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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1829/2022 del 17/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La parte civile (Benintendi) aveva impugnato l'assoluzione pronunciata in appello nei confronti di Caporale, accusato di tentata violenza privata per minacce rivolte a far sospendere dei lavori e per aver prospettato l'intervento di una troupe televisiva, con abuso della qualifica di consigliere comunale. Il ricorso in Cassazione deduceva carenze e contraddizioni nella motivazione della Corte d’appello: mancata valutazione della reale pericolosità del tubo del gas, omesso esame della liceità o ingiustizia del male minacciato, confusione tra motivi dell'agire e ingiustizia della minaccia, e mancato esame di specifiche prove e deposizioni soprattutto con riferimento ai due distinti episodi (14 e 16 dicembre 2011) e al fatto che dopo il primo intervento il tubo sarebbe stato messo in sicurezza.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato per carenza motivazionale della Corte d'appello. Ha rilevato che l'appello, nel riformare la condanna di primo grado, non ha adeguatamente spiegato perché la condotta dell'imputato dovesse essere ritenuta finalizzata a scongiurare un pericolo residuo, nonostante dalle prove risultasse che il tubo era stato già messo in sicurezza e che i lavori interessassero un'area diversa. Per tali ragioni la Cassazione ha annullato la sentenza impugnata limitatamente agli effetti civili e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio al Giudice civile competente per valore in grado di appello.

Norme richiamate

  • art. 610 cod. pen.

    Norma sulla violenza privata: la decisione solleva il problema della corretta distinzione tra la legittima azione diretta a prevenire un pericolo e la minaccia illegittima finalizzata a costringere; occorre valutare se la minaccia fosse strumentale a evitare un danno effettivo o diretta a coartare la volontà della persona offesa.

  • artt. 125, 192, 546, 530 cod. proc. pen.

    Rinvio a norme sul procedimento e sul dovere istruttorio/motivazionale: i motivi di impugnazione censurano omesso esame di prove e travisamento di risultanze, facendo leva sugli obblighi del giudice di valutare e motivare alle stregue delle norme processuali.

  • Giurisprudenza - Sez. U Troise, sent. n. 14800/2017

    sentenza n. 14800 del 21/12/2017, dep. 2018, Rv. 272430

    Principio secondo cui il giudice d'appello che riformi in senso assolutorio una condanna di primo grado deve fornire una motivazione puntuale e adeguata che giustifichi la diversa conclusione, riassumendo se necessario la prova dichiarativa decisiva; non è richiesta una motivazione 'rafforzata', ma sì una spiegazione razionale del ribaltamento.

Massime di principio

  • Quando la Corte d'appello rovescia una condanna di primo grado deve fornire motivazione puntuale e, se necessario, riassumere la prova decisiva per giustificare la diversa decisione.
  • Se le minacce avvengono in più episodi vanno valutate separatamente: è essenziale accertare se il pericolo contro cui si diceva di agire sussistesse ancora al momento di ciascun episodio.
  • La qualifica pubblica del soggetto (es. consigliere comunale) può aumentare la capacità intimidatoria della condotta, ma ciò deve emergere chiaramente dall'istruttoria e dalla motivazione.
  • Occorre distinguere tra comportamento diretto a prevenire un pericolo reale e comportamento finalizzato a intimidire o costringere: la liceità apparente del movente non esime il giudice dall'accertare l'effettiva esistenza del pericolo e la sua rilevanza.
  • La Cassazione può annullare una sentenza d'appello per insufficienza di motivazione e disporre il rinvio per un nuovo giudizio, anche limitando l'annullamento agli effetti civili quando le carenze riguardino specifici profili.
  • In contenziosi con ricadute civili è possibile che la vicenda penale venga rimessa al giudice civile competente per la determinazione dell'eventuale responsabilità e risarcimento, se la motivazione penale è ritenuta inadeguata.

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