Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13663/2026 del 15/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore Generale contestava la sussistenza dell'elemento soggettivo e del nesso finalistico della rapina impropria, rilevando che la violenza posta in essere dall'imputato (lancio della bottiglia e danneggiamenti) non era funzionalmente collegata né all'impossessamento stabile della cosa né all'assicurazione dell'impunità ma era un impulso d'ira privo di finalizzazione. Inoltre si contestava la configurabilità della 'sottrazione' prevista dall'art. 628, comma 2, cod. pen., poiché la bottiglia, usata immediatamente come mezzo offensivo, non sarebbe mai uscita dalla sfera di vigilanza del detentore e sarebbe stata distrutta nel corso dell'azione. L'imputato, a sua volta, denunciava difetto di correlazione tra imputazione e sentenza (cambiamento di finalità della violenza non contestata), criticava l'attendibilità della persona offesa e sosteneva l'insussistenza della sottrazione e del dolo specifico richiesto per la rapina impropria.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto i ricorsi nei limiti indicati e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata. Ha ritenuto che, secondo la stessa ricostruzione dei fatti fatta dalla Corte territoriale, la bottiglia era stata immediatamente utilizzata come arma e distrutta all'interno del locale e che la violenza non era funzionalmente orientata ad assicurare il profitto o l'impunità. Di conseguenza non è stato provato il necessario collegamento finalistico e il dolo specifico richiesto dall'art. 628, comma secondo, cod. pen.; la condanna per rapina impropria non era pertanto configurabile. Sono stati assorbiti gli altri motivi di ricorso.

Norme richiamate

  • art. 628, comma secondo, cod. pen.

    art. 628, comma secondo, cod. pen.

    La rapina impropria richiede che la violenza o la minaccia siano funzionalmente orientate ad assicurare l'appropriazione del bene ovvero al conseguimento dell'impunità; il mero susseguirsi temporale tra apprensione e violenza non è sufficiente a dimostrare il dolo specifico.

  • art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen.

    art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen.

    Utilizzato per censurare vizi di motivazione (motivazione apparente o illogica). La Cassazione ha ritenuto fondati i rilievi motivazionali relativi all'assenza del nesso finalistico.

  • art. 606, comma 1, lett. b), cod. proc. pen.

    art. 606, comma 1, lett. b), cod. proc. pen.

    Richiamato con riferimento alla dedotta violazione di legge sulla configurabilità della sottrazione come presupposto oggettivo della rapina impropria.

  • artt. 521 e 522 cod. proc. pen.

    artt. 521 e 522 cod. proc. pen.

    Richiamati dalla difesa per denunciare difetto di correlazione tra accusa e sentenza; la Cassazione ha però risolto la questione sul piano sostanziale accogliendo il vizio di motivazione relativo alla ricostruzione del nesso finalistico.

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 86/2024

    sentenza della Corte costituzionale n. 86 del 2024

    La Corte d'appello aveva applicato l'attenuante della lieve entità in base a tale decisione; la Cassazione ha comunque annullato la condanna per insussistenza del reato, rendendo irrilevante la valutazione attenuante ai fini della sussistenza della fattispecie.

  • Sez. U., n. 34952 del 19 aprile 2012 (Reina), Rv. 253153-01

    Sez. U., n. 34952 del 19 aprile 2012, Reina, Rv. 253153-01

    Giurisprudenza richiamata che afferma il principio secondo cui anche nel tentativo la rapina impropria richiede che la violenza o la minaccia siano funzionalmente orientate all'assicurazione del profitto ovvero all'impunità; altrimenti restano estranee alla fattispecie.

Massime di principio

  • Per configurare la rapina impropria ex art. 628, comma 2, cod. pen. non è sufficiente la mera successione temporale tra l'apprensione della cosa e l'uso della violenza: è necessario dimostrare che la violenza fosse funzionalmente finalizzata ad assicurare l'appropriazione del bene o a garantire l'impunità.
  • Se la cosa sottratta viene immediatamente utilizzata come arma, distrutta o comunque non esce stabilmente dalla sfera di vigilanza del detentore, può venire meno l'elemento oggettivo della 'sottrazione' rilevante penalmente per la rapina impropria.
  • La prova del dolo specifico (finalità di assicurare il profitto o l'impunità) non può essere desunta automaticamente dal solo fatto che l'agente abbia compiuto un atto violento dopo l'apprensione della res; il nesso finalistico deve risultare dagli elementi di fatto.
  • In presenza di comportamento impulsivo o di reazione d'ira priva di finalizzazione all'appropriazione o all'impunità, l'elemento soggettivo della rapina impropria può mancare, con conseguente esclusione del reato anche se sussistono atti violenti o danneggiamenti.
  • Per l'accusa è quindi essenziale ricostruire e provare il nesso teleologico tra apprensione del bene e violenza; per la difesa è possibile ottenere l'esclusione della rapina impropria se dimostrabile l'assenza di tale nesso o l'immediata utilizzazione/distruzione dell'oggetto.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.