresto in flagranza per tentato furto aggravato e per resistenza a pubblico ufficiale, sostenendo che sussisteva la "quasi-flagranza": i testi avevano visto la condotta furtiva, gli indagati si erano allontanati ma subito inseguiti e fermati nelle immediate adiacenze (distributore), trovandosi in possesso di oggetti idonei allo scasso. Il PG contestava che il GIP avesse errato valutando un presunto iato temporale e rivalutando la gravità della condotta e i precedenti degli indagati quando, al contrario, il giudizio di convalida deve limitarsi a una valutazione di mera ragionevolezza sugli elementi disponibili al momento dell'arresto.
La decisione
La Corte ha accolto il ricorso limitatamente al reato di tentato furto aggravato (artti.110, 56, 624, 625 n.2 c.p.), annullando senza rinvio l'ordinanza impugnata perché l'arresto era legittimo: ricorrevano i criteri della "quasi-flagranza" (immediata percezione delle tracce del reato, inseguimento senza soluzione di continuità, possesso di attrezzi da scasso). Ha invece rigettato il ricorso quanto al reato di resistenza a pubblico ufficiale (art.337 c.p.) riferito a YILDIRIM: trattandosi di arresto facoltativo il GIP ha correttamente escluso la sussistenza delle condizioni legittimanti alla luce della non particolare gravità della condotta (strattonamento lieve) e dell'assenza di profili di pericolosità dell'indagato (incensuratezza).
Norme richiamate
Richiamata in relazione al criterio di convalida: il giudizio di convalida si risolve in una valutazione di mera ragionevolezza basata sugli elementi disponibili al momento dell'arresto, senza sindacare la responsabilità penale.
art.381, comma 4, cod.proc.pen.
Rilevato che il giudice della convalida non può compiere valutazioni successive sulla gravità indiziaria o su elementi che eccedono la mera legittimità dell'operato della polizia giudiziaria al momento dell'arresto.
art.110, 56, 624, 625 n.2 cod.pen.
Norme relative al concorso di persone e al reato di furto (tentato e aggravato): la Corte ha ritenuto che gli elementi raccolti al momento dell'arresto giustificassero la convalida per questo titolo di reato.
Reato di resistenza a pubblico ufficiale: essendo l'arresto facoltativo la valutazione della convalida può tener conto della gravità della condotta e della pericolosità dell'indagato, e il GIP ha ritenuto non sussistenti le condizioni legittimanti.
Richiamato in relazione alla valutazione della personalità e della pericolosità del reo (criteri per escludere l'arresto facoltativo per resistenza): il giudice ha considerato lo stato di incensuratezza come elemento attenuante rispetto alla pericolosità.
Massime di principio
- Il giudice della convalida deve limitarsi a una valutazione di mera ragionevolezza sugli elementi disponibili al momento dell'arresto e non può sostituirsi al giudice della responsabilità nell'accertamento dei fatti.
- La "quasi-flagranza" è valida quando vi è stata immediata e autonoma percezione delle tracce del reato e un collegamento inequivocabile con gli indiziati, anche se l'arresto non è stato compiuto immediatamente dal testimone che ha notato il reato, purché l'inseguimento e il fermo siano stati effettuati senza soluzione di continuità.
- La presenza di oggetti idonei allo scasso rinvenuti immediatamente dopo il fatto e il costante monitoraggio dei protagonisti da parte di testimoni rafforzano la legittimità dell'arresto in "quasi-flagranza".
- Per i reati per i quali l'arresto è facoltativo (es. resistenza a pubblico ufficiale) il giudice della convalida può rifiutare la convalida se manca gravità della condotta o elementi di pericolosità sociale dell'indagato (es. incensuratezza).
- Non è ammissibile che il giudice della convalida compia una rivalutazione retrospettiva della legittimità dell'operato della polizia oltre gli elementi immediatamente disponibili; eventuali valutazioni su gravità indiziaria e misure cautelari competono ad altri gradi o procedimenti.
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