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Sentenza

Sentenza n. 337/2026 - Milano, Sezione 3

per l'ottemperanza del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Monza, Sezione Lavoro, numero 282/2025 pubblicata in data 27 febbraio 2025

Giustizia amministrativa202502391

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione di una sentenza del Tribunale di Monza, Sezione Lavoro, recante condanna al pagamento di somme di denaro

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha proposto giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Monza, Sezione Lavoro, n. 282/2025, pubblicata il 27 febbraio 2025. A sostegno della procedibilità dell'azione ha depositato la relata di notificazione del titolo, effettuata il 28 febbraio 2025. Il TAR ha rilevato d'ufficio l'inammissibilità del ricorso e ha sottoposto la questione al contraddittorio delle parti ai sensi dell'art. 73 c.p.a. La notificazione, tuttavia, indicava espressamente di essere effettuata in relazione al procedimento ancora pendente dinanzi al Tribunale ordinario di Monza, Sezione Lavoro, e non risultava quindi idonea a far decorrere il termine per l'esecuzione nei confronti dell'amministrazione. Non era pertanto possibile accertare il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 d.l. 669/1996.

La decisione

Il TAR ha dichiarato inammissibile il ricorso per ottemperanza. Ha ritenuto che, quando l'ottemperanza è proposta per eseguire una sentenza del giudice ordinario che condanna una pubblica amministrazione al pagamento di somme di denaro, il giudizio di ottemperanza è riconducibile all'esecuzione forzata. Ne consegue l'applicazione del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 d.l. 669/1996, decorrente da una notificazione del titolo idonea e riferita alla sua esecuzione. La relata depositata dalla ricorrente era invece espressamente collegata alla pendenza del giudizio ordinario e non consentiva di verificare l'avvenuto decorso del termine. Il termine è stato qualificato come previsto a pena di inammissibilità, poiché prima della sua scadenza il creditore non può procedere all'esecuzione forzata. Le spese sono state compensate in ragione della peculiarità della questione.

Norme richiamate

  • art. 14 d.l. 669/1996

    Il termine dilatorio di 120 giorni si applica anche al giudizio di ottemperanza relativo a una sentenza del giudice ordinario che condanna una pubblica amministrazione al pagamento di somme di denaro; il termine decorre da una notificazione del titolo idonea e specificamente riferita all'esecuzione, e il suo mancato decorso determina l'inammissibilità dell'azione.

  • art. 73 c.p.a.

    La questione rilevata d'ufficio sull'inammissibilità del ricorso è stata sottoposta al contraddittorio delle parti nel corso della discussione camerale.

Massime di principio

  • Il giudizio di ottemperanza promosso per ottenere l'esecuzione di una sentenza del giudice ordinario che condanna una pubblica amministrazione al pagamento di somme di denaro è riconducibile all'esecuzione forzata e soggiace al termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 d.l. 669/1996.
  • Ai fini della decorrenza del termine di 120 giorni previsto dall'art. 14 d.l. 669/1996, la notificazione del titolo deve essere idonea e riferita all'esecuzione della decisione; una notificazione espressamente collegata alla pendenza del giudizio ordinario non è sufficiente.
  • La proposizione del giudizio di ottemperanza prima del decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 d.l. 669/1996 comporta l'inammissibilità del ricorso.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaTermini del procedimentoDecadenza e tardività

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