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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45559/2024 del 11/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza del 10/06/2024 con cui la Corte di appello di Trieste, in funzione di giudice dell'esecuzione, ha riconosciuto la continuazione tra reati indicati in quattro sentenze esecutive (escludendo la sentenza sub 5) e ha rideterminato la pena complessiva applicando aumenti per reati satelliti e per continuazione interna. Il ricorrente censura: 1) l'esclusione dal riconoscimento della continuazione dei reati della sentenza sub 5, per presunta identità di disegno criminoso (stessa indagine italo-francese, modalità esecutive e soggetti comuni, sostanze diverse ecc.); 2) l'errata e incongrua rideterminazione della pena da parte del giudice dell'esecuzione, lamentando che la Corte territoriale ha dichiarato "intangibili" gli aumenti già fissati per la continuazione interna dai giudici di merito e ha altresì indicato erroneamente la pena della condanna sub 8 maggiorandola di 20 giorni, e infine che alcuni aumenti applicati (in particolare per il capo 11) sono sproporzionati rispetto a quelli stabiliti in cognizione.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso parzialmente fondato. Ha ritenuto inammissibile il primo motivo (sulla esclusione della sentenza sub 5 dalla continuazione) perché la Corte territoriale ha motivato adeguatamente la diversificazione tra le fattispecie, osservando l'assenza di elementi concreti che dimostrassero l'esistenza di un disegno criminoso unitario, e richiamando l'onere dell'istante di allegare elementi specifici. Il secondo motivo è stato invece ritenuto fondato nei limiti indicati: la Corte di cassazione ha richiamato i principi secondo cui il giudice dell'esecuzione, nel rideterminare la pena per continuazione tra sentenze irrevocabili, deve scorporare i reati riuniti in continuazione nei titoli, individuare il reato più grave e calcolare autonomamente gli aumenti per i reati-satellite; può rideterminare gli aumenti anche per reati già unificati in continuazione, purché non superi gli aumenti fissati dal giudice della cognizione per i reati-satellite e dia motivazione adeguata, specie quando gli aumenti siano rilevanti. Ha censurato l'erronea affermazione di intangibilità degli aumenti per continuazione interna e l'errata indicazione di 20 giorni in più nella pena della sentenza sub 8, ordinarndo l'annullamento limitato all'entità della pena e il rinvio alla Corte d'appello di Trieste, in diversa composizione, per nuovo giudizio sul calcolo della pena alla luce dei principi di diritto indicati.

Norme richiamate

  • art. 81 cod. pen.

    Disciplina della continuazione: richiede l'identità del disegno criminoso (previsione di un progetto unitario) e impone al giudice dell'esecuzione, nel rideterminare la pena, di scorporare i reati riuniti e calcolare aumenti distinti per i reati-satellite; non vincola in modo assoluto la rideterminazione degli aumenti già fissati in sede di cognizione, purché non si ecceda rispetto a quelli già stabiliti e si fornisca adeguata motivazione

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Norma procedurale che disciplina le funzioni del giudice dell'esecuzione in materia di calcolo e applicazione delle pene: utilizzata per inquadrare la competenza della Corte d'appello in funzione di giudice dell'esecuzione e i relativi poteri nel rideterminare la pena complessiva

  • art. 132 cod. pen.

    Principi generali sulla determinazione della pena (proporzionalità, criteri di individualizzazione) richiamati come parametri che il giudice dell'esecuzione deve rispettare nella motivazione degli aumenti

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per la determinazione della pena: il giudice dell'esecuzione esercita un potere discrezionale che deve essere motivato secondo i parametri di questa norma, anche quando ridetermina aumenti per reati-satellite

Massime di principio

  • In sede esecutiva il riconoscimento della continuazione richiede la prova di indicatori specifici del disegno criminoso unitario (omogeneità del bene protetto, contiguità spazio-temporale, modalità, sistema organizzato, programmazione almeno nelle linee essenziali) e grava sul richiedente l'onere di allegare elementi concreti.
  • Il giudice dell'esecuzione, quando ridetermina la pena per continuazione tra sentenze irrevocabili, deve prima scorporare i reati riuniti e individuare il reato più grave come base, quindi calcolare autonomamente gli aumenti per ciascun reato-satellite e motivare l'entità di ciascun aumento, specialmente se significativo.
  • Gli aumenti per i reati-satellite già fissati dal giudice della cognizione non sono automaticamente "intangibili": il giudice dell'esecuzione può rideterminarli alla luce del nuovo computo, purché non superi gli aumenti fissati dalle sentenze irrevocabili e dia adeguata motivazione che consenta il controllo di proporzione e legalità.
  • La motivazione del giudice dell'esecuzione deve essere specifica quanto basta a rendere verificabile il percorso logico-giuridico seguito (individuazione della pena-base, criteri per gli aumenti, confronto con le imputazioni e le pene determinate in cognizione).
  • Errori materiali o di calcolo nella indicazione della pena base in una sentenza esecutiva (es. aggiunta di giorni non previsti) possono incidere sul computo complessivo e giustificare l'annullamento parziale e il rinvio per nuovo giudizio.

Testo integrale

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