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Cassazione Penale, Ordinanza n. 07890/2026 del 27/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende, ai sensi dell'art. 616 c.p.p. La decisione di merito della Corte di appello di Firenze resta dunque ferma.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello di Firenze che aveva confermato la rilevanza penale della condotta contestata. Dal testo emerge che il fatto riguarda un allontanamento dal luogo degli arresti domiciliari senza autorizzazione, accertato dopo che l'imputato era stato visto dai carabinieri in un orario non compatibile con i permessi di uscita. Il ricorso conteneva un primo motivo con cui si contestava la configurabilità del reato, ma la Corte di cassazione lo ha ritenuto del tutto generico rispetto alla motivazione d'appello, richiamante l'orientamento consolidato secondo cui integra evasione qualsiasi allontanamento dal luogo degli arresti domiciliari senza autorizzazione, a prescindere da durata, distanza o ragioni dell'allontanamento. Gli ulteriori motivi sono stati parimenti reputati generici perché non confrontati con la motivazione sulla recidiva e sulla gravità del fatto, profili utilizzati dalla Corte di appello anche per escludere la particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p.

Norme richiamate

  • art. 385 c.p.

    viene richiamata la fattispecie di evasione, intesa come qualsiasi allontanamento non autorizzato dal luogo degli arresti domiciliari

  • art. 131-bis c.p.

    la particolare tenuità del fatto può essere esclusa in presenza di elementi quali la gravità del fatto e la recidiva valorizzata dal giudice di merito

  • art. 616 c.p.p.

    alla declaratoria di inammissibilità del ricorso consegue la condanna alle spese processuali e al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende

Massime di principio

  • In tema di evasione, integra il reato qualsiasi allontanamento dal luogo degli arresti domiciliari effettuato senza autorizzazione, senza che assumano rilievo la durata dell'allontanamento, la distanza percorsa o le ragioni soggettive che hanno determinato la violazione della misura custodiale.
  • Nel giudizio di legittimità, i motivi di ricorso devono confrontarsi specificamente con la motivazione della sentenza impugnata: la censura meramente assertiva o non correlata alle argomentazioni del giudice di merito è inammissibile per genericità.
  • La valutazione sulla recidiva può fondarsi sulla frequenza, sul numero e sulla natura dei precedenti penali, quali indici di una maggiore propensione a delinquere.
  • La particolare tenuità del fatto può essere esclusa quando il giudice di merito valorizza la gravità concreta del fatto e il quadro personale dell'imputato, ivi compresa la recidiva.
  • Alla declaratoria di inammissibilità del ricorso per cassazione segue, di regola, la condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieEvasioneReati ostativiImpugnazioni
RamiReati contro l'amministrazione della giustiziaEsecuzione penaleProcesso penale
IstitutiPrescrizione del reatoParticolare tenuità del fatto

Testo integrale

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